Gli immunizzati

“Le intercettazioni nei confronti del Presidente sono assolutamente vietate”, “Questa è una campagna di insinuazioni e sospetti…costruita sul nulla”, “Le intercettazioni pubblicate dai giornali sono arbitrarie e tendenziose”, “La questione intercettazioni è fondamentale…deve essere risolta sulla base di un intesa, la più larga possibile”.

A chi appartengono queste dichiarazioni? A Silvio Berlusconi? Ad un esponente del Pdl? Ad un D’Alema in aria di “inciucio”? Niente di tutto questo. Queste parole provengono dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il “garante della costituzione”. I fatti sono noti: il presidente Napolitano viene citato in alcune intercettazioni riguardanti la trattativa Stato-Mafia, in cui l’ex ministro Mancino (indagato per la suddetta vicenda) chiede un diritto di tutela, sia al procuratore antimafia Grasso, sia al consigliere giuridico del Quirinale, Loris D’Ambrosio.

Inoltre vi sono alcuni nastri, ancora nascosti alla stampa, in cui Napolitano viene intercettato mentre parla direttamente con Mancino riguardo le tutele richieste da quest’ultimo. In seguito a queste intercettazioni, il Capo dello Stato interviene in prima persona, con le dichiarazioni elencate poco fa e successivamente solleva un conflitto di attribuzione nei confronti della procura di Palermo (vi ricorda qualcuno?).

A questo punto viene da porsi una domanda: Sono costituzionalmente giuste le prerogative che il Presidente Napolitano richiama riguardo l’uso delle intercettazioni nei suoi confronti? La costituzione parla di responsabilità del Capo dello Stato solo nei casi di “Attentato alla costituzione e alto tradimento”. Ciò non vuol dire che il Presidente della Repubblica possa essere intercettato ma il problema è che, intercettando un indagato per falsa testimonianza (Mancino), si scopre che questi parla con la più alta autorità del nostro Stato. E’ pur vero però che diverse interpretazioni riguardanti l’Art. 90 si sono spinte oltre le due responsabilità elencate poco fa, spingendosi fino alle responsabilità per comportamenti discutibili o istituzionalmente inopportuni.

È incredibile constatare il sostegno della maggior parte dei partiti a Napolitano, nonostante le sue pretese illegittime. Lo stesso governo, per bocca del ministro Severino, ha reso noto il pieno sostegno all’iniziativa intrapresa dal Presidente della Repubblica. Adesso si rischia la distruzione di quelle telefonate che crucciano Napolitano, alimentando ulteriormente quei segreti di Stato, che ancora oggi costituiscono una delle più grandi vergogne della politica italiana.

MATTEO ROSELLI 

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