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Genitori quasi perfetti, quando la lezione di maturità arriva dai figli

Diretto da Laura Chiossone, Genitori quasi perfetti ci ricorda del difficile ruolo genitoriale, senza dimenticare che a volte sono i figli i più maturi

 

Le feste di compleanno dei bambini possono diventare terreno insidioso per chiunque, dai grandi ai piccini – è questa la tematica alla base di Genitori quasi perfetti (2019), scritto e diretto da Laura Chiossone con protagonisti (tra gli altri) Anna Foglietta e Paolo Calabresi – una di quelle commedie made-in-italy che difficilmente passeranno inosservate al grande pubblico con una qualità di scrittura simile. Parliamo infatti di una critica, declinata attraverso i toni di una commedia dal sapore amaro, sull’essere genitori nel 2019, siano essi madri/padri single, divorziati o uniti da un legame apparentemente inscindibile.

Sinossi

La prossima volta che vuoi organizzare una festa di compleanno a tuo figlio, pensaci!

Essere genitori è veramente il mestiere più difficile del mondo, anche le persone più sane ed equilibrate si ritrovano attanagliate da un costante senso di inadeguatezza, mossi da ansia da prestazione, dallo stress dello sguardo incombente degli altri.

Per Simona, convinta di poter fare del proprio meglio, l’organizzazione della festa di compleanno per gli otto anni del suo Filippo si rivelerà un’occasione per rivalutare e mettere in discussione tutte le sue convinzioni, costringendola a misurarsi con altri tipi di genitori.

Mentre i bambini giocano in salone intrattenuti dall’animatrice, i grandi si ritrovano in cucina e iniziano a studiarsi a vicenda, celandosi dietro ai soliti sterili convenevoli.

Tra genitori troppo apprensivi, troppo alternativi, troppo vegani o troppo intellettuali, richieste stravaganti e piccoli segreti, la festa di Filippo prenderà una piega del tutto inaspettata.

Una commedia scomoda e divertente che ritrae con ironia single, famiglie moderne, e una nuova generazione di genitori.

Un crescendo di tensione per un mosaico di ruoli sociali

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Rievocando un po’ il crescendo di tensione di Carnage (2011) di Roman Polanski, e del suo “precedente” importante come Perfetti Sconosciuti  (2016) di Paolo GenoveseGenitori quasi perfetti passa in rassegna tutti i luoghi comuni sull’essere genitori, e i ruoli sociali che fanno da padrone nell’Italia del 2019.

Dai divorziati sull’orlo della disperazione, agli ecologisti-vegani che credono che “bisogna mangiare ciò di cui siamo fatti“, fino ai genitori integerrimi e intellettualoidi, a quelli che credono nell’essere amici come metodo educativo, le famiglie arcobaleno e i genitori-single.

Ma anche, allargando il cerchio, sull‘eterna dicotomia uomo-donna, e sulle etichette sociali che vengono imposte, un po’ dalla società, un po’ dal nostro pensiero.

Un mosaico di ruoli sociali valorizzato da un cast corale, composto da Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Lucia Mascino, Marina Rocco, Elena Radonicich, Francesco Turbanti, Paolo Mazzarelli e Marina Occhionero dalle cui interazioni emerge la tematica alla base della narrazione: la difficoltà dell’essere genitori e dell’essere umani, del saper accettare i propri limiti e comprendere l’altro, a dispetto delle proprie convinzioni – tematica fortemente inflazionata nel cinema italiano.

La festa di Filippo, il punto di non ritorno

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La scrittura della Chiossone alla base della narrazione di Genitori quasi perfetti ne è certamente il fiore all’occhiello, declinando così le difficoltà sopracitate attraverso una struttura narrativa il cui intreccio prevede un aumento della posta in gioco e del conflitto, metaforicamente rappresentato da una macchia di muffa sul soffitto della casa di Simona (interpretata da Anna Foglietta).

Muffa che si allarga ogni qualvolta in cui raggiungiamo, in sceneggiatura, un livello sempre più alto del conflitto – fino alla totale deflagrazione nell’atto conclusivo di pellicola.

Un aumento del conflitto graduale, ma ben dosato dalla Chiossone dalle interazioni tra i genitori di differente estrazione sociale che fungono da cuore narrativo non solo del secondo atto, ma dell’intera pellicola, togliendo campo alla festa dei bambini – che diventa funzionale se non marginale nell’economia della narrazione.

La festa di Filippo diventa così non solo il punto di non ritorno dell’armonia creatasi nel gruppo di genitori, ma anche l’opportunità con cui far emergere i caratteri dei genitori tra pregiudizi, ignoranza e tradimenti.

Personaggi imperfetti, portatori sani di verità assolute

Nel corso del secondo atto di Genitori quasi perfetti infatti, la Chiossone oltre a portare dalla sua tematiche prettamente legate al tema della narrazione, dai consigli genitoriali, ai ruoli delineati di uomini e donne, fino a parlare di gestazione e allattamento e del tempo giusto per occuparsi dei figli.

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Permettendo così a personaggi imperfetti, irrequieti e ansiogeni, di discutere di disoccupazione, del ruolo della tecnologia e di chiacchiere cinefile tra Truffaut e Kurosawa – trattando il tutto come fossero verità assolute di cui solo loro son portatori.

Fino al raggiungimento del culmine nel parlare di omosessualità, in cui ogni personaggio – nel bene e nel male – toglierà la propria maschera goffmaniana, rivelando la propria natura.

Tutti eccetto la Simona della Foglietta, spettatrice quasi inerme dello spettacolo di ipocrisia portato in scena dai vari genitori, finché non le viene toccato il nervo scoperto: suo figlio Filippo.

Un contrasto, su cui la narrazione di Genitori quasi perfetti gioca, anche nel mostrare genitori “ormai consumati”, e chi invece ci deve ancora diventare, come l’animatrice Luisa (interpretata da Marina Occhionero) che scopre d’essere incinta alla festa.

A cui la Chiossone affida la frase di chiusura del conflitto che sancisce la pietra tombale di una festa iniziata con i migliori auspici, ma conclusasi con una debacle apocalittica.

Un piacevole punto di vista su un tema fortemente inflazionato

Genitori quasi perfetti pur trattando tematiche altamente inflazionate nel cinema di genere, e in particolare nel cinema italiano, riesce a imporsi “a fari spenti” nell’attuale panorama cinematografico grazie a una scrittura audace e fortemente ispirata (anche perché autobiografica su stessa ammissione della regista), che lo rende certamente una delle pellicole più interessanti degli ultimi anni di cinema italiano.

Genitori quasi perfetti, verrà rilasciato nelle sale cinematografiche il 29 agosto 2019, da una distribuzione Adler Entertainment

 

 

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About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: studiare cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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