Bertolaso

Guido Bertolaso, il candidato sindaco “scomodo”

Sono onorato della proposta che Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni mi hanno formulato. Accetto questa nuova sfida consapevole che sarà indispensabile l’impegno di tutti per migliorare le condizioni di vita dei cittadini romani, per ridare decoro e prestigio ad una città ridotta in condizioni di emergenza”. Così Guido Bertolaso, ormai più di due settimane fa, annunciava la sua discesa in campo come candidato sindaco del centrodestra per le elezioni amministrative di Roma di quest’estate.

Fonte: www.fanpage.it

Fonte: www.fanpage.it

Dopo giorni e giorni di trattative e un primo rifiuto dell’ex numero uno della Protezione Civile (per le condizioni di salute precarie di sua nipote) è arrivato così un nuovo nome nella corsa a Palazzo Senatorio. A spingerlo a cambiare idea sarebbe stato il miglioramento clinico della ragazza, oltre all’amore e al rispetto per la storia e i cittadini della Capitale.

Oggi, nonostante il ripensamento di Salvini (che ha dichiarato prima di voler ascoltare gli elettori romani e poi di volere le primarie), è lui il nome forte del centrodestra, accanto a cui appare debole il ribelle Francesco Storace (candidato de La Destra).

In merito al programma per la città, nei giorni scorsi Bertolaso ha dichiarato all’ANSA: “Le priorità: Sicurezza, viabilita’, pulizia, decoro, accoglienza e edilizia per persone meno abbienti. Il problema e’ avere un piano realistico per affrontare questi problemi…Bisogna essere realisti senza fare voli pindarici. Si puo’ fare un lavoro straordinario anche cosi’, se si hanno le competenze per farlo, se si e’ imparato dal passato. Ed io in questi anni credo di avere accumulato un bel po’ di esperienza”.

Ma chi è Guido Bertolaso? Di quale esperienza parla?

LA CARRIERA DA MEDICO E LA PROTEZIONE CIVILE

Guido Bertolaso nasce a Roma nel 1950 (ora ha 66 anni), figlio del generale dell’Areonautica Giorgio Bertolaso. Nel 1977 si laurea in medicina alla Sapienza con il massimo dei voti e consegue un master in Public Health a Liverpool. La sua carriera inzia dunque come medico, con numerose attività di ricerca in Africa per studiare le malattie tropicali. Negli anni crea e dirige ospedali in zone di guerra, divenendo poi coordinatore dei progetti nei paesi in via di sviluppo per il Ministero della Difesa e vice direttore esecutivo dell’UNICEF.

Nel 1996, poi (sotto il primo governo Prodi), viene nominato capo del dipartimento della Protezione Civile, carica che perde nel 1997 per riacquisirla nel 2001, sotto il secondo governo Berlusconi. Nel frattempo, nel 2000, era stato scelto da Francesco Rutelli per gestire l’organizzazione del Giubileo.

Fonte: unita.tv

Fonte: unita.tv

Da lì in poi, mentre permane il ruolo di numero uno della Protezione Civile, è un escalation di continui incarichi paralleli di primo livello.

Tra il 2003 e il 2005 è Commissario straordinario del governo per la prevenzione da rischi della SARS e per l’emergenza della frana di Cavallerizzo di Cerzeto e delegato alla gestione dei siluri nucleari nel Golfo di Napoli abbandonati da un sottomarino sovietico nel 1970.

RIFIUTI, TERREMOTO DELL’AQUILA E G8

Nel 2006 diventa Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania, ma lascia l’incarico nel 2007 (in seguito ad una bagarre con il governo in merito all’apertura di una nuova discarica). Poco dopo viene comunque scelto per occuparsi dell’emergenza incendi boschivi.

Un anno più tardi (2008) entra in politica come Sottosegretario ai rifiuti del Governo Berlusconi IV. Il Cavaliere lo ritiene uno degli uomini più capaci d’Italia e gli affida anche l’area archeologica romana.

Ma è il 2009 l’anno chiave della carriera di Bertolaso. Il 6 aprile di quell’anno L’Aquila e l’Abruzzo vengono scossi dal violento e tristemente noto terremoto e il beniamino del premier viene subito scelto come Commissario straordinario per la gestione post-disastro.

Nel frattempo si stava progettando da anni il G8 (l’incontro formale degli 8 capi di Stato più importanti del mondo) da tenersi all’isola de La Maddalena, in Sardegna, e i lavori erano stati affidati alla Protezione Civile, che aveva ricevuto in deroga dal governo la gestione dei Grandi Appalti.

Il 23 aprile dello stesso anno, Berlusconi decide però di spostare il summit a L’Aquila. Da lì iniziano i problemi per Bertolaso che si snodano in due parti: gestione pre e post terremoto e lavori a La Maddalena.

Fonte: www.iltempo.it

Un’immagine del terremoto a l’Aquila. Fonte: www.iltempo.it

Nei mesi successivi al tragico evento in Abruzzo si diffonde la denuncia dell’errata comunicazione della Protezione Civile che avrebbe rassicurato la popolazione qualche giorno prima della scossa più forte, sottolinenando l’improbabilità di un forte terremoto. Il 31 marzo, infatti, c’era stata la riunione della Commissione Grandi Rischi (organo consultivo della presidenza del Consiglio) di cui Bertolaso viene accusato ufficiosamente di essere una sorta di ispiratore. Il gruppo, con funzionari e scienziati, definisce “improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703”, sottolineando che “qualunque previsione non ha fondamento scientifico”.

Si apre così il processo Grandi Rischi, che nel 2012 porta alla condanna di 7 esperti della Commissione a 6 anni di carcere per mancata allerta (poi tutti assolti in Cassazione nel 2015 tranne Bernardo de Bernardinis). Parallelamente però scoppia la polemica tra Bertolaso e l’allora presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Enzo Boschi, sulle responsabilità della sciagurata rassicurazione. I due, sostanzialmente, si accusano a vicenda.

IL POST-TERREMOTO E IL PROCESSO “GRANDI EVENTI”

Ad aggravare la situazione, già di per sé complicata, arrivano le prime ficcanti analisi dei giornalisti sull’organizzazione del post-terremoto. Nel 2010 Alberto Puliafito scrive “Protezione Civile S.p.a” in cui denuncia un sistema dai princìpi discutibili: la gestione degli sfollati è descritta quasi come un esperimento socio-mediatico. Persone trattate come “ospiti”; figure e documenti non normati come i Capo Campo e i regolamenti interni; recinzioni e ottimismo forzato conditi da una comunicazione diretta, semplice e positiva che deve colpire l’opinione pubblica. Questi gli ingredienti dell’organizzazione di Bertolaso, la cui concentrazione di potere è definita dall’autore uno “slittamento dal potere sussidiario legittimo a quello di sostituzione alle autonomie locali“.

Fonte: roma.corriere.it

Fonte: roma.corriere.it

Ma anche da parte della popolazione arrivano le accuse al metodo da supereroe dell’ “uomo del fare” che non permette l’autorganizzazione e la partecipazione dei cittadini colpiti dal sisma, oltre a promettere – insieme al governo -ristrutturazioni e nuove case che non arrivano. La sintesi di quel sentimento di rabbia e delusione arriva oggi con la lettera di una serie di comitati e associazioni studentesche de L’Aquila in risposta alla candidatura a sindaco di Roma (definita dal tecnico “città terremotata”).

“Bertolaso si vergogni” scrivono questi aquilani parlando di “menzogne, repressione, speculazione e ipocrisia” in relazione al suo operato come Commissario straordinario e gestore di Grandi Appalti.

“Fin da subito dopo il terremoto – argomentano – ha utilizzato i suoi poteri per ostacolare in tutti i modi la partecipazione e l’autorganizzazione della popolazione, vietando assemblee e volantinaggi nelle tendopoli, trasferendo metà della popolazione in altre Regioni e reprimendo ogni tipo di protesta”.

Inoltre: “Con le palazzine del Progetto Case e le sue 19 ‘new town’ scrivono Bertolaso ha contribuito alla devastazione del territorio aquilano, occupando 460 ettari fuori città e favorendo, grazie alla deroga sugli appalti dovuta all’emergenza, le imprese che hanno costruito tali alloggi ad un costo intorno ai 3mila euro a metro quadro. Dopo cinque anni in alcuni di questi sono crollati i balconi e senza che ci fosse bisogno di un terremoto”.

E’ solo l’inizio della bufera. Nello stesso 2010 viene aperta un’inchiesta sui lavori a La Maddalena. Emerge la cosiddetta “Cricca della Ferratella”, un gruppo imprenditori, funzionari pubblici e politici (comandati dal dirigente Angelo Balducci e l’imprenditore Diego Anemone) che gestivano illecitamente una serie di appalti scambiando nomine con tangenti e favori personali.

Fonte: francescozanardisavona.wordpress.com

Fonte: francescozanardisavona.wordpress.com

Nella bufera finisce anche Bertolaso. Nel processo che segue (denominato “Grandi eventi”), il capo della Protezione Civile viene imputato per corruzione. Secondo l’accusa avrebbe ricevuto mazzette e favori sessuali in cambio del bene placito sugli appalti da affidare ad alcuni imprenditori, mantenendo in piedi il giro di affari.

Appena saputo delle indagini l’ex medico, sotto pressione, prova a dare le dimissioni dal Dipartimento della Protezione Civile, ma Berlusconi le respinge, invitandolo a rimanere. A novembre, però, arriva l’escamotage della pensione e così il tecnico esce di scena, lasciando il posto a Franco Gabrielli (attuale prefetto di Roma) e abbandonando anche la poltrona da Sottosegretario.

Nel frattempo, però, il processo “Grandi eventi” prosegue. I pm sostengono che Bertolaso abbia ricevuto 50.000 euro da Diego Anemone e della donazione ci sarebbe traccia in alcune intercettazioni telefoniche. Rientrerebbe poi tra le tangenti l’appartamento in via Giulia, nel centro storico di Roma, nel quale il tecnico/politico ha vissuto gratuitamente. L’architetto Angelo Zampolini, interrogato, dichiara di aver procurato l’abitazione su indicazione dello stesso Anemone.

A essere citate, inoltre, sono strane frequentazioni presso il Salaria Sport Village, dove si ritiene che Bertolaso avesse delle relazioni sessuali con escort pagate dall’imprenditore romano.

Infine, tra gli scambi di denaro e le strane transazioni, spuntano: la consulenza affidata alla moglie (90.000 euro per progettare i giardini del centro Salaria Sport Village) e la nomina del cognato di Bertolaso, Francesco Piermarini (produttore cinematografico), scelto come collaudatore a La Maddalena e supervisore del “grande evento” Louis Vuitton Cup. 

L’ex medico si difende, definendo le accuse “vergognose e dolorose”. Il processo, affidato all’ottava sezione del Tribunale di Roma è ancora al primo grado e destinato a finire entro l’estate di quest’anno in prescrizione.

Fonte: news-town.it

Fonte: news-town.it

PROCESSO GRANDI RISCHI-BIS

Le grane però non finiscono qui, perché l’altro dibattimento (“Grandi Rischi primo”) nel frattempo si è sviluppato in un procedimento parallelo che prende di mira direttamente Bertolaso. L’avvocato generale Romolo Como accusa il tecnico di omicidio colposo e lesioni. E’ l’inizio del “Grandi Rischi bis”.

Bertolaso è ritenuto primo responsabile della riunione della Commissione del 31 marzo 2009. Si sostiene, infatti, che egli “convocava di sua iniziativa la riunione  per mettere a tacere le voci allarmistiche e rassicurare la popolazione, non correggendo le valutazioni troppo ottimistiche”.

E gli effetti di quella politica oscurantista sarebbero stati gravi, in quanto “preannunciando detta riunione come operazione mediatica per rassicurare la popolazione e, anticipando la tesi dell’assenza di pericolo grazie al positivo scarico di energia, egli avrebbe indotto anche gli scienziati partecipanti a evitare allarmismi e a valutare con superficialità il reale rischio di grave evento sismico, nonché i rappresentanti politici locali e gli organi di informazione a rassicurare i cittadini”. Questi ultimi, infine, si sarebbero così “convinti a restare in casa superando il timore e abbandonando le precauzioni e rimasero poi coinvolti nel crollo degli edifici”.

Dopo molti rinvii, presunte archiviazioni e molti mesi anche questo processo è ancora in piedi e rischia di andare in prescrizione dopo le elezioni comunali di giugno.

LA PRESCRIZIONE E IL CONSENSO

Bertolaso, tuttavia, ha recentemente dichiarato che non vorrà esimersi dal giudizio. In quanto sicuro della propria innocenza l’imputato/candidato rinuncerà alla prescrizione e se dovesse diventare sindaco, in caso di condanna, rispetterà la legge Severino che lo sospende, non CcJgxn8W8AExdoTricorrendo in appello come il sindaco di Napoli De Magistris e il governatore della Campania De Luca.

“Travaglio e alcuni giornalisti non so, di Repubblica e de l’Espresso – ha dichiarato giorni fa a Il Sole 24 Ore – mi facciano pure il processo mediatico. Mettiamo un plotone di esecuzione di una decina di giornalisti veramente accaniti contro di me, io mi difendo da solo, un’ora in diretta, loro mi accusano, io spiego quali sono le ragioni della mia assoluta certezza, e vediamo. Poi saranno i romani a giudicare se sono colpevole o innocente”.

Al momento tutti i sondaggi danno Bertolaso sfavorito rispetto alla candidata del M5S Virginia Raggi e al probabile candidato PD Roberto Giachetti. I consensi dell’ex medico si fermerebbero ad una percentuale che si aggira tra il 15% e il 21%. Ai dati, poi, si aggiungono i malumori di alcuni esponenti della destra italiana come Matteo Salvini e Alessandra Mussolini, che hanno trovato infelici le dichiarazioni degli ultimi giorni sul terremoto e sulla gestione dei rom (che forse Bertolaso vorrebbe integrare).

Berlusconi, che ne è stato il primo sostenitore, però, non si preoccupa.Bertolaso è un uomo del fare sostiene, pronto per gestire l’emergenza capitolina e lo dimostrerebbe la sua storia. Ora resta da vedere se ha ragione o se sarà proprio questa ad affossarlo.

SE QUESTO ARTICOLO TI È PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Nato a Roma nel 1995, dopo aver conseguito la maturità scientifica, si è laureato in Filosofia presso l'Università degli Studi Roma 3. Articolista di cronaca e politica per il litorale romano, si interessa particolarmente di Ostia e Anzio. Gestisce un blog: https://ilblogdelleidee.wordpress.com/. INTERNI ED ESTERI


'Guido Bertolaso, il candidato sindaco “scomodo”' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares