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Arte: le falsificazioni, un problema attuale tra dubbi e facili guadagni

Le falsificazioni nell’arte: esercizio di studio, tributo e guadagno facile.

La falsificazione è presente nella storia dell’arte da sempre. I pittori o scultori del passato, dall’arte romana per passare dal Rinascimento fino al picco nell’Ottocento, copiavano i capolavori dei grandi maestri come esercizio di studio, fino a lasciare nella storia dubbi sull’identificazione di opere arrivate fino a noi.

falsificazione dell'arte

Dal semplice studio la falsificazione è arrivata come mezzo per un facile guadagno, aprendo un’ampia discussione sulla veridicità di determinate opere d’arte. L’esposizione di dipinti o sculture all’interno di mostre o musei dovrebbero garantire al pubblico di poter ammirare degli originali, ma non è sempre stato così.

Come si comporta la legge italiana

Nella legge italiana, all’interno del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, si prevede come delitto il fatto di

“chiunque, al fine di trarne profitto, contraffà, altera o riproduce un’opera di pittura, scultura o grafica ovvero un oggetto di antichità o di interesse storico o archeologico”

Lo stesso articolo diventa più duro per coloro che commettono i delitti in un’attività commerciale. Di falsificazioni famose ce ne sono state tante, creando scandali e grandi imbarazzi, anche da parte di veri e propri artisti. Cosa può spingere su questa strada tanti personaggi con storie e vissuti diversi?

La beffa delle false teste di Modigliani

Tra le vicende più conosciute vi è il ritrovamento di alcune sculture in Toscana. Siamo nel 1984 e Livorno festeggia il centenario della nascita di Amedeo Modigliani con una mostra a lui dedicata. Nello stesso periodo inizia a girare una leggenda secondo la quale l’artista, sentitosi deriso dagli abitanti della sua aspra città, decise di gettare nel Fosso Reale alcune sue sculture. La curiosità prende il sopravvento e il Comune decide di dare credito alla storia dando l’autorizzazione per le ricerche.

In un’intervista de Il Fatto Quotidiano, Pietro Luridiana spiega come abbia preso il sopravvento l’idea di realizzare una scultura, con strumenti non professionali, e di gettarla nel fiume. Dare quindi un oggetto concreto ai ricercatori, che sotto il caldo di Luglio continuano senza sosta le ricerche. Assieme agli amici Ghelarducci e Ferrucci realizzano la testa di Modì e aspettano che la loro bravata venga smascherata.

Pensavamo che una volta ritrovata la testa la gente avrebbe esultato con i caroselli come ai mondiali di calcio ma anche che un critico d’arte si sarebbe accorto dello scherzo”.

La testa venne trovata velocemente ma al telegiornale della sera non si parla di burla, bensì di un’autentica opera di Modigliani fortunatamente ritrovata. Nessuno si rende conto del falso ed iniziano elogi e accertamenti sulla veridicità, tra cui si schiera anche Giulio Carlo Argan.
Dopo qualche settimana i ragazzi decidono di metterci la faccia, inizialmente dicendo la loro verità in un’intervista rilasciata su Panorama e successivamente in diretta nello speciale TG1. Uno scherzo di tre ragazzi sprovveduti diventa un attacco mediatico dove i critici, forse i veri colpevoli del non riconoscimento, iniziarono a incolparsi a vicenda. Una storia che fa capire molto su i ruoli che si creano di fronte ad una falsificazione, soprattutto se a volte così palese.

Il Museo invaso dai falsi

Étienne TerrusIl museo francese dedicato a Étienne Terrus, considerato tra i primi artisti della corrente dei Fauves, riapre ad aprile del 2018 dopo un lavoro di restauro. Il lungo studio porta alla luce una disgrazia: 82 dipinti sui 140 custoditi sono falsi. Le ricerche vengono effettuate dallo storico dell’arte Eric Forcada, che nota subito dei seri problemi tecnici.

“Su un dipinto la firma si è cancellata non appena ho passato il mio guanto bianco sopra. A livello stilistico, è grezzo.”

Le opere sono state acquistate nell’arco di venti anni. È un museo coltivato con passione e amore ad Elne, città natale del pittore. Oltre ad una perdita dal valore culturale è importante anche la perdita economica, dato che vi erano opere che potevano essere quotate fino a 15mila euro e che ora valgono zero.

La scienza in aiuto dell’arte

Come abbiamo visto il riconoscimento può essere davvero difficoltoso e gli esperti compiono vari passi per arrivare a capire se l’opera osservata è un originale. Innanzitutto si osserva la tecnica che ovviamente deve corrispondere a quella caratteristica dell’artista. Si osservano poi i vari documenti per capire gli spostamenti che ha affrontato l’opera. Anche la scienza può dare una mano preziosa. Uno dei metodi più usati prevede l’utilizzo di raggi X o luci infrarossi, per scoprire cosa si nasconde sotto il dipinto. Vedere i disegni preparatori di un’opera è sempre emozionante. Si capisce la volontà dell’autore e le infinite modifiche per la ricerca perfetta di una determinata postura. La presenza o meno di figure che combaciano con lo strato di pittura può quindi portare alla identificazione del falso.

Una coordinazione tra varie discipline è fondamentale per lo studio ed il riconoscimento della falsificazione di opere d’arte, divenuta al giorno d’oggi un enorme problema nel campo della cultura.

 

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