“Ho dato 3 milioni a Penati ma erano solo finanziamenti”

La Repubblica tenta di screditare la versione di Di Caterina per salvare l’insalvabile.

Il titolo è tratto dall’articolo apparso su ” la Repubblica” di lunedì 19 settembre

il sottotitolo

Di Caterina: la corruzione è iniziata con Oldrini

Ospite di “ In mezz’ora” domenica 18 settembre Piero Di Caterina ha spiegato la sua versione sul caso Penati e sulle presunte tangenti che lo vedono protagonista dello scandalo del Pd Lombardo.
La Repubblica nel sottotitolo scrive che la corruzione è inizia con Oldrini, niente di più falso.
Di Caterina dice che la degenerazione del sistema Sesto inizia con Oldrini, ma non dice che la corruzione inizia con quest’ultimo, tutt’altro.
Di Caterina è molto chiaro quando parla di Penati e dei movimenti finanziari di quest’ultimo.
Tra i due il legame inizia nei primi anni ’90 prima di tangentopoli, quando Penati non è ancora in politica e fa l’assicuratore, infatti propone a Di Caterina una polizza per la sua azienda di trasporti. Da li il passo è breve per Penati all’entrata in politica nel ’93 diventando sindaco di Sesto.

In quegli anni Penati chiede a Di Caterina, parole di quest’ultimo, dei soldi in prestito per finanziare la sua ascesa in politica, che nel corso degli anni diventano 3 milioni- 3 milioni e mezzo di euro. Per Di Caterina il tutto è stato fatturato e dimostrabile.
Per gli inquirenti no, è qui che il caso Di Caterina è ancora poco chiaro.

Nei primi anni 2000 alla fine del mandato elettorale Di Caterina cerca in vari modi di recuperare il suo denaro, e Penati che non li ha, fa pagare al suo posto l’imprenditore Giuseppe Pasini, con una prima trance di 1 milione e mezzo di euro, questo frutto secondo quanto emerso di una mazzetta dovuta ad un affaire Penati-Pasini.
Di Caterina in tutto questo dichiara di aver riscosso solo ciò che aveva prestato.
Per quanto riguarda poi Oldrini e il sistema Sesto Di Caterina parla dell’esclusione della sua azienda favorendo illecitamente l’ATM, secondo Di Caterina rea di non mostrare i libri contabili e di fornire un servizio scadente a costi elevatissimi, il tutto per mano dei dirigenti dell’azienda legati a doppio filo agli artefici del sistema Sesto e Cinisello.

Di Caterina dice di aver già denunciato questo fatto alle autorità ma che queste non si sono mai mosse.
Inoltre Di Caterina parla dei conti all’estero di Penati, e alla domanda: chi le ha parlato di questi conti all’estero, Di Caterina risponde: il suo braccio destro Vimercati.
Tutto questo nelle pagine de La Repubblica è parzialmente omesso, spero di essere stato più chiaro di Emilio Randacio giornalista del suddetto giornale autore dell’articolo poco chiaro.

GIOVANNI PARROTTA



'“Ho dato 3 milioni a Penati ma erano solo finanziamenti”' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares