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Greta Thunberg e Rita Pavone: attivismo e Democrazia da tastiera

Greta Thunberg e Rita Pavone, i due trend della rete a confronto

 

Greta Thunberg e Rita Pavone

Fonte: Il Messaggero

Greta Eleonora Thunberg Ernman, classe 2003, attivista svedese a sostegno dello sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico dettato dall’incuria dell’uomo. 16 anni appena, eppure le idee più chiare della maggior parte delle persone che potrete mai incontrare nella vostra vita.

Greta Thunberg e il suo “Venerdì per il futuro”

Greta è uno di quei “personaggi” che si incontrano poche volte nel corso della storia, è una di quelle che la storia la cambia perché il suo “Venerdì per il futuro”, che ha coinvolto 1769 paesi in tutto il mondo, è probabilmente la prima vera presa di posizione dell’essere umano contro il cambiamento climatico.

In Italia sono più di 200 le piazze che hanno aderito all’iniziativa: insegnanti, studenti, famiglie, tutta la società o comunque buona parte ha deciso di appoggiare la causa di una sedicenne. Non è già una rivoluzione?

Greta Thunberg a soli 8 anni è arrivata alla triste consapevolezza che il cambiamento climatico non è più solo materiale da film catastrofico, il cambiamento climatico è una triste realtà che coinvolge tutti e che nel giro di pochi decenni potrebbe portare il genere umano all’estinzione.

Si potrebbe continuare per ore a parlare di questa ragazza, si potrebbe parlare della sindrome di Asperger di cui soffre, si potrebbe parlare di come ogni individuo possa in qualche modo fare la differenza e cercare di dare il suo piccolo contributo per la causa di Greta, ma per adesso la cosa che ci preme è un’altra.

Rita Pavone, da Gian Burrasca ai Social Network

Parliamo ora di un altro personaggio del nostro tempo, Rita Pavone, classe 1945, cantante e showgirl.

Tralasciando la carriera musicale di Rita Pavone, possiamo concentrare le nostre attenzioni su uno dei ruoli più celebri che ha interpretato nel corso della sua carriera: quello di Gian Burrasca, personaggio del celebre romanzo di Vamba che, probabilmente, ha consacrato Little Rita a personaggio di culto nell’immaginario collettivo.

In un’intervista Rita dichiarava: «Era un racconto perfetto per l’epoca perché c’era dentro la denuncia dell’ipocrisia che albergava nella società: quando Giannino scappa dal collegio c’è stata addirittura una interpellanza parlamentare perché la scena era considerata diseducativa. E poi mi sono innamorata di questo personaggio e non solo io».

Vogliamo paragonare Little Rita a Greta?

Volendo usare un po’ di fantasia sia Greta che Rita/Giannino Stoppani hanno qualcosa in comune: sono un racconto perfetto dell’epoca che vivono e, in maniera diversa, denunciano l’ipocrisia della società o almeno dovrebbero farlo.

Greta Thunberg e Rita Pavone

Fonte: Il Messaggero

“Quella bimba con le treccine che lotta per il cambio climatico, non so perché ma mi mette a disagio. Sembra un personaggio da film horror”. Questo è il Tweet di Little Rita che in poche ore è diventato virale tanto da portare l’hashtag #RitaPavone tra i trend italiani.

Come se non bastasse la figura meschina fatta in diretta mondiale, la Pavone poco dopo ha ben pensato di scusarsi con Greta scrivendo: “Ho fatto una gaffe enorme perché non sapevo che avesse la sindrome di Asperger, nessuno l’ha detto mai in televisione. Io mi ricordavo la ragazzina con le treccine di un film e ho detto che mi metteva a disagio. Non direi mai una cosa così e trovo cattivo e orrendo che la gente aspetti un qualsiasi errore che tu fai nella vita per azzannarti come se fossero lupi. Diceva Dio che colui che non ha mai sbagliato scagli la prima pietra. Sono una persona perbene, non sono una carogna”.

Quindi possiamo dedurre da questa frase della cara Rita Pavone che parlare dell’aspetto di una sedicenne considerata “NORMALE” è socialmente accettabile, mentre parlare dell’aspetto di una sedicenne affetta dalla sindrome di Asperger no, perché solo le carogne fanno una cosa del genere.

Tutto regolare: la Pavone fa una gaffe, il popolo della rete è un branco di lupi e Greta, sì inquieta la showgirl, ma comunque è “malata” e dunque è una di quelle inquietudini che dovrebbero restare private a ribollire nel nostro intimo con un misto di vergogna e pietà.

Rita Pavone contro i Pearl Jam

Ebbene, un errore può capitare a tutti nella vita, ma per la signora Rita Pavone è già il secondo strike: ve la ricordate la polemica contro i Pearl Jam perché durante il concerto all’Olimpico dissero “Italiani restate umani e aprite i porti”?

Allora a questo punto sorge spontanea una nuova questione che possiamo sintetizzare così: le persone con l’Asperger non possono essere toccate, le sedicenni indifese e i migranti che muoiono nel Mediterraneo, invece? Cioè, con loro come possiamo comportarci? Quali sono le condizioni per le quali una persona considerata “diversa” può essere attaccata in rete?

Molte domande e poche risposte

Greta Thunberg e Rita Pavone

Fonte: tpi.it

A questo punto abbiamo più domande che risposte, molta indignazione e anche un po’ di tenerezza nei confronti di queste persone che, forse, possiamo iniziare a considerare anziane e allora “maddai, c’ha una certa età, mica puoi spiegargli certe cose”. Oppure “eh ma vanno rispettate perché sai, l’età e la libertà di parola”.

Personalmente non ho mai considerato Rita Pavone una di quelle artiste che hanno fatto la differenza, ma questa è la mia personalissima opinione e, a conti fatti, non è che conti poi molto.

La cosa che fa riflettere è come questa Democrazia da tastiera permetta di sentenziare su una sedicenne che porta le trecce e non il ciuffo rosso. La stessa Democrazia che porta a esprimere la propria opinione per screditare un altro che, a sua volta, ha espresso le proprie di opinioni (anche se quel qualcuno è Eddie Vedder, ma tralasciamo).

Poi, come se non bastassero queste due grandissime figure barbine, ci si diletta improvvisamente a definire gli utenti della rete “LUPI”, perché hanno espresso la propria opinione che (giustamente) è in contrasto con le proprie.

Che fine ha fatto Gian Burrasca?

Permetti un appunto, cara Rita?

Probabilmente no, perché a quanto pare certi tipi di conversazione sono a senso unico, ma anche col rischio di passare da lupi, questo appunto te lo facciamo comunque: che fine ha fatto quella ragazzina che, nei panni di un maschio, ha a modo suo fatto scandalo nella società ben pensante dell’epoca? Non era una sorta di ribellione anche quella? O era solo letteratura e un copione?

Che fine ha fatto quella ragazzina, cara Rita?

Umberto Eco, che ti ha dedicato ben sette pagine della sua arte, ha detto anche: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”. Ti è sfuggita questa parte?

Dai cara Rita, abbi pietà, e risparmiati le lacrime di coccodrillo, risparmiati l’autocritica sul tuo labbro inferiore, risparmiati di aggredire tutti i “lupi” che ti stanno rispondendo su Twitter e risparmiati tutti questi piagnistei, siamo stanchi e non abbiamo voglia di spiegarti perché Greta Thunberg è una di quelle persone che sta facendo la differenza.

No cara Rita, non sei una carogna, hai solo scritto un’altra cretinata e adesso, da brava pecora, ti toccano gli assalti dei lupi. Ad Maiora.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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