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We can be heroes, just for one day: in ricordo di David Bowie

Al suo esordio, non sono stato un grande fan di David Bowie, il Duca Bianco, forse perché lo reputavo un autore ed un esecutore un po’ “troppo facile” nelle sue composizioni, in un periodo dominato da generi musicali più complessi ed articolati.

All’inizio degli anni Settanta, il palcoscenico musicale in Italia era dominato dal “progressive”, con una serie di gruppi che confezionavano lavori sempre più complicati sia per le sonorità che per i testi e quindi, per noi giovani ascoltatori, DB risultava essere quasi un “prodotto commerciale”.

Se Space Oddity è stato il primo brano di grande successo, Heroes rappresenta uno dei momenti più profondi di tutta la sua produzione musicale e sicuramente il periodo di rinascita dopo gli eccessi degli anni precedenti.

Mi sembra superfluo ricordare la sua splendida interpretazione dell’alieno ne “L’uomo che cadde sulla Terra” di Nicolas Roeg, così come le molteplici collaborazioni a livello mondiale, con artisti del calibro di Lou Reed, nella produzione del suo secondo lavoro “Transformer” (quello che contiene la mitica Walk on the wild side), Iggy Pop, producendo il suo primo album solo, Brian Eno e Robert Fripp, solo per citarne alcuni degli anni Settanta.

Gli anni Ottanta vedono Bowie cambiare nuovamente rotta e, nonostante pubblichi alcuni album pluripremiati come Scary Monsters, Let’s Dance e Tonight, si dedica anche al cinema (Miriam si sveglia a mezzanotte di Tony Scott, Furyo di Nagisha Oshima, Absolute Beginners di Julian Temple, Labyrinth e Tutto in una notte di John Landis) e al teatro, con un clamoroso successo nella rappresentazione di Elephant Man. 

Continuano importantissime collaborazioni, come quando compone e registra Under Pressure insieme a Freddy Mercury ed i Queen, e la partecipazione con Pat Metheny alla colonna sonora di “The Falcon and the Snowman” con il brano This is not America.

Un ricordo particolare va alla sua apparizione nella calda serata del lontano 13 luglio 1985, al vecchio stadio di Wembley, in occasione del Live Aid, quando, vestito in perfetto stile “dandy”, concluse la sua performance con una versione di Heroes di oltre 7 minuti, oltre al famoso video di Dancing in the street, insieme a Mick Jagger.

Gli anni Novanta vedono riprendere la collaborazione con Brian Eno (interrotta all’inizio degli Ottanta) con un progetto molto ambizioso che si ispira allo scrittore William S. Borroughs, interpretando un detective che tenta di risolvere casi di persone trasformate in opere d’arte.

Nel 1997, per i suoi 50 anni, riunisce alcuni amici (Lou Reed, Chrissie Hynde, Billy Corgan degli Smashing Pumpkins ed i Sonic Youth) per un fantastico concerto tenutosi al Madison Square Garden di New York, interpreta Andy Warhol nel film Basquiat e diventa anche il primo musicista ad essere quotato in Borsa, tra l’altro con eccellenti risultati.

Nel nuovo secolo Bowie diventa nuovamente padre e pubblica Heathen (2002) e Reality (2003). Il tour di quest’ultimo album fu interrotto a causa di un attacco cardiaco che lo portò lontano dalle scene per un lungo periodo. A parte alcune partecipazioni a vari album di amici negli anni successivi, riceve il Grammy Award alla carriera nel 2006 ed interpreta l’ingegnere Nikola Tesla nel film The Prestige di Christofer Nolan.

Proprio in questi giorni, in occasione del suo 69° compleanno è uscito il suo ultimo lavoro Blackstar, insieme ad un video particolarmente inquietante e drammatico, da qualcuno definito il suo testamento.

Spesso, a causa dei suoi atteggiamenti, è stato protagonista delle cronache rosa e scandalistiche, ma non si è mai fatto influenzare nelle sue scelte di vita, condivisibili o meno.

Con il passare degli anni, David Robert Jones (questo il vero nome di Bowie) è passato attraverso diversi stili e diversi personaggi da lui stesso creati, modificando sempre la propria immagine e la propria musica, uscendo da stereotipi comuni e riproponendosi ad un pubblico sempre più vasto, sia come musicista che come attore.

Grazie David per tutto ciò che ci hai lasciato.


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


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