FROZEN 2 IL SEGRETO DI ARENDELLE RECENSIONE WILD ITALY

#Animagic Frozen 2: Il segreto di Arendelle, tornano Anna ed Elsa nell’atteso sequel del film Disney

Frozen 2: Il segreto di Arendelle tenta di riportare la magia del vincitore dell’Oscar al miglior film animato 2014, ma il risultato è inaspettatamente modesto

 

A sei anni di distanza dal successo planetario de Frozen (2013) di Chris Buck e Jennifer Lee, con cui la Disney si aggiudicò ben due Oscar nell’edizione 2014 (Miglior film animato e Miglior canzone) arriva l’attesissimo sequel con protagonisti ancora una volta Kristen Bell, Idina Menzel, Jonathan Groff e Josh Gad. Con Frozen 2: Il segreto di Arendelle, torniamo nella magica cornice fiabesca di Arendelle, per un secondo capitolo più focalizzato sull’esplorare l’ambiente narrativo e sulle origini dei poteri di Elsa (Idina Menzel) che non nel delineare un autentico conflitto scenico.

Non basta così un’animazione a regola d’arte e una colonna sonora elegante e ancora una volta incisiva, il ritorno ad Arendelle, pur partendo da premesse impegnative, finisce con il relegare Frozen 2 più alla dimensione dei sequel home video dei Classici Disney (Il Re Leone 2: Il regno di Simba, Il ritorno di Jafar, Cenerentola 2 ecc), che non alla stregua di nuovo “Classico”.

Una narrazione annacquata fin troppo Elsa-centrica

Come dicevamo nel paragrafo precedente, in Frozen 2 ci muoviamo principalmente verso una narrazione volta a mostrarci ancora di più l’ambiente narrativo, il suo contesto e le origini di Arendelle; alla base di queste premesse, un evento di rottura che affonda le sue radici nella storia.

Frozen 2 parte così da ambiziose premesse inerenti al far luce sulla mitologia narrativa della famiglia di Anna ed Elsa, delineando così un intreccio (solo apparentemente) solido. il suo progressivo dispiegarsi infatti, permetterà di far luce sul ruolo scenico di Elsa – ancora una volta il personaggio cardine capace di reggere la scena e l’intera struttura narrativa.

Paradossalmente, è proprio la natura Elsa-centrica di Frozen 2 il problema principale dello script. Non spingendo fino in fondo l’acceleratore su alcune svolte narrative, Il segreto di Arendelle finisce con il perdere la propria carica drammaturgica. Ne consegue la costruzione di un intreccio narrativo che si poggia su di un conflitto scenico del tutto inesistente, a metà strada tra il “fare i conti con il passato” e una finta interiorità.

 

LEGGI ANCHE: #ANIMAGIC: FROZEN – IL REGNO DI GHIACCIO, LA FORZA DELL’AMORE FRATERNO

 

Anna & Elsa, due Principesse Disney al prezzo di una

FROZEN 2 IL SEGRETO DI ARENDELLE RECENSIONE WILD ITALYL’inconsistente narrazione di Frozen 2 inficia anche sulla caratterizzazione (e relativa evoluzione) dei personaggi in scena; se Olaf (Josh Gad) e Kristof (Jonathan Groff) sono al pari di semplici comparse capaci di regalare piacevoli momenti di comicità reiterata – il cuore del racconto sono ancora una volta le due sorelle Principesse.

La possibilità di avere due personaggi femminili forti e indipendenti in scena – stavolta non più separate da un doppio viaggio dell’eroe come nel fortunato film del 2013 – come Anna (Kristen Bell) ed Elsa, permette di consolidare al meglio le dinamiche relazionali tra sorelle e all’interno del gruppo.

Per una fiaba fortemente female friendly la cui incapacità di andare fino in fondo nelle sopracitate svolte narrative, finisce con lo snaturare l’evoluzione dei personaggi nella ricerca a tutti i costi di un commercialmente appagante happy ending.

Frozen 2 manca essenzialmente della forza rivoluzionaria tipica del suo predecessore, quel saper giocare con i topoi narrativi del genere fiabesco ora mostrandoci il principe azzurro come villain scenico, ora sminuendo la carica narrativa del bacio del vero Amore. Tutte innovazioni del tutto assenti ne Il segreto di Arendelle, per un racconto con il pilota automatico privo della benché minima ispirazione.

Un sequel da gestire meglio

FROZEN 2 IL SEGRETO DI ARENDELLE RECENSIONE WILD ITALY

La narrazione accidentata va così a configurare Frozen 2: Il segreto di Arendelle – come detto in precedenza – verso i più artisticamente drammatici binari dei sequel dimenticabili “da home video”.

Resta tuttavia il rammarico di esser dinanzi a un Classico perduto, specie perché il potenziale narrativo di un sequel di un film come Frozen erano altissime – un po’ come accaduto con Ralph spacca Internet (2019); mentre invece, a visione ultimata, resta l’impressione di aver assistito a una delle più clamorose occasioni mancate della storia del cinema d’animazione, uno scivolone inaspettato per una major come la Disney, che tuttavia non inficerà più di tanto la corsa al box office.

Frozen 2 – Il segreto di Arendelle sarà nei cinema dal 27 novembre 2019 distribuito da Disney

 

SE QUESTO ARTICOLO TI E’ PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: studiare cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


'#Animagic Frozen 2: Il segreto di Arendelle, tornano Anna ed Elsa nell’atteso sequel del film Disney' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares