Finalmente l’Educazione ambientale entra a scuola

In qualità di docente di Scienze alle superiori mi sono occupata di Educazione Ambientale per tutta la mia carriera scolastica, quasi 36 anni,  e saluto con gioia l’iniziativa del sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani, che vuole isituire questa nuova materia da inserire nei curricula dalle materne alle superiori a partire dal prossimo anno Green glass globe in the grassscolastico.

Poi, riflettendo con calma, dopo aver riletto la notizia battuta dall’Ansa, mi chiedo: non sarà mica la scoperta dell’acqua calda?

Eh già! perché se andiamo in giro per le scuole italiane si scopre che da sempre i docenti si occupano di Educazione Ambientale, aderendo agli innumerevoli progetti che di volta in volta vengono presentati da associazioni come Legambiente, WWF o LIPU, dai Comuni, da Enti Nazionali, come ENEA o ISPRA, dalle Università, per promuovere le iscrizioni e da tantissime ONLUS. Io, per esempio, ho collaborato e collaboro con la RELOADERonlus, che si occupa, fra l’altro della raccolta differenziata dei RAEE. Con la nostra campagna di sensibilizzazione abbiamo raccolto nel nostro quartiere negli anni scolastici 2010 e 2011 quasi 4 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici.

Da sempre i docenti accompagnano gli studenti nelle Oasi protette, organizzano megaraccolte di rifiuti su spiagge o nei parchi, insegnano a riciclare differenziando i materiali, spiegano l’importanza di un’alimentazione variata, insegnano il rispetto per gli animali e l’importanza della biodiversità per la salvaguardia ambientale di tutti noi. E tutte queste attività vengono svolte nelle ore extracurriculari, sacrificando ore al tempo libero di ciascuno per portare in giro le scolaresche, per preparare e per svolgere le varie attività, per trasferire in ciasun studente, piccolo o grande che sia, la coscienza ambientale, per educare i nostri giovani che l’ambiente va rispettato non perché è una materia scolastica, ma perché è il luogo in cui viviamo ed è l’unico che abbiamo e non possiamo continuare a distruggerlo. E’ una scelta morale che deve essere sentita come un dovere inderogabile da ciascuno di noi, una questione di cittadinanza responsabile.

Temo di sembrare disfattista, ma non è che l’introduzione della  nuova materia non è altro che la scusa ufficiale affinchè qualcuno possa introdurre all’interno della scuola nuovi corsi di aggiornamento per docenti, tenuti da non menopDSCN0409recisati esperti, che poi si scoprirà saranno stati pagati cifre spropositate allo scopo di spiegare a docenti già esperti come svolgere quelle attività che i docenti svolgevano egregiamente senza bisogno di alcun corso. Un brivido mi scorre lungo la schiena, non sarà una replica di “Pillole del sapere” del ministro Gelmini?

No, voglio essere positiva e credere che questa volta è diverso, questa volta veramente sarà l’inizio di una nuova scuola, quella che abbiamo sempre desiderato.

Anzi, mi offro al sottosegretario all’Ambiente Degani in qualità di esperta, e con me, ne sono sicura, ci saranno tanti altri docenti veramente ESPERTI  pronti a dare una mano per la nascita della nuova disciplina scolastica. Chissà se il Ministero avrà bisogno della nostra collaborazione.


About

Laureata con lode in Scienze Biologiche nel 1975 presso La Sapienza di Roma, ha insegnato per oltre un trentennio in scuole superiori di Roma e Provincia. Ha promosso la diffusione della cultura scientifica presso i giovani partecipando attivamente alle attività del Musis, Museo multipolare della scienza e dell’informazione scientifica, facendosi inoltre promotrice presso il liceo scientifico Ettore Majorana di Roma del progetto “tra Atena e Gaia”. Si è occupata di Bioetica partecipando a tutte le Conferenze Nazionali di Bioetica per la scuola promosse dal CNB e dall’Istituto Italiano di Bioetica a partire dalla loro istituzione nel 2000. Ha pubblicato nel 2014 per la Zanichelli il testo “le competenze di laboratorio”. Attualmente in pensione, collabora con l’associazione ONLUS Realoader (REverse LOgistics and Development of Environment Research), che ha tra i suoi obiettivi la diffusione e lo scambio delle conoscenze in materia ambientale, la divulgazione delle «best practice» in uso in Europa e nel mondo, lo sviluppo di una maggiore sensibilità nell’ambiente imprenditoriale, economico ed istituzionale e, in ultima istanza, la formazione di una cultura del recupero nel rispetto dell’ambiente. BLOGGER DI WILD ITALY.


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