Giovanni Boldini al Vittoriano

Giovanni Boldini al Vittoriano, La Belle Époque è Donna

A pochi giorni dalla discesa in piazza  delle donne di tutto il pianeta per reclamare, difendere ed affermare i propri diritti, il 4 marzo si è aperta a Roma la mostra Giovanni Boldini al Vittoriano, Ala Brasini; organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia, in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina, è curata da Tiziano Panconi e Sergio Gaddi.la tenda rossa boldini

Opere da tutto il mondo

Opere provenienti dai principali musei internazionali quali il Musée d’Orsay di Parigi, l’Alte Nationalgalerie di Berlino, il Musée des Beaux-Arts di Marsiglia, gli Uffizi di Firenze, il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e da prestigiose collezioni private praticamente inedite, fanno del percorso espositivo dedicato a Giovanni Boldini – ferrarese trapiantato a Parigi, di provenienza artistica macchiaiola, operante fra la fine de l’800 e la seconda metà del ventesimo secolo – un evento irripetibile per ripercorrere l’attività artistica del genio della Belle Époque. Uno degli artisti più ambiti, fra gli europei e gli americani, protagonisti dell’incantata epoca a cavallo fra due secoli.

Donne e uomini dell’alta aristocrazia, una passione pura e profonda per Parigi che nel corso della sua attività artistica diviene al tempo stesso sfondo e soggetto della sua opera, passano, nel corso della mostra, sotto gli occhi dello spettatore attraverso 150 opere, in un viaggio lungo mezzo secolo intorno al Vecchio Continente.

Le Donne al centro di tutto

La tenda rossa (1904), Signora che legge (1875), Ritratto di signora in bianco con guanti e ventaglio (1889), Signora bruna in abito da sera (1892 ca.), Ritratto di Madame G. Blumenthal (1896) sono solo alcune delle tele di questa esposizione antologica, la cui protagonista incontrastata è la venerante ammirazione di Giovanni Boldini per la figura femminile. Donne emblema delle più importanti famiglie aristocratiche di tutta Europa facevano a gara per regalare a Boldini i loro volti, i loro corpi da far ritrarre; e lui, con proverbiale estrosività, eleganza e novità per il suo tempo, sublimò le loro figure, le loro immagini, nell’essenza della Belle Époque.

Presente anche il capolavoro simbolo della Belle Époque e della Palermo felicissima: la grande tela dedicata a Donna Franca Florio (1901-1924).

Boldini coglieva i più reconditi desideri delle sue donne riuscendo a capire come ognuna di loro volesse essere ritratta e donando un’emancipazione ante litteram all’emisfero femminile. L’allestimento, al quale le sale del Vittoriano fanno da umile cornice, è un trionfo di luci e colori che sembra facciano prender vita alle donne ritratte, con i loro sguardi intrisi di elegante ed ammiccante seduzione, nello splendore dei salotti di una società senza tempo, fra bocche rosse fuoco, capelli corvini, collier di perle, piume e divani di velluto, nel calore dell’avvolgente sfarzo della Belle Époque.

Il percorso della mostra

L’esposizione segue un percorso storico-artistico e cronologico delle opere di Boldini la cui ripartizione, che inizia da La luce nuova della macchia (1864-1870) e si conclude ne Il ritratto Belle Époque (1892-1924), è affatto banale o retorica, evidenziando il suo innovativo linguaggio stilistico e boldini castiglioncellouno stile fedele alla realtà, intriso di vivacità tutta propria. Anche se forse la mostra pecca di tanto in tanto di mancanza di didascalie descrittive delle diverse sezioni, dando al visitatore l’impressione di assenza di nette distinzioni utili alla fruizione delle opere.

Boldini, come nessun altro al suo tempo ha saputo entrare in relazione con l’animo femminile”, dice Sergio Gaddi, “Era il più conteso della ville lumiere, non c’era donna del bel mondo che non volesse essere ritratta da lui, perché sulla tela le migliorava, le rendeva più belle e affascinanti. Oggi lo chiamiamo photoshop”..

A completamento della mostra, una trentina di quadri esposti appartenenti ad alcuni maestri contemporanei di Giovanni Boldini, come Cristiano Bantu, Corcos, De Nittis, Antonio de La Gandara, Paul-Cesar Helleu, Telemaco Signorini, James Tissot, Ettore Tito, Zandomeneghi, che insieme ricostruiscono le atmosfere sfarzose di una Parigi senza tempo.

Al complesso del Vittoriano fino al 16 luglio 2017.

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Nata a Roma nel 1994, studia Economia e Management presso l'Università di Roma Tor Vergata. Contemporaneamente sta muovendo i suoi primi passi in uno studio commercialista. Appassionata di arte, musica e teatro e con il sogno di collaborare con un giornale. Wild Italy è la sua prima esperienza nel mondo del giornalismo. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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