Francesca Zaccarelli

Francesca Zaccarelli, quando il Reggaeton diventa made in Italy

Parliamo di Francesca Zaccarelli, giovanissima artista che presenta 123456, il suo brano d’esordio, in rotazione sulle radio dallo scorso 7 luglio.
Il Reggaeton è un genere poco “praticato” dagli artisti italiani e, probabilmente, Francesca Zaccarelli è la prima artista nostrana a cimentarsi in questo genere, presentando questo brano fresco e dai toni vivaci.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Francesca Zaccarelli che ha gentilmente risposto alle nostre domande.

Francesca Zaccarelli, quando il Reggaeton arriva in Italia

Come ti sei avvicinata al Reggaeton? Cosa ti ha spinto a scegliere queste sonorità?

Mi sono avvicinata a questo genere, intanto, perché questa canzone è nata dalla collaborazione con la cantante italo/messicana Concetta Costanzo, che ho conosciuto grazie al mio produttore artistico Loris Ceroni.
Concetta è l’arrangiatrice di questo brano e autrice della versione spagnola del pezzo, mentre io ne ho curato la traduzione.
Diciamo che ho scelto questo genere perché in Italia non c’è nessuno che fa il Reggaeton in italiano, si sentono sempre pezzi in spagnolo e quindi ho pensato che la cosa fosse abbastanza alternativa, abbastanza originale anche.

Appunto, hai scelto un genere “atipico” per il panorama musicale italiano. Come pensi reagirà il pubblico?

In realtà io spero che il pubblico possa apprezzare, perché credo che nella musica serva sempre fare qualcosa di personale che piaccia a te e che, allo stesso tempo, sia un qualcosa di innovativo perché la musica è talmente varia e il mercato è così saturo che bisogna sempre cercare sonorità nuove che possono piacere all’ascoltatore.

Pensi quindi che la scelta dell’italiano possa essere un punto di forza per questa produzione?Francesca Zaccarelli

Sì, esattamente, come già detto penso che possa essere una cosa alternativa e originale.

123456 è il tuo brano d’esordio. Come nasce questo pezzo? Come descriveresti questo brano?

Io ho deciso di intraprendere questo progetto musicale insieme a Concetta Costanzo che ritengo una cantante estremamente valida e che, appunto, mi ha indirizzato verso questo genere  che per me, almeno all’inizio, era completamente nuovo. Io ho sempre suonato altri generi, ma comunque sono molto versatile e mi è piaciuto  buttarmi in questo progetto per fare qualcosa di nuovo.
Il brano è sicuramente molto sarcastico, parla di questa storia d’amore che è finita e mette in risalto la posizione della donna che, di solito è quella che si dispera di più dopo la fine del rapporto; in realtà in questo brano la donna si riscatta ed è felice comunque anche senza quest’uomo, quindi diciamo “morto un Papa se ne fa un altro” e noi donne possiamo essere felici anche da sole.

La scelta di queste sonorità “fresche” e “estive” non è casuale, giusto?

Sì esattamente, è adatta al contesto e soprattutto è adatta a tutti senza un target preciso, ecco.

Di cosa non puoi assolutamente fare a meno nella tua produzione musicale?

Questa è una domanda un po’ difficile; sicuramente io non posso fare a meno di collaboratori validi, come quelli che ho avuto per questo lavoro, sicuramente persone che mi sono vicine, perché io ho scelto di collaborare con persone valide della mia zona, perché ci sono molti artisti che ci sanno fare ma che sono un po’ “messi da parte” perché magari abitano in un paesino come il mio e non in una grande città.

E a livello sonoro a che cosa non puoi rinunciare?

Diciamo che non riesco a rinunciare alla freschezza delle sonorità, che sicuramente si addice a una persona della mia età. Sì, sicuramente non posso rinunciare a questo.

“123456” sonorità fresche e vivaci

Quali sono gli artisti che ti hanno influenzata maggiormente? Perché?

Mi hanno ispirato molto, a livello di tecnica canora, Beyoncè e Christina Aguilera. Un sound moderno e decisamente pop.

Nel tuo percorso musicale hai sempre cantato solo pop o hai sperimentato anche altri generi?

No ho provato un po’ di tutto, diciamo che il pop è il punto di riferimento ma ho provato anche altri generi; ultimamente anche jazz e blues che mi piacciono molto. Diciamo che bisogna provare un po’ di tutto e prima di intraprendere questo percorso musicale ho fatto diversi concorsi canori che mi hanno aiutato a capire come gira il percorso della musica; i concorsi non sono solo utili per un lancio ma sono indispensabili anche per avere una certa preparazione. Io ho partecipato anche al Castrocaro Festival ed è un concorso che non si limita solo alla “seratina” che si vede in tv, dietro c’è una grandissima preparazione e tantissimi stage.

Al posto dei concorsi, secondo te, avresti potuto scegliere magari un format tipo talent show?

Diciamo che noi valutiamo un po’ tutto, nel 2015 ho provato anche X-Factor ma non sono stata presa e poi alla fine ho deciso di scegliere una strada diversa anche perché tanti artisti non sono partiti dai talent. Diciamo che il talent ti può dare una grande visibilità ma resta soprattutto momentanea e questo tipo di format non riesce a darti degli strumenti duraturi, ecco.

Francesca ZaccarelliCosa ne pensi del panorama musicale italiano?  E’ ancora possibile trovare il proprio spazio?

Trovare un proprio spazio è molto difficile, ritornando alle mie affermazioni di prima: bisogna cercare, soprattutto nel panorama della musica italiana, qualcosa di diverso e che colpisca il pubblico, però allo stesso tempo qualcosa che sia nelle tue corde perché altrimenti potresti perdere di credibilità. Il mercato italiano diciamo che è abbastanza saturo e quindi c’è poco spazio per i nuovi artisti, secondo me.

Quindi tu cambieresti qualcosa nel panorama musicale italiano?

Secondo me anche orientarsi verso altri genere aiuterebbe, se ci pensiamo abbiamo l’America che offre tanti spunti interessanti e io credo che potremmo cercare di avvicinarci un po’ a quel mondo. Noi partiamo dal cantautorato italiano che è un genere che sentiamo nostro, ma come dicevo, l’America può offrire tantissimi spunti. Io cambierei il fatto che ci sono molte persone che sono là da tanto tempo  e lascerei più spazio ai giovani, questo sì.

Qui ritorniamo anche al fatto di proporre come un genere come il Reggaeton in un panorama musicale come il nostro che, se non erro, non ha mai avuto artisti di questo genere, no?

No, assolutamente. Io non ho mai sentito artisti italiani che si sono cimentati in questo genere; magari il Reggaeton potrebbe essere una buona proposta e potrebbe avere successo anche qui.

Francesca Zaccarelli, i progetti futuri della giovane artista

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai un disco in cantiere?

Diciamo che me lo state chiedendo in molti e sono rimasta sempre un po’ sul vago per non svelare troppo [ride], diciamo che stiamo lavorando molto e c’è qualcosa che bolle in pentola.

Cosa ne pensi di un possibile lavoro all’estero con la musica?

L’idea c’è, il pezzo comunque nasce in spagnolo quindi un domani potrei utilizzarla anche in questa lingua. Si pensava anche a una traduzione in inglese, quindi sì ci sono dei progetti per l’estero e diciamo che ci stiamo lavorando.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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