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Hobbs & Shaw, la saga di Fast and Furious si reinventa con l’accoppiata The Rock-Statham

Diretto da David Leitch. Hobbs & Shaw rilancia la saga di Fast and Furious sotto una nuove luce, ma senza mai dimenticare le proprie origini

C’eravamo lasciati con Luke Hobbs e Deckard Shaw (interpretati rispettivamente da Dwayne “The Rock” Johnson e Jason Statham) a Fast and Furious 8 (2018) che se le davano di santa ragione tra le sbarre della prigione, finché non è arrivato il Signor Nessuno (interpretato da Kurt Russell) a portarli in salvo; sempre e comunque “legati” in modo o nell’altro a Dominic Toretto (interpretato da Vin Diesel) prima da nemesi e poi da alleati.

Con Hobbs & Shaw (2019) però, lo spin-off di Fast and Furious diretto da David Leitch, cambia qualcosa non solo nella saga automobilistica più famosa nella storia del cinema, ma anche nella relazione tra Hobbs e Shaw che sin dalle battute iniziale appare chiaro essere il focus narrativo.

Sinossi

Hobbs, veterano del Diplomatic Security Service, e Shaw, emarginato fuorilegge ed ex membro dell’esercito inglese, stringono una improbabile alleanza quando l’anarchico Brixton giunge in possesso di armi biologiche dal potenziale catastrofico.

Hobbs & Shaw non è esattamente il massimo dell’originalità come avrete intuito, parliamo di un’organizzazione di supercattivi con ibridi umani-macchine che lavorano per raggiungere un nuovo stadio del genere umano tramite il genocidio di massa con il virus letale CT-17.

L’unica speranza, una coppia di buoni (e nemmeno tanto) che interrompono le divergenze per fermarlo. Nulla di straordinario probabilmente, forse ampiamente già visto, eppure il fattore Dwayne “The Rock” Johnson unito a quello Jason Statham a fare la differenza e rende Hobbs & Shaw, una pellicola innegabilmente d’appeal per il grande pubblico.

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Scrittura efficace ma montaggio approssimativo

Sin dalla presentazione dei personaggi nel prologo, è abbastanza chiaro che il cuore della narrazione è tutto legato alla relazione tra Luke Hobbs e Deckard Shaw.

La struttura narrativa infatti, incede in quattro archi narrativi che si dipanano specularmente – soprattutto quelli di Hobbs e Shaw – nell’incontro con il proprio aiutante (tra cui un esilarante cameo di Ryan Reynolds agente della CIA), in un susseguirsi di eventi dal ritmo teso e ben calibrato, grazie a una scrittura semplice ed efficace mediante toni comici tipici del cinema friendly di The Rock.

Hobbs & Shaw pecca tuttavia nel montaggio, che rende certamente l’andamento della narrazione frenetico, ma con l’impressione che gli eventi mostratici, si susseguano in modo così netto e rapido, da non essere ben assimilati dallo spettatore.

Acrobazie adrenaliniche, cazzotti e motori

Non manca ovviamente il marchio di fabbrica della saga Fast and Furious, le implacabili sequenza action tra il combattimento corpo a corpo (di cui Johnson e Statham sono due assoluti maestri) e inseguimenti in auto che vanno contro le leggi della fisica.

Sequenze ad alto tasso adrenalinico che patto di complicità tra spettatore e prodotto filmico risultano funzionali al mantenere la sospensione dell’incredulità – strappando anche qualche risata, come nel caso della scena madre  in chiusura di terzo atto con protagonisti una fuga in elicottero e un “rimorchio-centipede”.

Gli opposti si attraggono, i legami si creano

Come dicevamo in apertura, la narrazione pone il proprio focus sul rapporto tra Hobbs e Shaw, prima avversari agli antipodi della legge – la cui caratterizzazione li rende diametralmente opposti, anche nei metodi di lavoro – ma che nel corso della narrazione trovano come cooperare contro il mercenario Brixton (interpretato da Idris Elba), procedendo di grado in grado verso la creazione di un legame forte, da fratelli.

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Il sottotesto alla base del processo narrativo è infatti la famiglia, come lo si evince dalla sequenza samoana sulle origini di Hobbs e sul suo rapporto con il fratello Mateo (interpretato da Roman Reigns) – location ideale per un terzo atto a ritmo di Haka.

O dal personaggio di Hattie (interpretata da Vanessa Kirby), che si scopre nel secondo atto essere l’ennesimo membro della famiglia Shaw nella saga di Fast and Furious dopo Owen (interpretato da Luke Evans) e Magdalene (interpretata da Helen Mirren).

Il tutto a testimonianza tangibile di un’audace riflessione su come i legami che creiamo siano più forti di quelli che abbiamo biologicamente, in natura.

Uno spin-off che è uno stand-alone

Pur essendo chiaramente uno spin-off della saga di un universo narrativo, quello di Fast and Furious, dove i motori han sempre il focus, Hobbs & Shaw riesce a ridar vita a un franchise ragionando nell’ottica di essere più di un semplice spin-off, piuttosto uno stand-alone con il potenziale per diventare un franchise a pieno titolo.

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Questo grazie a una scrittura che nei toni e nel dipanarsi, si avvicina più al cinema friendly di The Rock che non alla saga di Fast and Furious – di cui tuttavia rimane un pilastro narrativo importante.

Tra citazioni di cultura pop spesso poco inerenti – ma di cui una deliziosa con protagonista la Mini Cooper di The Italian Job (2003) –  Hobbs & Shaw si propone come perfetto blockbuster estivo, pronto a fare incetta di incassi al botteghino con la premiata ditta Johnson & Statham.

Fast and Furious: Hobbs & Shaw, verrà rilasciato nelle sale cinematografiche l’8 agosto 2019, da una distribuzione Universal Pictures

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About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: studiare cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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