G8 all’Aquila: solo una farsa.

Gli otto leader del G8, che si sta svolgendo all’Aquila – e che ingloberà man mano altri paesi emergenti – ha all’ordine del giorno, temi come l’economia globale, i cambiamenti climatici lo sviluppo e l’Africa.

Chiamano così la dichiarazione sull’attuale situazione mondiale: “Responsible leadership for a sustainable future“(leadership responsabile per un futuro sostenibile).
In poche parole la riunione fra i massimi capi di tutte le principali nazioni del mondo dovrebbe regolare e organizzare un presente più solido per permettere un futuro accessibile a tutti.
Come tutte le cose belle però,questo in parte è solo in teoria.

Infatti, per riportare le testuali parole del New York Times: “Obama è sbalordito dalla puerile vecchiaia di Berlusconi(ormai settantatreenne)”.

Il commento del Times era inevitabile e infatti la soluzione sarebbe proprio questa,dare in mano ad Obama le sorti di questo G8 perché i leader europei non combinerebbero altro che continui ed inutili sprechi.
Così infatti sta continuando il summit, nella regione terremotata dell’Abruzzo.

Qui i leader stanno visitando le zone colpite, più o meno, dal terremoto; ma le dichiarazioni vere e proprie sul bilancio globale rimangono poco chiare. Come già sapevamo l’innalzamento della temperatura globale sta portando ad un radicale cambiamento del clima, che l’Africa ha bisogno di aiuti concreti e non di pensieri lontani e che la crisi in Italia come nel resto dell’Europa sta avanzo così velocemente che non riusciamo nemmeno a controllarla.
Parole, concetti, ma niente fatti;come ci si aspetta questo G8 nella sua prima giornata, ma anche nella seconda, non ha portato concrete soluzioni.
Tornando però a parlare dell’Italia, il premier Silvio Berlusconi non ha ancora  affrontato con i leader il più grande problema Italiano di tutti i tempi a partire dal dopo guerra: la Crisi.
Entrando fulminea nella nostra vita non ci ha dato tempo ne di preparaci ne di trovare un rimedio e ci ha lasciato con ben 81 mila euro di debiti pro capite.
Si spera che Silvio entro venerdì si ’svegli’ e affronti l’argomento.
Il problema però, in fin dei conti, non è nemmeno questo.

Il G8 si sta svolgendo all’Aquila.

La decisione – di cambiare la sede da La Maddalena, al capoluogo abruzzese – è stata presa inaspettatamente dal nostro Primo Ministro e subito sono arrivate le conferme da Londra e da Washington, ma nessuno ha chiesto ai cittadini dell’Aquila se loro,dopo una tragedia come quella del 6 Aprile, con ancora quasi tutti gli sfollati nelle tendopoli,fossero stati in grado di sostenere un iniziativa di questa portata.
Di fatti uno slogan posto su una collina a vista dalla sede del G8 mostra il dis
gusto e la disapprovazione dei cittadini con su scritto: “Yes we camp” – distorsione dell’ormai famoso slogan di Barack Obama: “Yes we can”.
Abbiamo portato Berlusconi, a rappresentarci nel mondo, a confrontarci con potenze come l’America, un uomo con alle spalle decenni di ”inghippi politici”, gossip e scoop a non finire.

Se è questa però l’Italia che noi vogliamo mostrare al mondo: Io non ci sto! (noi non ci stiamo).

       MATTEO TRICARICO

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