Filippo Graviano, smentisce Spatuzza: “Non conosco il senatore Dell’Utri”

Leggi – se ancora non l’hai fatto – la deposizione di Spatuzza 

I fratelli Graviano – chiamati a testimoniare nel processo d’Appello nei confronti del senatore pidiellino Marcello Dell’Utri (già condannato in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa –  sono stati ascoltati dalla Seconda Sezione della Corte d’Appello di Palermo, in videoconferenza da Parma.

L’udienza, si è aperta alle ore 10 e 30, con la richiesta – da parte degli avvocati di Dell’Utri – di rinviare l’audizione dei due ex boss di Brancaccio, poichè sembrerebbe che i pm di Firenze, li abbiano sottoposti – in seguito alla deposizione di Spatuzza a Torino – ad un interrogatorio. I legli dell’ex segretario di Berlusconi, motivano così la loro richiesta: <<Denunciamo questa condotta della Procura che riteniamo inopportuna e priva di riguardo nei confronti della Corte e che viola la norma che vieta alle parti di assumere informazioni sui testimoni citati ex articolo 507>>. Inoltre richiedono di acquisire i verbali del suddetto interrogatorio. E’ già la seconda volta che per un motivo o per un altro – prima con Spatuzza e poi con i Graviano – la difesa tenta di “insabbiare” le testimonianze che pentiti o ex boss mafiosi, devono riportare in aula. Sarà un caso? Non insinuo nulla, ci mancherebbe altro, vi rendo solo partecipi dei miei interrogativi….

Il procuratore generale, Antonino Gatto, replica stupefatto: <<Non sapevo che i pm di Firenze avessero interrogato i fratelli Graviano dopo l’udienza di Torino>>. In merito all’acquisizione dei verbali, Gatto afferma: <<nessuno di noi conosce cosa i pm hanno chiesto ai Graviano dopo la dichiarazione di Spatuzza, e quindi non si capisce come la Corte possa acquisirne i verbali non conoscendone il contenuto>>.

In ogni caso – circa un’ora dopo – la Corte respinge l’istanza della difesa e si prepara ad ascoltare uno dei due testimoni, Filippo Graviano, il quale comincia a deporre – in diretta da Parma – alle 11 e 50, affermando in primis: <<Intendo rispondere nei limiti delle mie possibilità>>.

Riguardo al colloquio avuto con Spatuzza (nel carcere di Tolmezzo) nel 2004, Graviano smentisce che abbia prlato con il pentito (il quale aveva confermato che, l’ex boss di Brancaccio – in quella occasione – gli aveva comunicato che – se non si fossero verificate certe cose, sarebbe arrivato il momento di parlare coi magistrati. Per Spatuzza, sarebbe una prova ulteriore della trattativa fra la Mafia e una parte dello Stato.

Ma il colpo di scena (dopo dichiarazioni come: <<Se ci fosse stata una vendetta da consumare non avrei aspettato tanto… Non è che abito in un hotel>> in riferimento ad una possibilità di rivalsa per “gli accordi non mantenuti”) lo abbiamo alle 12 e 30, quando Filippo – a domanda : <<Conosce direttamente o indirettamente il senatore Dell’Utri?>> – risponde: <<No>>. A dispetto di tutti coloro che credevano che avrebbe confermato la versione – rilasciata da Spatuzza una settimana fa a Torino – Graviano smentisce tutto…..

Tutto ciò, segna inevitabilmente un punto a favore “della squadra avversaria”, ovvero dell difesa Dell’Utri. Il senatore bibliofilo, infatti, avvalla immediatamente la deposizione dell’ex boss mafioso (e sottolineo mafioso) che – a differenza di Spatuzza (accusato per decine di omicidi) – risulta: <<una persona ravveduta>>.

Passiamo al fratello di Filippo (Giuseppe) che viene chiamato a testimoniare – sempre in videoconferenza (come anche il testimone successivo, Cosimo Lo Nigro) – verso le 13 e 45, ma si avvale della facoltà di non rispondere, aggiungendo: <<Signor presidente per il momento non sono in grado di essere sottoposto ad interrogatorio per il mio stato di salute. Quando sarò in grado ed il mio stato di salute lo permetterà chiederò io stesso alla signoria vostra di essere sottoposto a interrogatorio>>. Farà pervenire successivamente un memoriale al Presidente della Corte. Quindi – in sostanza – la sua deposizione, si conclude con un nulla di fatto.

Tocca a Cosimo Lo Nigro, il quale dichiara: <<Non sono mai stato a Campofelice di Roccella e i Graviano li ho conosciuti solo in carcere>>. Anche Lo Nigro ha smentito dunque ciò che ha riferito Spatuzza, riguardo ad una partecipazione di quest’ultimo, alla fine del ‘93, a un incontro con Giuseppe Graviano e Cosimo Lo Nigro nel corso del quale il capomafia di Brancaccio gli avrebbe detto che era necessario fare l’attentato contro i carabinieri allo Stadio Olimpico di Roma.

Naturalmente, queste deposizioni, sono state “musica per le orecchie” di Dell’Utri, il quale si lancia in spericolate congetture e teorie: <<Dietro tutta questa vicenda c’è un burattinaio. Il mio processo d’appello stava per essere concluso, e potevo nutrire aspettative di una giustizia giusta. Poi è arrivato questo Spatuzza, spuntato dal nulla, che ha riaperto il processo cercando di influenzare la corte. Non sono in grado di fare nomi (su chi possa essere questo ”burattinaio” ndre cognomi ma certo è che c’è un circuito mediatico-giudiziario che cerca di mistificare le cose. Ci sono dei pm che dichiarano apertamente le loro intenzioni: buttare giù Berlusconi e il governo, in combutta con certa informazione>>.
Rincara la dose (non gli sembra vero!): <<E’ stato fatto un tentativo allucinante da questo sedicente pentito (Spatuzza ndr), montando un processo mediatico senza precedenti nella storia giudiziaria. Una grande attesa, e oggi tutto questo si è sgonfiato si è annullato. E’ rimasto lo sputtanamento del Paese, dell’Italia, del governo, il tentativo di coinvolgere Berlusconi in una cosa indegna>>.

E il nostro amato Premier in miniatura? Cosa poteva rispondere a tutto ciò? <<E che vi devo dire…? Siamo alle comiche. Che vi aspettavate? Sono tutte chiacchiere, tutte falsità>>…illuminante come al solito…strano che non abbia tirato fuori la solita storia dei giudici comunisti……

Per “correttezza giornalistica” e per “non sentire solo una campana”, vi riporto uno stralcio di un articolo de “il Fatto Quotidiano”, firmato da Travaglio e Gomez che precisa: <<È bastata una mattina per ascoltare a Palermo i fratelli Graviano. Tra i due solo Filippo ha accettato di rispondere alle domande del procuratore generale Nino GattoGiuseppe si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Filippo, che non è un collaboratore di giustizia,  ha ovviamente negato di conoscere Marcello Dell’Utri e ha sostenuto di non aver mai detto, nel 2003, al pentito Gaspare Spatuzza, “se non arriva qualcosa da dove deve arrivare, anche noi dovremo metterci a parlare con i magistrati”. Dal punto di vista processuale le sue parole, così come quelle di Cosimo Lo Nigro (uno dei condannati non pentiti per le stragi del ‘93 pure interrogato in video-conferenza), valgono zero. Basti pensare che Filippo Graviano ha negato di conoscere persino una delle due persone con cui vene arrestato nel 1994, mentre ha detto che l’altra non era con lui al momento del fermo. Questo insomma è sufficiente per bollarlo come un teste assolutamente inattendibile>>.

Vi pubblico, inoltre, il link alla sentenza di primo grado del Tribunale, che ha condannato Dell’Utri, evidenziando che – i rapporti fra il senatore azzurro e i Graviano – <<erano accertati>>, come anche il rapporto fra la Mafia e lo Stato:

http://www.narcomafie.it/sentenza_dellutri.pdf

Perchè vi dico tutto ciò? Perchè – parafrasando ciò che scrisse la grande giornalista, Anna Politkovskaja: <<sono sicuro di poter fare qualcosa, di poter smuovere le coscienze critiche (inbite dai mezzi di comunicazione) delle altre persone usando il giornalismo e – quindi – raccontando la verità, ecco tutto>>.

MATTEO MARINI


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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