Governo a Puntate – Il Saggio e lo Sceriffo

Questo nuovo appuntamento con il Governo a Puntate è un confronto. Il primo personaggio è un docente, il secondo un funzionario. Il primo è figlio di un Rettore, il secondo viene da una famiglia operaia. Il primo è un baciapile ex pannelliano, il secondo è un catto-comunista. Insomma, tante differenze ma tanti punti in comune per questi due protagonisti. E’ la volta di:

quagliariello

     Ministro per le Riforme Costituzionali:

      Gaetano Quagliariello (PDL)

Napoli, 1960. Si laurea in Scienze Politiche a Bari, dove il padre fu rettore dal ’70 al ’77. Al liceo, frequenta i giovani repubblicani, ma la militanza politica comincia con il Partito Radicale negli anni ottanta. Diventa segretario cittadino a Bari e poi vicesegretario nazionale. Si impegna nelle campagne referendarie sull’aborto, sulla caccia e sul nucleare venendo per quest’ultima arrestato, insieme a Rutelli, per aver oltrepassato un confine militare in Sardegna. Nel 1994 si iscrive a Forza Italia. Nel 2001 è consigliere del Presidente del Senato Pera. “Andare a lavorare con Pera è stata la svolta della mia vita”. Nel 2006 è candidato al Senato con il centrodestra risultando eletto in Toscana. Rieletto nel 2008 è Presidente vicario dei senatori del PDL. Si distingue nella polemica sulla vicenda Englaro: “Eluana non è morta, è stata ammazzata“. Nel 2013 viene nominato “saggio” dal Presidente della Repubblica, poche settimane dopo sarà nominato Ministro per le Riforme Costituzionali del Governo Letta.

 

Ministro dello Sviluppo Economico: Flavio Zanonato (PD)  zanonato

Padova, 1950. Comincia la carriera politica tra le fila della Sinistra dei movimenti studenteschi. Aderisce al PCI e diventa segretario provinciale di Padova. Viene portato a Roma da Piero Fassino che lo nomina nella direzione nazionale del partito. Nel 1993 diventa per la prima volta Sindaco di Padova che da quel momento in poi non riuscirà più a ‘liberarsi’ di lui. Viene infatti riconfermato, con la sola parentesi della giunta Destro, per ben 4 mandati. Zanonato solca la ribalta quando decide, nel 2006, di erigere un muro, il celeberrimo ‘muro di via Anelli’, che, per ragioni di ordine pubblico, separava dei caseggiati popolari dal resto della città. Viene tacciato di razzismo dalla sua stessa parte politica ed entra a far parte della schiera dei cosiddetti “Sindaci Sceriffi“. Ma, nonostante la poderosa campagna mediatica ai suoi danni, viene riconfermato Sindaco di Padova con il 52% dei voti.  Qualcuno lo paragonò al muro di Berlino, ma nonostante tutto, viene nominato Ministro per lo Sviluppo Economico da Enrico Letta.

 

(Nella prossima puntata: Lupi, il ciellino di Milano e Carrozza, la Scienziata.) 

MARCELLO FADDA

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