Festival dell’Oriente: l’interesse per le altre culture arriva a Roma

imagesDopo i successi di Padova e Torino, nonché degli scorsi anni nella Capitale, torna a Roma il “Festival dell’Oriente”. Dal 24 al 26 aprile 2015, il 30 aprile e dal 1° al 3 maggio 2015, dalle 10.30 alle 22.30, potrete immergervi nella cultura cinese, giapponese, indiana e di molti altri Paesi orientali, sperimentare la cucina tipica, conoscere medicina alternativa e provare in prima persona le terapie tradizionali.

Ospitato presso la Nuova Fiera di Roma, gli ingressi per questo festival sono tre: il nord, il sud e l’est. Il costo del biglietto è di 10 euro (ridotto per bambini sotto i sette anni).

ORGANIZZAZIONE ED EVENTI.

Quest’anno la Capitale ha voluto fare le cose in grande: ben tre padiglioni dedicati al favoloso “Festival dell’Oriente” (7,8 e 9) e poco tempo dopo aver concluso un’altra grande fiera, la 17° edizione del “Romics”.

Questo progetto ospita numerosissime iniziative: oltre che stand con prodotti tipici dei Paesi, dalla cucina all’abbigliamento, ogni giorno e continuativamente, ballerini, cantanti, atleti e artisti orientali si esibiranno nei vari padiglioni, mostrano la tradizione culturale dei loro Paesi.

Ma non solo: Saranno presenti mostre fotografiche, bazar, settori dedicati a terapie olistiche, discipline bionaturali, yoga, ayurvedica, fiori di bach, theta healing, meditazione, reiki, massaggi, ci kung, tai chi chuan, shiatsu, tuina, bio musica, rebirthing, integrazione posturale, e molte altre ancora.

PRO E CONTRO.

Quest’anno il festival è stato decisamente migliore dello scorso anno: più grande e meglio organizzato, ha riscontrato il favore anche del pubblico raggiunto dai nostri microfoni, che è stato unanime nel commentare:

“Il ‘Festival dell’Oriente’ è sempre bello, ma quest’anno lo è di più. Non solo ci sono più padiglioni, ma è strutturato molto meglio”Shaolin-Monks-Martial-Marathon2010-1

Ed effettivamente dobbiamo darne atto: era davvero ben strutturato, con spettacoli ininterrotti, vari e in tutti e tre gli edifici, bar addobbati a tema e banchetti commerciali variegati sia per tipologie che prezzi.

Tuttavia si riscontra una non precisa mappatura, frammentando gli stand dedicati a un Paese nei vari padiglioni, rendendo difficoltosa l’avanzata e la ricerca di prodotti tipici per gli appassionati di un determinato Paese.

Nel complesso però si può essere più che soddisfatti di questa nuova edizione, che non solo ha attirato un notevole flusso di appassionati, ma, con il suo ingrandimento, testimonia come l’Italia si stia aprendo (almeno in parte) a nuovi e diversi usi, costumi e culture.

 

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Studentessa di Editoria e Scrittura presso la Sapienza di Roma. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA.


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