Genova, 17 marzo 2012. Impegno e memoria.

Genova ne ha viste tante. La sua storia è fatta di  manifestazioni, di protesta, di sostegno, di rivendicazione, di solidarietà. I suoi monti dall’alto hanno vegliato per anni i cortei delle persone che da tutta Italia e in alcuni casi da tutto il mondo sono venute ai piedi della Lanterna per ricordare momenti o sostenere diritti.

Sabato più di 100mila persone hanno sfilato per le strade della mia città per ricordare a tutti che la lotta alla mafia ha bisogno del sostegno di tutto il paese, non in maniera sporadica, non con dichiarazioni a spot ma con veri atti quotidiani di tutti.

La bellezza della Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime della mafia è tutta nei volti dei tantissimi giovani che vi hanno partecipato. Quei ragazzi e quelle ragazze  che molte volte i politici si sono affrettati a giudicare come immaturi e impreparati, che invece ogni volta che si presenta la possibilità di manifestare per un mondo migliore  rispondono sempre all’appello. Cosa che invece in troppo anni la politica non ha fatto, lasciando magistrati soli a lottare contro le mafie, isolando sindacalisti pronti a battersi sul campo, dimenticando le persone comuni che hanno dato la loro vita per sconfiggere il silenzio dell’omertà.

“Il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi. Parliamo di mafie da 150 anni e non riusciamo a sconfiggerle e questo anche perché oltre alla lotta alle mafie serve partire da noi, dal nostro modo di essere, di comportarci” queste alcune delle parole di Don Ciotti. Ed è proprio per questo motivo che le giornate come quelle di Sabato aumentano la speranza, perchè coinvolgono tutti i noi. Perchè ci devono ricordare il nostro impegno quotidiano.

Non dobbiamo mai dimenticare. Sabato era presente una delegazione di 500 famigliari delle vittime di mafia. Sono stati letti i 900 nomi delle vittime… alcune di loro aspettano ancora giustizia. Un elenco lunghissimo che da l’idea di quanto la mafia abbia influito sulla nostra vita, cambiando per sempre l’esistenze di alcune famiglie.

La città come al solito ha risposto all’appello facendosi trovare pronta ancora una volta per un evento davvero importante per la nostra democrazia. Ed il fatto che si sia scelto Genova è emblematico per ricordare a tutti che la mafia c’è stata e c’è anche al  Nord dove per molti anni, troppi, si è pensato che fosse  solo un “problema” del sud. Proprio qualche giorno fa è stata tracciata una nuoca mappa delle cosche nel nord italia, dove ci sono ancora troppe zone grigie e pericolosi rapporti che  vengono instaurati con i politici locali. “La politica ha cambiato il passo nel nostro Paese, ora c’è uno stile più sobrio, si sono avviati percorsi positivi ma la vecchia politica non si dà per vinta, è in agguato”, lo ha ricordato ancora una volta Don Ciotti, mettendo tutti in guardia.

La speranza per il futuro nasce proprio nel vedere persone come lui lottare ancora dopo tanti anni, le sue parole, vedere tutte le varie associazioni che sul territorio della penisola lavorano per tutti noi, e soprattutto vedere tanti giovani impegnati in questo.

Tutti noi dobbiamo contribuire alla lotta alla mafia, ogni giorno, con piccoli gesti che possono portare a grandi risultati  e all’affermazione della vita democratica di questo paese.

Memoria per migliorare il presente.

Impegno per il futuro di tutti noi.

LUCA PUGLISI

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