Gianfranco Fini e la sua verità

Ieri sera, alle 19.20, è stato diffuso il  video di Gianfranco Fini nel quale egli doveva spiegare la sua verità sull’affaire Montecarlo. Premettiamo il fatto che, se riascoltato più volte, si capisce come il discorso sia incentrato su un fatto talmente ridicolo, da non giustificare il motivo di tanta agitazione. Sin dalle dieci di ieri mattina, infatti, i siti del Secolo d’Italia, Generazione Italia, FareFuturo Web Magazine e Libertiamo, erano inaccessibili e collassati per il gran numero di ingressi, visto che erano quelli indicati per la pubblicazione dell’attesissimo “nastro”, quasi a ricordarne uno, non di Fini, dell’ormai lontano ’94.

Ebbene, cosa dice il Presidente della Camera? Possiamo affermare che non chiarisce quasi nulla sulla questione della casa del Principato, o meglio, non fornisce alcuna novità. Si presenta però come “umano” che nutre dei dubbi e che non crede fino in fondo alle parole del cognato quando nega “duramente, in pubblico ed in privato” di essere il proprietario della società Off-Shore che possiede la casa nella quale, lo stesso Tulliani, è affittuario. Fini si distanzia pesantemente dalla modalità di garantismo senza se e senza ma che regna in questo paese. Un garantismo che vale solo sulla parola: “se lui dice di non essere colpevole io gli credo”. Non solo.
L’inquilino di Montecitorio prende duramente le distanza da chi ha “usato e usano queste società (off-shore ndr) per meglio tutelare i loro patrimoni familiari o aziendali e per pagare meno tasse“. Il riferimento è molto più che esplicito. L’ex leader di An si riferisce a Berlusconi che con le sue innumerevoli società off-shore ha evaso milioni e milioni di euro. Non è finita. Sempre “a differenza di altri” dice di non essere uno strillone nei confronti della magistratura e di aspettare serenamente l’esito delle indagini. Poco più avanti afferma che “in 27 anni di presenza ininterrotta in parlamento e 20 anni di guida del mio partito, non sono mai stato sfiorato da sospetti di illeciti, e non ho mai ricevuto nemmeno un semplice avviso di garanzia”. Anche qua il riferimento è plateale ma non unidirezionale, anche perchè subito dopo aggiunge di essere “uno dei pochi, se non l’unico”.

Arriviamo ora alla parte che riguarda, nel dettaglio, la casa di Montecarlo. Dopo aver ricostruito la storia dell’appartamento, spiega che nel 2008 si è deciso di venderla e che, sotto consiglio di Tulliani, è state ceduta ad una società. Dice che il fatto che quest’ultima sia off-shore è motivato dal luogo in cui l’appartamento si trova perchè, nel Principato monegasco, le off-shore “sono la regola e non l’eccezione”. Parla di dopo di leggerezze, di ingenuità. Non difende la propria posizione. Non si dichiara totalmente incolpevole. Parla però di campagne scandalistiche di immense dimensioni. Dice, a torto, che “un’affare privato è divenuto affare di stato”. Qui sbaglia, perchè la casa non era di proprietà dello stesso Fini, ma del partito che egli rappresentava e che quindi, in un modo o nell’altro, questo deve interessare, se non a tutto il paese, almeno a chi quel partito faceva riferimento.
Il momento più caldo del video è, senza dubbio, quando dichiara che “se dovesse emergere con certezza che Tulliani ne è il proprietario (della casa ndr) e che la mia buona fede è stata tradita, non esiterei a lasciare la presidenza della Camera.” Un atto che, ai più, può sembrare giusto e doveroso, ma proviamo a ragionare. Siamo davvero certi che, nel qual caso questo si dimostrasse, e cioè che Giancarlo Tulliani è il proprietario della società off-shore alla quale An ha venduto la casa e del quale lo stesso Tulliani ne è affittuario, Fini dovrebbe prendersene la piena responsabilità e arrivare addirittura a lasciare la carica di Presidente della Camera, come se avesse commesso un reato? Ci rendiamo conto che, se questa fosse la verità, l’unica cosa che se ne trarrebbe è che Fini è stato vittima, e non artefice, di un inganno del cognato?

Nelle ore successive non si sono fatte attendere le reazioni al videomessaggio. Come potete immaginare c’è chi dice che ha spiegato tutto e che dice che non ha concluso niente. Voci di corridoio sostengono che Berlusconi se ne sia sbattuto e che abbia guardato la partita del suo Milan perchè di Fini “non mi fido, ha sputtanato l’Italia”. Ma lasciatemi solo citare una di queste reazioni, quella dell’On. Santanchè. In merito all’attacco del Presidente della Camera sulle società off-shore degli altri, l’Onorevole dice che “quegli altri (B. ndr) non le usano per questioni personali, quegli altri le usano per questioni che sono totalmente diverse dal privato.”

Nel video c’è anche un lieve passaggio ai servizi deviati che lui chiama “faccendieri professionisti a spasso nel centroamerica da settimane”.

In merito alla campagna diffamatoria, ieri sera, a “In Onda” su La7, il vicedirettore del Giornale Nicola Porro, diceva, ironicamente, che questa è una campagna diffamatoria, mentre l’affare D’Addario è alto giornalismo. Ebbene, dott. Porro, mi permetto di precisarle una cosa. Nell’affarie D’addario il problema principale era il modus operandi del nostro Premier che veniva a galla. Siccome ti sei fatta trombare – pagata da un personaggio coinvolto in traffici di droga e mala sanità – nel lettone di Putin da me, allora io, Presidente del Consiglio, ti risolvo i problemi di burocrazia per la costruzione di un albergo e ti candido alle Europee. Questa si chiama Mignottocrazia e c’è pure un reato, quello di favoreggiamento alla Prostituzione, inserito proprio dal governo dell’utilizzatore finale.

Cosa se ne trae, politicamente parlando, dal discorso di ieri. Purtroppo nulla. Fini poteva dichiarare definitivamente morta queste legislatura, visto che sembra sostenere che il burattinaio di tutto ciò è proprio Silvio Berlusconi. Invece ne rinnova la fiducia e il 29 voterà favorevolmente. Sembra aver paura. Paura della elezioni perchè il suo quasi-partito non è ancora pronto. E intanto a Castellammare di Stabia gli operai di Fincantieri perdono il lavoro.

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo.
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'Gianfranco Fini e la sua verità' have 3 comments

  1. 27 settembre 2010 @ 9:26 am Marco

    Continuo a restare incredulo di fronte a questo martellamento ossessionante sull’appartamento di Montecarlo, martellamento che impedisce all’opinione pubblica, ormai narcotizzata, di vedere quello che realmente sta accadendo al nostro paese, stiamo andando a fondo con una rapidità impressionante e di cosa si discute? del cognato di Fini !!! povero paese!!


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