Guerra alla Ru486

A elezioni concluse, finalmente i leghisti Cota e Zaia iniziano a presentare il loro programma elettorale. Probabilmente non lo hanno fatto in precedenza per non rischiare di svegliare eccessivamente l’elettorato.

Il primo punto è la “difesa della vita” o, meglio, la guerra alla pillola abortiva Ru486. Questo è altresì il modo della Lega per dire “grazie” alla Chiesa, che con le dichiarazioni pre-elettorali del cardinal Bagnasco (“votate contro l’aborto!”) ha dato piccolo contributo alla vittoria del centro-destra. La Lega, dunque, dimenticate le divinità celtiche e il Dio Po, si è improvvisamente trasformata in paladina dei valori cattolici, guadagnandosi le lodi del monsignor Fisichella, contento degli “atti concreti che parlano da sè”.
Se un medicinale come la Ru486 è stato approvato ed è regolarmente acquistabile, è giusto lasciare scegliere alle singole persone se sia moralmente giusto utilizzarlo o no. Seguendo l’esempio del Papa, però, che invita le persone a non rispettare le leggi italiane, i neo-eletti governatori di Piemonte e Veneto intendono imporre i dettami della loro religione a milioni di persone, comprese quelle atee o appartenenti ad altri credi.

Se questi due leghisti integralisti volessero difendere veramente la vita, potrebbero prima di tutto opporsi ai respingimenti dei clandestini e poi occuparsi dei problemi e delle difficoltà delle giovani madri.

Cota e Zaia ritengono che la pillola sia immorale? Allora, per coerenza, dovrebbero vietare ogni tipo di aborto, visto che non vedo differenze (da un punto di vista morale) tra aborti per via chirurgica e aborti per via chimica. E invece no, l’importante per la Lega è, come al solito, “fare notizia” e sparare cagate, visto che – a quanto pare – più ne sparano e più vengono votati.

SCRITTO DA FRANCESCO per Voglio Resistere


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