Franco Ricciardi

Franco Ricciardi presenta Blu, il nuovo lavoro del cantautore napoletano

Il cantautore napoletano Franco Ricciardi presenta Blu, la sua nuova fatica in studio uscita per Cuorenero Project e distribuita da Universal Music Italia.Franco Ricciardi

A un primo impatto ci troviamo davanti a un sound dal sapore piuttosto pop miscelato a una leggera vena elettronica e all’uso prepotente del dialetto napoletano che si sposa alla perfezione con il genere e con il contesto. Un sound che si snoda tra sonorità moderne ed elettroniche e l’attitude più classica del suono più pop(olare) di Napoli, un contesto ben amalgamato, anche se a tratti parecchio statico.

Franco Ricciardi e il sound di Napoli.

Se pensiamo alla musica di Napoli vengono in mente tante sonorità diverse ed estremamente sperimentali che, nel corso del tempo, hanno fuso le influenze del mondo all’avvolgente dialetto partenopeo che sembra a proprio agio in ogni contesto: dal rock all’elettronica passando per rap e pop.

Franco Ricciardi prova a seguire questa scia mettendo in scena uno spettacolo dal sapore elettronico e internazionale eppure legato alle proprie radici da questo uso intensivo del dialetto; a volte il risultato non è male e Blu riesce a sconfinare in positivo verso un sound meno “provinciale”, ma in altri casi questo disco suona abbastanza ripetitivo e a volte scontato, quasi come fosse una copia di esperienze già sentite.

Blu, qualche bella idea e parecchia staticità.

Mentre si ascolta il disco viene alla luce qualche bella idea, qualche brano più azzeccato di altri e soprattutto qualche soluzione compositiva ben giocata, ma spesso non è sufficiente una bella idea per salvare tutto un brano. Esempio calzante è Chiammele: mentre il pezzo resta abbastanza orecchiabile è anche evidentemente molto statico, fatta eccezione del grande solo di chitarra e qualche altra incursione di synth molto ben giocata.

franco ricciardiAltro brano discreto è Femmena Buciarda è una sorta di rap orientaleggiante con parecchie belle idee sul synth. Il pezzo funziona abbastanza bene e questa miscela tra popolare e moderno resta un buon tentativo.

Il brano di apertura N’ata Notte è invece chiaro esempio della staticità sia compositiva e sia concettuale del disco.

Stessa storia per brani come Ammore senza core e Nun pazzia co core: qualche linea melodica ben giocata e qualche soluzione compositiva svolta come si deve ma il resto resta troppo neomelodico e forse non troppo variegato – questa potrebbe essere una scelta dell’artista e in quel caso niente da obiettare.

Overo ci porta su questa specie di elettro-reggae che fila liscio fino all’abuso della parte elettronica che trasforma un’idea non male in qualcosa di abbastanza scontato; non è un male questa scelta sonora, probabilmente è una cosa fatta di proposito, peccato che sia un qualcosa usato più e più volte.

Neomelodico o cantautore?

Tra alti e bassi, Blu va avanti per la sua strada, continuando con questo alternare belle trovate a tutto un comparto di contorno abbastanza canonico e già ampiamente utilizzato; se l’obiettivo era registrare un disco melodicamente prepotente, dove la voce fa tutto il lavoro mentre il resto è solo di contorno, Franco Ricciardi ha colto nel segno.

Probabilmente ci troviamo solo davanti all’ennesimo disco neomelodico innamorato a morte, senza troppi fronzoli.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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