Gocce felici

Si svegliò quando tutto il resto del mondo dormiva e a fatica si alzò dal letto tra uno sbadiglio e l’altro, mentre le sue palpebre continuavano a scendere giù prepotentemente e il sole iniziava la sua scalata sulla vetta del cielo.

Stette un paio di minuti a stiracchiarsi,dopodiché non esitò ad alzarsi dal letto e, zoppicante, aprì le finestre che erano state abbassate per creare il buio, quando notò le prime luci che flebili e incerte gli davano il buongiorno, accompagnato dai primi rumori della città che riprendeva vita, dagli odori di caffè e pane che si intrecciavano tra di loro in una leggera brezza mattutina che allietava gli animi di chi riusciva a percepirla. Ed egli vide tutto questo, con i suoi occhi…. gli sembrava un quadro dipinto da chissà quale grande pittore del passato.

Una profonda sensazione di pace e di felicità lo avvolse come per proteggerlo, mentre il pensiero navigava indisturbato nei mari più tranquilli: si sentiva felice senza aver fatto niente.

D’altra parte, pensò, la felicità bussa alle nostre porte così all’improvviso, anche se noi in fondo in un certo senso siamo lì all’uscio che la aspettiamo ogni giorno, ed è un po’ come quelle gocce d’acqua che scorrono sui finestrini di un’auto in corsa dopo un temporale, e noi siamo come quei bambini seduti dietro che ne scelgono una tra le tante sperando che svanisca per ultima lasciando una grande scia dietro di sé.

FRANCESCO LIOI

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