Fidatevi tour

I Ministri, un live esplosivo e una band di cui fidarsi

I MinistriFinalmente il Fidatevi Tour de I Ministri è arrivato a Roma e noi siamo andati in prima fila per assistere alla scaletta live dell’ultimo album della band Milanese.

In apertura a I Ministri troviamo Scarda. Il giovane cantautore, con la sua chitarra, ha scaldato il pubblico dell’Atlantico Live in attesa della band di punta.

Scarda ha talento soprattutto per quanto riguarda la parte vocale e per quanto riguarda la parte esecutiva del suo repertorio; un discorso a parte meritano gli arrangiamenti che in certi momenti non riescono proprio ad essere originali e, anzi, sembrano un qualcosa di già sentito sui dischi dei grandi nomi del cantautorato nostrano.

Scarda è un cantautore giovane e, speriamo, saprà trovare quel tocco di originalità che lo “espellerà” fuori dalla marea (nera) del cantautorato che sta invadendo la scena musicale in questo periodo.

Precisi a spaccare il secondo, alle 21:45 salgono sul palco I Ministri e, come annunciato da Divi nella nostra intervista, sono in cinque: assieme alla formazione classica ritroviamo sul palco dell’Atlantico Marco Ulcigrai (chitarra e cori) e il nuovo arrivato Anthony Sasso (chitarra, cori e tastiere).

Bisogna subito sottolineare che I Ministri durante i loro live sono delle macchine da guerra.

Se già il sound di Fidatevi risultava più “cazzuto” di Cultura Generale, durante il live questa band è riuscita a incattivire ancora di più il tutto, facendo letteralmente esplodere le casse dell’impianto dell’Atlantico.

Uno alla volta i successi dei dischi precedenti si sono alternati ai brani dell’ultimo disco, mantenendo un andamento serrato e incalzante: Crateri, Spettri, Comunque, Idioti (l’unico brano in scaletta tratto dal disco precedente) e Usami sono i primi brani sparati in faccia al pubblico per un inizio potente ed esplosivo.

Poche parole e tanto groove, è questa la tecnica de I Ministri per coinvolgere il pubblico romano che ha sfidato le insidie del trasporto pubblico della Capitale e l’ulteriore difficoltà della chiusura dell’Eur per la Formula E.

Un Dio da scegliere, Non mi conviene puntare in alto, Spingere, Memoria breve, Tra le vite degli altri, Il Bel Canto, Tempi Bui e Dimmi che cosa la seconda parte della tracklist del live di Fidatevi continua alternando i brani storici a quelli dell’ultimo disco, cercando di mantenere alto il livello sonoro ma senza rinunciare alle ballate più elettro-acustiche dell’ultimo periodo. Una scelta molto riuscita che, sicuramente, mantiene alta l’attenzione del pubblico e, in secondo luogo, concede una pausa alle corde vocali del Frontman.

Non poteva mancare il momento stage diving su Il Bel Canto, un brano molto caro alla band, che permette a Divi di liberarsi del basso e buttarsi tra il suo pubblico per cantare con loro e stringere più di qualche mano.

Momento di pausa per permettere alla band di reidratarsi e asciugare gli ettolitri di sudore e si riprende di gran carriera con Fidatevi, Noi Fuori, Una Palude, Diritto al tetto e Abituarsi alla fine che, come di consuetudine, chiude ogni live de I Ministri.

Se parliamo del concerto a livello di coinvolgimento emotivo e di groove, bisogna subito dire che I Ministri non sono secondi a nessuno: questi ragazzi sul palco danno il cento per cento e hanno un rapporto unico con il loro pubblico, fatto di rispetto e di una complicità che veramente sono fuori dal comune.

I Ministri

Nonostante siano oramai una band consolidata, I Ministri hanno sempre quel rispetto per i loro fans che li porta a regalare loro tutto se stessi, ogni goccia di sudore  e ogni singola nota sono pura devozione nei confronti di chi li segue in giro per l’Italia e, ovviamente, questa cosa influisce sull’energia di ogni live.

L’unica pecca di questo live potrebbe essere, forse, la durata: diciamo che le diciotto canzoni portate sul palco dell’Atlantico hanno avuto una durata di circa un ora e mezza, contando anche le pause, e restano forse un po’ sotto la media di altri concerti; come già detto è stato comunque un live di altissima qualità in tutto e per tutto, quindi diciamo che la questione relativa alla durata è più una riflessione personale che una vera e propria “critica”.

Dopo quest’ora e mezza passata sotto il palco dell’Atlantico Live non possiamo che confermare quanto già sapevamo su questa band: I Ministri sono dei grandi musicisti e, soprattutto, dei grandi artisti perché riescono a portare in scena un spettacolo di altissimo livello senza mai sbagliare un colpo, dalle sonorità alla scelta dei brani in scaletta e via dicendo.

Dopo un live del genere ogni spettatore può sentirsi pienamente soddisfatto perché se la band riesce a trasmettere qualcosa di vero e di autentico, non si può chiedere o pretendere altro a degli artisti che vivono per il loro pubblico e per la loro musica.

Hanno detto di fidarsi, noi l’abbiamo fatto prendendo il biglietto un mese prima dell’uscita del disco e, arrivati a questo punto, abbiamo fatto benissimo perché I Ministri non deludono mai.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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