Her

#Imperdibili: Her, l’amore impossibile di Spike Jonze

Presentato in concorso all’ottava edizione del Festival di Roma, Her, scritto e diretto da Spike Jonze (Essere John Malkovich) ha incantato la critica italiana ed internazionale tanto da essere accolto con un lungo applauso a fine proiezione. Anche il pubblico dell’edizione 2013 del Festival di Roma è rimasto entusiasta del film – che tutti credevano probabile vincitore insieme a Dallas Buyers Club – tanto che la distribuzione italiana decise che metà delle copie nelle sale italiane fosse in lingua originale.

Vincitore del Premio Oscar come miglior sceneggiatura originale nel 2014 – e non poteva essere altrimenti – oltre ad essere stato nominato nelle categorie miglior film, miglior scenografia, miglior colonna sonora e miglior canzone (The Moon Song di Karen O e Spike Jonze), Her annovera nel cast Joacquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara e Scarlett Johansson.

Sinossi

Il solitario e malinconico Theodore (Joaquin Phoenix), che si guadagna da vivere scrivendo lettere personali per gli altri, vedrà la sua vita cambiare dopo l’acquisto di un sistema operativo di nuova generazione, progettato per soddisfare tutte le esigenze dell’utente. Il none della voce del sistema è Samantha (Scarlett Johansson) che si rivelerà essere molto più di una semplice voce, tanto che tra i due crescerà e si instaurerà una storia d’amore.

Amore impossibile

Emozionante. Non c’è miglior aggettivo per descrivere Her, racconto di una dolce, malinconica e toccante storia d’amore tra due persone (o meglio tra due personalità) alla perenne ricerca di attenzione e continua esplorazione di loro stessi. Un film che esplora le relazioni sentimentali in modo universale tramite la storia tra Theodore e Samantha, percorrendone tutte le fasi, dall’incontro e la conoscenza tra i due, passando per la loro amicizia che piano piano senza quasi che se ne rendano conto diventa amore, fino ad arrivare ai primi litigi, dovuti sia al carattere scostante di lui che alla continua scoperta di nuove emozioni e sensazioni di lei, fino a giungere alla fine della loro storia.

Jonze mostra come l’amore sia il motore del mondo, di come spesso l’unica cosa di cui si ha bisogno è una persona che ci ascolti senza giudicarci, dandoci quell’abbraccio, anche virtuale, che ci faccia capire che tutto andrà per il meglio, di come il cambiamento e un nuovo punto di vista portate da una persona completamente diversa da noi e aperta a esplorare sempre cose nuove possano cambiare le cose, in meglio. Ma come spesso accade il solo amarsi non è sufficiente, perché si cresce e si cambia in continuazione e non è her2semplice lasciare che la persona che si ama sia sempre se stessa, e così si finisce nel tentare di far sì che somigli all’idea che si ha di lei.

Il regista riesce a esplorare tutti questi aspetti con una sensibilità e un tatto incredibili, riuscendo a far vivere appieno allo spettatore la storia di Theo e Samantha, catapultandolo nel pieno della vita di Theodore Twombly /Joaquin Phoenix con una regia raffinata che fa divenire la macchina da presa un occhio curioso e indagatore che segue da molto vicino questa strana e impossibile storia d’amore, che regala non pochi spunti comici.

Her è anche un film sul rapporto dell’uomo con la tecnologia, un rapporto che in un futuro non troppo lontano, perfetto mix di passato e presente reso magnificamente dalla fotografia di Hoyte Van Hoytema, porterà l’uomo a distanziarsi sempre di più dai suoi simili riducendo al minimo il contatto col prossimo e lo vedrà sempre più in simbiosi con le macchine sempre più simili all’uomo.

Strepitosa la prova di Joaquin Phoenix che riesce a reggere alla grande il peso dell’intero film e che, interagendo quasi esclusivamente con la voce del sistema operativo, una sensuale Scarlett Johansson, riesce a restituirci un uomo perso e chiuso in se stesso che riuscirà piano piano a rinascere grazie alla vitalità di una “persona” che lo apre alla vita. Perfetta anche Amy Adams, unica amica del protagonista, distrutta dal dolore e disillusa dall’amore e dalle relazioni umane. Capolavoro.

Si consiglia la versione in lingua originale per apprezzare al meglio la sensualità della voce di Scarlett Johansson e la bravura dell’intero cast.

 

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About

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA


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