“Fuori dal coro”: esordio 10+

Dario e Nicola sono due giovani siciliani disoccupati, che passano le loro giornate allo sbaraglio, tra spinelli e l’arte di arrangiarsi. Al neo laureato Dario, tuttavia, viene offerta la promessa di una raccomandazione per un posto 60044-123052di lavoro da parte del “Professore”, personalità importante del paese. In cambio il ragazzo dovrà solo portare alcuni documenti segreti a Roma.

Dopo aver fatto nascondere il “pacco” nella sua auto dall’amico Nicola, Dario parte, ma la situazione prende una piega decisamente diversa da quella che aveva immaginato. L’intermediario per la consegna altri non è che lo zio del protagonista, Tony, che non vede il nipote da anni e con il quale non ha un buon rapporto, ma i due sono costretti ad appianare le loro divergenze per portare a termine il lavoro. Le cose però non vanno lisce come il “Professore” aveva garantito. Comincia così la rocambolesca fuga in Sicilia di zio e nipote, tra slavi poco raccomandabili, spacciatori e delinquenti vari.

L’esordio di Sergio Misuraca non poteva essere migliore: Fuori dal coro è una pellicola travolgente, tragicomica al punto  giusto, ricca di colpi di scena e riflessioni sull’Italia.

La realizzazione di questo lavoro è stata piuttosto difficoltosa, come ci informa il regista stesso: “[…]’Fuori dal coro’ è stato una sfida su tutti i fronti: per l’assenza di finanziamenti pubblici; per la particolarità del genere […]” ma è davvero ottimo il risultato ottenuto.

Siamo di fronte a quello che può essere tranquillamente definito un genere nuovo, almeno per l’Italia: una pellicola con una doppia anima, commedia e pulp. Non è la classica commedia dal retrogusto amaro, altro splendido genere diffusissimo nella nostra penisola, ma qualcosa di completamente nuovo, che a tratti ricorda Quentin Tarantino (uno dei punti di riferimentomg_0419_2_low del regista), ma che ha anche altro, un’etichetta a sé.

Possiamo concordare con il direttore della fotografia, Giuseppe Pignone, quando afferma che l’opera è divisa in tre parti: una prima che ha tutte le caratteristiche della commedia, dai colori alle battute frizzanti al movimento dei personaggi; una seconda dove avviene la svolta e ci si avvicina al noir, e questo non è solo simboleggiato dalla “notte romana”, ma anche dagli ambienti, dai toni e dalle azioni dei vari interpreti, un connubio di elementi che lasciano percepire “l’oscuro” allo spettatore; e infine la terza, il proseguimento del nero ma adesso trasportato in Sicilia e non più a Roma. Potremmo dire che questa è la “controparte” per primo segmento, quello della commedia: è la trasformazione di essa, non qualcosa di diverso, ma il suo “lato oscuro”.

Sono indubbiamente da lodare gli operai di questo splendido lavoro, dai due protagonisti Dario Raimondi (Dario),  Alessandro Schiavo (Tony) e Alessio Barone (Nicola) all’antagonista Ivan Franek (Pancev); ma senza dimenticare la recitazione “rosa”: Emanuela Mulé (Giovanna), Aurora Quattrocchi (Maria) e Marta Richeldi (Silvia). Quest’ultima attrice, anche se ha poche battute, mostra una grande espressività.

BG_Fuori dal Coro 2015 movie Still 9Nel cast merita particolare attenzione Alessandro Schiavo (già interprete in Don Matteo, R.I.S., Il commissario Rex, Squadra antimafia e La Squadra), forse il vero protagonista della vicenda (nulla togliendo a Dario Raimondi, la cui interpretazione è comunque ottima) e Ivan Franek, tra gli altri attore nel premiato “La grande bellezza”, cui vogliamo fare una lode particolare ricordando quanto siano difficili i ruoli degli antagonisti, specie se essi sono un po’ fuori di testa.

La pellicola merita di essere vista, senza alcun dubbio. E questo vale sia per gli amanti di questo nuovo genere che per chi non ha particolare interesse. Tra le molte opere deludenti degli ultimi tempi questa è davvero un dieci più. Non una “lode” per l’indugio eccessivo sul racconto di Nicola, all’inizio della terza parte, un po’ troppo lungo, ma è nel complesso un’opera più che meritevole. Fuori dal coro non solo fa “ragionare passivamente” sulla realtà, ma (cosa ormai purtroppo rara per un film) sorprende, dall’inizio fino all’ultimo minuto. E questi sono gli scopi di una qualsiasi creazione artistica, sia essa un libro o una pellicola cinematografica.

 

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Studentessa di Editoria e Scrittura presso la Sapienza di Roma. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA.


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