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Auguri a Francesco Moser: il mito del ciclismo compie 66 anni

Il 19 Giugno del 1951 nasce a Giovo, un piccolo paese della provincia di Trento, Francesco Moser uno dei ciclisti italiani più importanti della storia e protagonista con Giuseppe Saronni di una forte rivalità.

Ciclismo: un affare di famiglia

Francesco Moser insieme ai suoi figli

winetaste.it

Francesco Moser per il suo futuro non poteva che scegliere il ciclismo. Infatti tre dei suoi undici fratelli hanno avuto un passato in bicicletta.  Enzo ha vinto un Giro del Trentino e indossato per due tappe al Giro d’Italia 1964 la maglia rosa; anche Aldo ha indossato la maglia rosa, in una tappa del Giro 1958 e una seconda volta nel 1971;  chi invece non ha avuto fortuna dopo un inizio promettente è stato Diego Moser, padre di Moreno, attualmente ciclista dell’Astana.

Spinto dai fratelli, Moser sin da ragazzo tenta la strada del ciclismo e nel 1971  arriva la prima esperienza di un certo livello. Partecipa infatti ai Giochi del Mediterraneo dove conquista la medaglia d’argento, superato soltanto dallo spagnolo Francisco Elorriaga. L’anno seguente è l’anno delle Olimpiadi di Monaco. Il regolamento prevede che le squadre debbano essere composte da ciclisti dilettanti e tra questi vi è anche Francesco Moser che partecipa alla prova in linea e alla cronometro a squadre.

L’esperienza non è esaltante ed è condizionata anche dal tragico attentato agli atleti israeliani. Nella prova in linea l’atleta viene penalizzato ad 1 km dall’arrivo per una gomma bucata ma nonostante tutto arriva sul traguardo ottavo, mentre nella cronometro la squadra italiana termina nona.

Il professionismo e il Tour de France

Francesco Moser con la maglia di vincitore dei Mondiali nel 1977

mioforum.net

Nel 1973 Francesco Moser debutta tra i professionisti. La prima vittoria arriva in una corsa che negli anni a venire gli darà tante soddisfazioni, il Giro d’Italia. Quell’edizione vede in Eddy Merckx il leader assoluto dall’inizio alla fine, ma per Moser c’è la soddisfazione di vincere la tappa che da Firenze arriva a Bologna. Nel 1974 arrivano i primi successi con Francesco che vince il Giro del Piemonte e Giro dell’Emilia (quest’ultima verrà vinta di nuovo nel 1979). A Giugno del 1975 partecipa al Trofeo Matteotti, valida quell’anno per il Campionato Italiano Professionisti, e vince preparandosi al meglio per il Tour de France.

In Francia Moser si presenta con il tricolore sulla maglia (per correre il Tour ha anche saltato il Giro d’Italia). Vince a sorpresa la cronometro d’apertura e conquista la maglia gialla prima di lasciarla a Merckx che la perderà a sua volta a favore di Bernard Thévenet.

Negli anni successivi Moser rivelerà un aneddoto: “la crono aveva un vincitore già designato ed era tutto preparato per festeggiarlo, a cominciare dalla maglia gialla: sto per infilarmela  quando mi accorgo che sul davanti c’è la scritta “Molteni”, il nome dello sponsor della squadra di Merckx. Nessuno aveva preso nemmeno in considerazione la possibilità che non vincesse il Cannibale, mi rifiuto di indossarla, così scuciono la toppa e cuciono in fretta e furia quella della mia squadra, la Filotex”.  Francesco vince anche la settima tappa e si porta a casa la classifica giovani.

Successivamente nell’ottobre 1975  corre il Giro di Lombardia. Il tempo non è dei migliori (piove continuamente) ma si trova a sorpresa nel gruppo dei migliori. Moser scatta in discesa e si trova in testa insieme ad  Alfredo Chinetti e al trio belga composto da Merckx, Maertens e  De Vlaeminck. Quando mancano poco meno di 30 km alla conclusione il ciclista scatta e arriva sul traguardo di Como tra una folla festante. È la prima corsa importante vinta in carriera.

La maglia ciclamino e la vittoria al mondiale

Nel 1976  Moser partecipa al Giro d’Italia. È un Giro tragico che inizia con la morte di Juan Manuel Sastisteban che va a sbattere contro un parapetto e muore sul colpo. Il 27 maggio si corre  ad Ostuni  la cronometro: il percorso è quello che dopo pochi mesi ospiterà il Mondiale. A vincere è Moser che conquista la maglia rosa, perdendola nella tappa successiva, a favore di Felice Gimondi. Moser conclude il Giro al quarto posto  vincendo la maglia ciclamino, riservata al vincitore della classifica a punti.

A settembre si corrono i Mondiali dove il percorso è lungo 36 km. Moser scatta seguito a ruota da Gimondi, Merckx e Maertens. Quest’ultimo è protagonista dello sprint finale che lo vedrà vincitore con il trentino che si deve accontentare del secondo posto. Moser si riscatta dopo pochi giorni vincendo la medaglia d’oro nella prova ad inseguimento. Al Giro d’Italia 1977 Francesco sfiora la vittoria finale ma, a 6 tappe dal termine, esce a sorpresa il belga Michel Pollentier che terrà la maglia rosa fino alla fine. Per Moser è una grossa delusione, soprattutto dopo aver avuto la meglio nei confronti dei ciclisti belgi (sono gli anni della rivalità tra Italia e Belgio).

Il 4 Settembre del 1977 si corrono i Campionati del Mondo a San Cristobal in Venezuela. A tre km dalla fine Moser scatta superando il tedesco Dietrich Thurau e andando da solo fino al traguardo. È un successo importante che gli permette di superare la delusione per il secondo posto l’anno precedente.

Il tris alla Parigi-Roubaix e la vittoria al Giro

Moser trionfo alla Parigi-Roubaix

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Nel 1978 Moser partecipa alla Parigi-Roubaix e i suoi rivali sono sempre  De Vlaeminck e Maertens, assieme a due giovani talenti, il Francese Bernad Hinault e Giuseppe Saronni. De Vlaeminck scatta quando mancano 21 km all’arrivo e al suo seguito c’è anche Moser. Il trentino supera il belga e conquista per la prima volta in carriera una delle gare storiche del ciclismo. Subito dopo Moser partecipa al Giro d’Italia terminando terzo in classifica generale mentre ai Mondiali sfiora il bis venendo battuto allo sprint da Gerrie Knetemann.

Francesco Moser partecipa ancora alla Parigi-Roubaix dove vince per la seconda volta consecutiva con 40 secondi  di vantaggio su De Vlaeminck. Al successivo Giro d’Italia vince il prologo di partenza di Firenze e conquista la maglia rosa. La terrà per sette tappe perdendola dopo la cronometro che da Rimini arriva a San Marino. Alla fine la maglia rosa e il Giro andranno al grande rivale di Moser, Giuseppe Saronni. Rivalità che dividerà gli appassionati.

Nel 1980 arriva il terzo successo alla Parigi-Roubaix. Seguono, poi, anni avari di successi finché nel 1984 dopo aver battuto il record dell’ora a Città del Messico (record che verrà revocato nel 2000 perché ottenuto senza una bicicletta tradizionale) Moser si ripresenta al Giro d’Italia.

Il ritiro

Francesco Moser azienda

rincoboys.org

Al Giro Francesco ha sfiorato la vittoria, mancandola sempre per poco. L’edizione del 1984  parte con uno spettacolare prologo tra le mura cittadine di Lucca. Moser vince e conquisa la maglia rosa, perdendola nella tappa successiva a favore del francese Fignon.  Dopo la riconquista nella sesta tappa, la Numana-Block Haus. Questa volta sembra la volta buona per conquistare finalmente la maglia rosa ma Fignon la riconquista durante la terzultima tappa, la Selva di Val Gardena-Arabba.

Sembra ripetersi il copione degli anni precedenti ma Moser ha in testa la cronometro finale di Verona con arrivo all’Arena. Fignon crolla e Francesco vince la cronometro conquistando per la prima volta in carriera il Giro d’Italia.

Gli anni seguenti vedono Francesco Moser arrivare secondo e terzo nelle successive edizioni del Giro d’Italia. Nel primo caso a vincere è Hinault, nel secondo è Visentini. Decide nel 1988 di abbandonare il ciclismo e va a gestire l’azienda vinicola di famiglia. Azienda che negli anni sessanta è stata tra le prime a piantare in Italia il Muller Thurgau e lo Chardonnay. Moser è ricordato oltre che come uno dei ciclisti più amati, anche per la sua capacità di comandare il gruppo. Per concludere nel marzo 2015 viene inserito nella Hall of Fame del Giro d’Italia.

 

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Romano, diplomato al liceo linguistico Hegel, frequenta il corso di Scienze della Comunicazione all'Università Roma tre. Appassionato di sport, ha collaborato con Centro Mare Radio e attualmente scrive per Torremare e L'ortica, due riviste online. COLLABORATORE SEZIONE SPORT


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