His Dark Materials – Queste oscure materie recensione serie tv wild italy

His Dark Materials – Queste oscure materie, la saga letteraria di Philip Pullman rinasce sul piccolo schermo

His Dark Materials – Queste oscure materie, a dodici anni di distanza da La bussola d’oro torna la saga di Pullman in un fantasy avvincente e affascinante

 

Si nutrivano tante speranze in His Dark Materials  – Queste oscure materie, la serie ideata da Jack Thorne e basata sull’omonima saga letteraria di Philip Pullman ha come obiettivo quello di riscattare l’infelice (e decisamente dimenticabile) La bussola d’oro (2007) di Chris Weisz, ridando così lustro a una delle saghe letterarie fantasy più incisive della letteratura contemporanea, rapidamente finita nel dimenticatoio dell’audiovisivo.

E ci riesce benissimo. La co-produzione BBC/HBO con protagonisti Dafne Keen, Ruth Wilson, Lin-Manuel Miranda e James McAvoy, offre quel giusto mix di elementi fantasy, forte ambiente immersivo e valori familiari – espedienti necessari per quello che aspira ad essere un prodotto generalista di successo.

C’è da dire, per onore di cronaca, che le prime tre puntate – andate in onda negli USA tra il 3 e il 17 novembre – hanno avuto un repentino calo d’ascolti ma non tanto per una narrazione poco avvincente, piuttosto per la precisa scelta di affidarsi a un prologo fortemente dilatato. Un espediente necessario per approfondire la mitologia alla base del racconto de His Dark Materials  – Queste oscure materie, e per far mettere le radici ai personaggi e alle loro complesse relazioni.

La saga letteraria

His Dark Materials  – Queste oscure materie è la trasposizione televisiva dell’omonima saga letteraria di Phillip Pullman, pubblicata tra il 1995 e il 2000 e formata dal sopracitato La bussola d’oro (1995), La lama sottile (1997) e Il cannocchiale d’ambra (2000); a questi vanno aggiunti gli “equel” – così definiti dall’autore – de Il libro della polvere (2017 – in produzione) in quanto storie antecedenti, contemporanee e successive alla saga originaria. Tutti elementi volti ad ampliare il vasto universo narrativo di Queste oscure materie.

La saga letteraria trae spunto da un verso di Paradiso Perduto (1667) di John Milton – chiaramente di enorme rilevanza a livello di comprensione della narrazione – il cui passaggio recita:

“Into this wild abyss,
The womb of nature and perhaps her grave,
Of neither sea, nor shore, nor air, nor fire,
But all these in their pregnant causes mixed
Confusedly, and which thus must ever fight,
Unless the almighty maker them ordain
His dark materials to create more worlds,
Into this wild abyss the wary fiend
Stood on the brink of hell and looked a while,
Pondering his voyage..”

Un racconto cinematografico “prestato” alla televisione

His Dark Materials – Queste oscure materie recensione serie tv wild italy

A fronte di una narrazione decisamente meno caotica rispetto all’infelice adattamento cinematografico del 2006 con protagonisti Nicole Kidman e Daniel Craig – complice anche il sopracitato equel sulle origini di Lyla Belacqua (Dafne Keen) del 2017; His Dark Materials  – Queste oscure materie delinea un racconto dal ritmo compassato che piuttosto che porre l’attenzione sull’eterna dicotomia “fiabesca” tra bene e male, si concentra maggiormente sulle complesse relazioni sceniche e sul background dei protagonisti.

Espediente con cui His Dark Materials – Queste oscure materie permette allo spettatore di venire a conoscenza della mitologia alla base del racconto. Addentrandosi così, nell’ambiente narrativo di una Oxford appartenente a un mondo alternativo, che differisce dal nostro mondo per poche semplici regole – il chiaro elemento distintivo dello show.

Tutti elementi che denotano una messa in scena grandiosa, curata – come spesso succede nelle produzioni audiovisive britanniche – ma che in His Dark Materials  – Queste oscure materie, è espressione di un racconto cinematografico “prestato” alla televisione, a testimonianza della qualità del comparto attoriale di gente come McAvoy, Miranda e Keen, e dei mezzi preposti.

Un fantasy classico dalla forte carica innovativa

Grazie a una mitologia incarnata in una profezia classica accuratamente delineata nel prologo, His Dark Materials  – Queste oscure materie porta in scena una struttura narrativa volta a dipanare un (falso) doppio cammino dell’eroe incarnato nei due bambini-protagonisti appartenenti a differenti contesti narrativi, ma il cui focus è chiaramente tutto incentrato sulla Lyla della Keen.

L’evidente lontananza dei protagonisti scenici viene via via affievolita, attraverso l’incedere graduale del racconto, con cui la susseguente crescita del conflitto scenico determinerà un progressivo scioglimento dell’intreccio.

Con His Dark Materials  – Queste oscure materie ci troviamo dinanzi a un racconto fantasy decisamente classico in alcune sue declinazioni, ma che a sua volta presenta una forte carica innovatrice nella presenza di alcuni elementi caratteristici del racconto, con cui giocare con i topoi narrativi tipici del genere.  Uno su tutti il Daimon, il celebre alter-ego animale degli umani che diventa una piacevole opportunità di sperimentazione narrativa con cui esteriorizzare eventuali conflitti interni al personaggio e/o i propri pensieri.

McAvoy, Miranda e Wilson, ma a brillare è Dafne Keen

His Dark Materials – Queste oscure materie recensione serie tv wild italy

Se le prime battute dello show sono segnate principalmente dalla presenza scenica di Lord Asriel (James McAvoy), perno narrativo essenziale per mostrare la genesi della mitologia di His Dark Materials – Queste oscure materie e per delineare principalmente la base della relazione tra lo stesso e la Lyra della Keen, è con l’entrata in scena di Mrs Coulter (Ruth Wilson) che cambiano le già complesse dinamiche relazionali.

La Wilson, che lavora principalmente per sottrazione e improvvise fiammate, porta in scena un personaggio tanto affascinante quanto al contempo ambiguo. Come è stato per tutta la sua carriera da Luther a The Affair – la sua Mrs Coulter si pone rapidamente in un limbo narrativo con cui approfondire la psicologia e il carattere della Lyra della Keen, ma anche di realizzare sorprendenti e spiazzanti svolte narrative. Menzione d’onore per il Lee Scoresby di Lin-Manuel Miranda, autentica sorpresa nella sorpresa volto a dare brio e imprevedibilità al racconto.

A far la differenza però è certamente Dafne Keen. La quattordicenne rivelazione de Logan – The Wolverine (2017) di James Mangold, rappresenta la gradita sorpresa di His Dark Materials – Queste oscure materie, portando in scena un personaggio dalle mille sfaccettature e per certi versi innovativo nel genere – a partire dalla riluttanza all’accettazione del suo ruolo narrativo.

A seguito del turning point principale alla base del racconto, Lyla si trova costretta a intraprendere un viaggio volta a scoprire il valore di sé all’interno della profezia alla base della mitologia del racconto; spinta nel ricongiungimento con il Lord Asriel di McAvoy, figura paterna/mentore non ben decifrato dal passato misterioso.

Quel che resta di queste materie oscure

His Dark Materials – Queste oscure materie recensione serie tv wild italy

La visione dei primi quattro episodi de His Dark Materials – Queste oscure materie dà certamente segnali incoraggianti per lo sviluppo dell’intreccio delineatosi. C’è da tener conto tuttavia di un ritmo compassato nell’andamento del racconto, che se da una parte è essenziale per far comprendere appieno le regole del frastagliato ambiente narrativo “alternativo”, potrebbe in parte far desistere lo spettatore meno attento.

Ciò significa che bisogna chiedere uno sforzo di pazienza in più allo spettatore più pigro, sapendo che con His Dark Materials – Queste oscure materie ci troviamo dinanzi a uno dei prodotti seriali più interessanti e suggestivi del panorama televisivo contemporaneo; uno splendido adattamento televisivo di una delle saghe fantasy più affascinanti della letteratura moderna.

Resta così, da compiere la scelta di voler intraprendere un viaggio lungo otto puntate, in un’ambiziosa produzione televisiva volta ad imporsi come una delle serie-evento di un 2019 finora ricco di emozioni.

 

His Dark Materials – Queste oscure materie verrà rilasciata in Italia a partire dal 1° gennaio 2020 da una distribuzione Sky Italia

 

 

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About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: studiare cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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