Francesco Gabbani

Da Sanremo a Magellano, il pop citazionista di Francesco Gabbani

Dopo la vittoria del Festival di Sanremo e il sesto posto all’Eurovision Song Contest, torniamo a parlare di Francesco Gabbani e del suo nuovo disco in studio dal titolo Magellano.

Magellano, un disco estremamente pop colmo di citazioni

Dopo tutto il successo di brani come Amen e Occidentali’s Karma si può intuire come lo stile di Francesco Gabbani nasca dall’unione di sonorità estremamente pop affiancate a una vena citazionista colma dei riferimenti (testuali e artistici) più disparati; una sorta di grande marmellata i cui ingredienti sono linee melodiche che si insinuano nel cervello (e nessuno dica che non sta pensando a “AAA Cercasi…”) e una vena intellettuale (o quantomeno spacciata per tale) fatta di parole spesso azzeccate e riferimenti a altri testi.Francesco Gabbani

Apre il disco Magellano, un brano che per certi versi si distacca molto dal classico tormentone di Gabbani, perché ripiega sulla vena più classica del pop con la classica costruzione “verso-ritornello-verso” e una linea melodica, sì prepotente, ma meno insistente rispetto – ad esempio- a Amen.

Tra le granite e le granate, è ovviamente l’opposto rispetto al pezzo di apertura: il classico brano dell’estate con ritmiche ammiccanti e linee melodiche che accalappiano l’ascoltatore e non lo lasceranno più andare, almeno fino a Settembre/Ottobre. Torna anche la vena citazionista di cui sopra che resta più o meno evidente per tutta la durata del brano. Non ci sentiamo di “condannare” o “assolvere” il lavoro di Gabbani sminuendo il tutto definendolo il classico tormentone dell’estate, a conti fatti siamo davanti a un disco pop che ha qualcosa da dire e lo dice alla maniera di Francesco Gabbani, è il suo marchio di fabbrica che piaccia o no.

Francesco Gabbani e il successo sanremese.

Occidentali’s Karma è il brano, forse, più famoso di Gabbani. Come già detto ai tempi di Sanremo, il pezzo ha un qualcosa di irresistibile che lo rende facilmente riconoscibile e facilmente memorizzabile. A conti fatti è un pezzo azzeccato, molto “paraculo” è vero, ma sfido chiunque a trovare un pezzo pop a cui non piaccia ammiccare al pubblico, quantomeno Francesco Gabbani è inimitabile nella parte testuale sociologicamente parlando.

A Moment of Silence ha una vena più electro-pop con queste sonorità più sintetiche. Nonostante il citazionismo sempre più evidente, in questo caso Gabbani ripiega su un respiro più internazionale, con questo pop più diretto e forse più affine ai canoni del genere.

La mia versione dei ricordi è una sorta di ballad; il pezzo è giovato tutto su sintetizzatore e voce, con una linea ritmica leggera e dal sapore percussivo. Non male, Francesco Gabbani tira fuori un sound più “intimo” e più da ballo lento, per intenderci, che non stona affatto. Un brano non male, non avrà la prepotenza di Occidentali’s Karma ma ha un suo perché.

Susanna, Susanna ha un carattere più danzereccio, quasi una sorta di revival dei favolosi anni ’80. In questo brano, nonostante, la linea melodica ben giocata, Gabbani perde un po’ quell’intellettualità testuale che rendeva interessanti i brani precedenti. Forse la prima vera “caduta di stile” di Magellano. A conti fatti il brano non lascia molto all’ascoltatore oltre al ritornello.

La seconda parte dell’album.

Foglie al gelo è un’altra ballad ma dal sapore più classico. Non suona male, certo è più affine alla tradizione italiana e meno allo stile di Gabbani ma non disturba. Come appena detto, il pezzo è piuttosto canonico e piuttosto dritto ma è un buon tentativo e soprattutto riporta in scena una parte testuale interessante e ben giocata.

Pachidermi e Pappagalli riporta l’attenzione sull’asse costruita dal binomio brano dance estivo e citazionismo scuola Gabbani. Anche qui ritroviamo la prepotente melodia di questo artista e in sottofondo una bella dose di ironia. Non male, il pezzo adatto a diventare un nuovo tormentone o un nuovo singolo.

Francesco GabbaniChiude il disco Spogliarmi, un pezzo particolare perché sembra quasi mantenere una sorta di serietà forse un po’ in controtendenza rispetto ai brani simili precedentemente ascoltati. Non suona male, certo è meno trascinante ma non è necessariamente un male: Gabbani dimostra a tutti che può scrivere un pezzo pop “più serio” pur non rinunciando al suo carattere e alla sua identità sonora e citazionista.

Magellano è un buon disco, ha parecchie belle idee e si ascolta con piacere anche senza il tormentone del momento Occidentali’s Karma, ed è una cosa da non sottovalutare.

Il grande successo post-Sanremo

Francesco Gabbani ha scritto un disco che visto il successo di Sanremo avrebbe potuto anche evitare, ma un lavoro così è, in primo luogo, una conferma e, in secondo luogo, una prova evidente che questo artista sa sfruttare al meglio le sue idee e le sue capacità e i risultati sono evidenti.

Magellano non è il disco più rivoluzionario del secolo e, probabilmente, non vuole esserlo: Gabbani suona pop, un pop farcito di citazioni e melodie prepotenti e vende il suo prodotto al meglio che può, come tutti nel mondo della musica. Il disco si ascolta con piacere ed ha molti brani validi, tanto basta per promuoverlo a pieni voti.

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La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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