Giulio Andreotti: tra fede e denaro.

Molte persone neanche sanno dell’esistenza di una banca vaticana, molte altre pensano che gli scandali finanziari della Chiesa siano terminati con la chiusura del Banco Ambrosiano e solo in pochi sanno dell’esistenza dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR); inoltre tra questi di nuovo solo una piccola parte è a conoscenza dell’effettivo compito di questa organizzazione. Conducendo io stesso una piccola indagine statistica, basata per ovvi motivi su un esiguo campione (41 persone, di età compresa tra i 16 ed i 65 anni) ne ho ricavato la precisa convinzione che solamente il 13 per cento, di cui solamente il 4 sotto i 21 anni, è a conoscenza della reale posizione dello IOR all’interno del sistema politico-strutturale e gerarchico del Vaticano: sono in molti a credere che lo IOR non sia una banca vera e propria basandosi , principalmente, sul fatto che non conta sportelli bancari, non emette assegni e non eroga prestiti. Ma quello che quasi nessuno sa è che in realtà gli sportelli bancari esistono a tutti gli effetti, sono tre e si trovano in T. Niccolò V.

A questo punto mi si potrà rispondere che lo IOR non emette assegni, e questo è vero, tuttavia appartiene alla clientela “selezionata” di numerose banche estere, per esempio, il Banco Indosuez a Lugano o il Banco Centrale del Lussemburgo, alle quali si affida per le emissioni di assegni, titoli di credito e quant’altro; inoltre, trovandosi in Zona Extraterritoriale non è soggetta ad alcun tipo di controllo da parte degli agenti dello Stato Italiano e, anche all’interno della Santa Sede, gode di una certa autonomia (concessa da S.S. Papa Giovanni Paolo II con il decreto del 3 febbraio 1990). In pratica lo IOR consente ai suoi “clienti” di operare in pieno centro Roma su di una banca praticamente inesistente e non soggetta ad alcun tipo di controllo Statale o Internazionale (ricordiamoci che la Santa Sede è l’unico stato al mondo a non aver mai firmato alcuna convenzioni di assistenza giudiziaria con altri Paesi e, secondo l’articolo 11 dei patti lateranensi, i dirigenti dello IOR possono essere perseguiti, arrestati e interrogati solo ed esclusivamente dallo Stato di Città del Vaticano).

Ma veniamo ora alla persona chiave di questo articolo: Giulio Andreotti, o “l’Immortale” come lo chiamava Angelo Sodano, ex Segretario di Stato della Santa Sede. A chiunque apra un conto corrente presso lo IOR, ovviamente la maggior parte degli aventi diritto a questo privilegio è costituita da Porporati, viene chiesto di depositare in busta chiusa le proprie volontà testamentarie. Il 15 luglio 1987 Mons. Donato de Bonis, “faccendiere” di Sua Santità, apre il Conto Corrente nr. ***- * *****/* e indica le seguenti volontà ereditarie:

Quanto risulterà alla mia morte a credito del conto *** * ***** *
sia messo a disposizione di Sua Eccellenza Giulio Andreotti
per opere di assistenza e di carità secondo la sua discrezione.”

Si tratta di un conto di Andreotti gestito da De Bonis, che, nel 1990, contiene accrediti nell’ordine di 26 miliardi di Euro (secondo la rivalutazione monetaria attuale) . Quando però, nel 1994, scoppierà lo scandalo della MT Enimont il conto verrà estinto e trasferito in Lussemburgo, dove verrà posto sotto il controllo di Giuseppe Ferraioli, membro della P2 con matricola 004-125 del 24/11/1969 e membro del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa, il quale lo estinguerà in data 2 marzo 1997, giorno in cui, casualmente il Banco Centrale del Lussemburgo effettuerà un addebito a titolo donatario di Lire Italiane 218 789 541, 00 (proprio l’esatto ammontare del conto De Bonis-Andreotti) nei confronti di Aldo Palumbo presso il Banco Indosuez di Lugano.

ANDREA CARA



'Giulio Andreotti: tra fede e denaro.' have 2 comments

  1. 31 luglio 2010 @ 11:19 am Giampaolo Rossi

    Leggendo “Vaticano SPA” di Ganluigi Nuzzi (Chiarelettere 2009) si capiscono tantissssssime cose, anche se è un libro molto difficile perchè usa molto il gergo economico e io, che di economia non molto me ne intendo, c’ho messo tantissimo….

  2. 31 luglio 2010 @ 11:28 am Andrea Cara

    purtroppo non ho ancora avuto modo di leggerlo, lo cercherò e lo leggerò… grazie del consiglio…. spero, comunque, che questo articolo ti abbia dato ulteriori informazioni e, se non fosse stato così, le avrà date a chi magari il libro non l’ha ancora letto…


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