Grecia: sì alle unioni civili. L’Italia nel Blocco Sovietico

(Fonte immagine di copertina: internazionale.it)

L‘Italia, da oggi, è sempre più isolata nell’Unione Europea. Almeno se guardiamo al quadro del riconoscimento dei diritti civili. Ieri sera, 22 dicembre, intorno alle 23, il parlamento greco ha approvato la legge che estende alle coppie dello stesso sesso l’istituto delle unioni civili. Hanno votato a favore 194 deputati del parlamento monocamerale, mentre si sono espressi contro in 55 e si sono astenuti in 51. La norma, in vigore dal 2009, era finora riservata alle coppie eterosessuali.

unioni civili

Fonte: repubblica.it

A proporre l’allargamento dell’istituto anche alle coppie di uomini e di donne, è stato un disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia lo scorso 5 dicembre. Un’iniziativa governativa, dunque, sebbene l’alleato del partito di maggioranza Syriza non lo condividesse. E infatti, tra i voti contrari registrati ieri ad Atene c’è anche quello di Anel, formazione di destra con cui il premier Alexis Tsipras ha formato un governo di larghe intese all’indomani delle elezioni.

Una situazione che ricorda molto quella italiana: due forze che, pur essendo collocabili politicamente quasi all’opposto (almeno formalmente), trovano un accordo temporaneo per portare avanti alcuni atti necessari a risollevare il paese dalla crisi da cui è attraversato. In Grecia, come in Italia, era stato il quarantenne candidato premier Tsipras a promettere già dalla campagna elettorale l’estensione delle unioni civili anche alle coppie omosessuali. In Grecia, come in Italia, la legge prevede anche il riconoscimento della genitorialità del partner del genitore biologico (o legale). Ma le similitudini finiscono qui.

La comunità lgbt greca ha dovuto contare 330 giorni da quando il leader di Syriza è diventato premier la prima volta all’approvazione della legge. Quella italiana è già a quota 674 e la cifra è destinata a crescere dato che il dibattito in parlamento non è ancora iniziato.

In Grecia, il governo ha fatto sua la battaglia per i diritti civili delle persone lgbt; in Italia, nonostante le promesse di Matteo Renzi, ha delegato all’assemblea parlamentare quella che è subito apparsa come una patata bollente in grado di creare spaccature come nessun’altra legge.

In Grecia come in Italia, l’alleato di destra si è subito opposto alla norma, ma ad Atene ci sono voluti 18 giorni per trovare l’alleanza trasversale in parlamento e approvare la legge.  A Roma, il Pd sembra ostaggio di NCD e del suo 2,5% (secondo l’ultimo sondaggio di Emg per il TG La7), oltre che di un manipolo di suoi senatori cattolici contrari all’introduzione delle stepchild adoption (l’adozione del figlio biologico del partner).

Fonte: it.euronews.com

Fonte: it.euronews.com

In Grecia la Chiesa Ortodossa, che sta ad Atene come il Vaticano all’Italia, si è fortemente opposta alla nuova norma, ma quanto questo abbia influito lo abbiamo visto con il voto di ieri sera. In Italia sembra che invece non si possa fare a meno dell’approvazione delle gerarchie di Oltre Tevere per potere sanare una situazione ormai insostenibile che relega una fetta di cittadini italiani ad una condizione di inferiorità e discriminazione.

Si potrebbe rispondere che nemmeno la legge greca riconosce pari dignità alle coppie gay rispetto a quelle etero. Ed è vero, dato che non estende il matrimonio. Come detto, però, le unioni civili in Grecia esistevano già per le coppie formate da persone di sesso opposto. Si tratta quindi dell’estensione di un istituto già previsto e non della creazione di uno apposito, di rango inferiore, riservato a gay e lesbiche. È chiaro che l’obiettivo finale, anche per i greci, rimane il matrimonio e il diritto all’adozione congiunta, ma i presupposti della norma votata ieri sera sono diversi da quelli della legge in discussione a Palazzo Madama.

Vale la pena ricordare che in Grecia, al contrario che in Italia, è pevista l’adozione per i single. Come precisa Rete Lenford, l’associazione di giuristi che si occupa di diritti delle persone LGBT, il con il testo appena votato ad Atene “l’adozione congiunta in quanto riservata dal codice civile ellenico alle sole coppie sposate, è esclusa. Non così l’adozione del figlio del partner (che non abbia altro genitore) già possibile ai sensi del codice civile come adozione del single”.

Alla vigilia di Natale, dunque, l’Italia rimane l’unico paese dell’Europa occidentale senza nessun riconoscimento per le coppie gay e lesbiche e, nell’UE è in compagnia solo di Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania. Se non fossimo nel 2015, verrebbe da pensare che siamo entrati a far parte del fu Blocco Sovietico.

IL CASO DEL VIDEO “DISEGNO DI FAMIGLIA”.

La chicca prenatalizia, di qua dall’Adriatico, arriva a seguito di un video realizzato da Arcigay, Condividilove e Famiglie Arcobaleno con il patrocinio di Ilga-Europe. La clip, intitolata “Disegno di famiglia” racconta il Natale visto attraverso i disegni di alcuni bambini figli di coppie gay e lesbiche e sottoposti, poi, al giudizio di alcuni passanti. Le uniche cose che le persone vedono in quei disegni sono famiglie, amore e bambini felici.

Il video è stato mandato in onda durante il TG3 di ieri scatenando le ire di due dei più accaniti detrattori dei diritti civili: l’onorevole Eugenia Roccella e il senatore Carlo Giovanardi (entrambi recentemente usciti da NCD per transitare in Idea, la formazione politica creata da Gaetano Quagliariello). “Chiederemo alla commissione parlamentare di Vigilanza di esprimersi sull’utilizzo dei bambini per iniziative di propaganda – fanno sapere i due -, e di programmare con lo stesso spazio nel Tg3 la messa in onda di un documentario sull’utero in affitto e sulle condizioni di degrado e sfruttamento a cui sono costrette le donne nelle strutture finalizzate alla riproduzione nei paesi terzi e non solo”. La strategia è ormai nota: mischiare la gestazione per altri (di cui la legge sulle unioni civili non parla e che resta illegale in Italia) e le stepchild adoption per ostacolare queste ultime.

Intanto, la calendarizzazione del Senato prevede che la discussione sul DDL noto come Cirinnà bis inizi il prossimo 26 gennaio. Si prevedono temperature ben al di sopra delle medie stagionali.

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About

Siciliana, trapiantata in Toscana. Giornalista da quando ha memoria, ha contribuito alla fondazione di diversi periodici giovanili, ha lavorato per la redazione de L'Ora di Palermo, passando quasi per caso dalla TV. Nel 2007 approda alla redazione di Gay.it (il primo portale di informazione per la comunità lgbt italiana) dove rimane fino a fine settembre 2015. Nell'ultimo anno e mezzo ne è stata la direttrice. A settembre 2015 Gay.it vince il premio come “Miglior sito gay” ai Macchianera Awards. Sogno nel cassetto: la radio. COLLABORATRICE SEZIONE POLITICA


'Grecia: sì alle unioni civili. L’Italia nel Blocco Sovietico' have 2 comments

  1. 25 Dicembre 2015 @ 11:50 pm paolo marcotulli

    Rischiamo di fare la fine della Turchia.
    Laica sulla carta e con una politica alla Putin decisamente filo-islamica.
    Cerchiamo invece di tenere Putin lontano dalla civilta’ rifiutando il suo oscurantismo e liberandoci, qui in casa, del clero ( che sta facendo ingerenza) e della destra bigotta che non se ne puo’ piu’.

  2. 25 Dicembre 2015 @ 11:52 pm paolo marcotulli

    dimenticavo: Tanti auguri al popolo LGBT Greco…………


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