I Panni Sporchi

La chiesa è, ormai da alcune settimane, sotto il tiro della stampa internazionale. I recenti casi di pedofilia, che per la prima volta hanno fatto veramente scalpore, hanno lanciato l’argomento sulle prime pagine della stampa in tutto il mondo. I fatti degli ultimi giorni hanno mostrato un grandissimo problema nella chiesa cattolica. Gli ecclesiastici, che dovrebbero essere i primi a rispettare i precetti (in materia di moralità, sessualità etc.) che la chiesa predica, in alcuni casi si sono dimostrati belve, in grado di rovinare per sempre le vittime più innocenti che si possano trovare su questo pianeta, i bambini. Certo, è vero che per ogni prete pedofilo ci sono decine e decine di preti onesti, ma nella chiesa abbiamo sempre assistito ad un atteggiamento ipocrita, falso e meschino. La pedofilia nella chiesa, non prendiamoci in giro, è sempre stata latente: chiunque lo ha sempre saputo, specie nei piccoli centri.  Quelli che sentiamo durante i tg e leggiamo sui giornali sono quei pochi casi in cui chi ha subito la violenza si ribella e non china la testa fingendo che il problema non ci sia. Ma in molti altri casi l’atteggiamento da parte di tutti coloro che sapevano (e sanno) di fatti del genere è stato (o è) uno: l’omertà. L’omertà dovuta a vari fattori, in primis il rispetto verso la chiesa, che in molti pensano di infangare parlando di pedofilia. Il secondo fattore, il più importante, è la vergogna: si teme cosa potrà dire la gente; gente che, da sempre, parla e sparla. Ad una prima e rapida riflessione su questo secondo punto, in molti diranno che non siamo più nel mondo medievale di una volta e che questo non è quasi più vero. Ma è sbagliato. Specie in questi giorni, girando per le strade ed entrando nei negozi, l’argomento sulle bocche di tutti è proprio questo, e se ne sentono di ogni. Chiedete agli anziani: sentirete storie che fanno accapponare la pelle.

La chiesa ha fatto molta fatica a rispondere. La prassi consolidata è sempre stata quella del trasferimento: il prete cambiava diocesi e riprendeva a fare il suo lavoro, intendetelo pure in bene o in male. Sono molti i preti pedofili, ma ancor di più i vescovi e le autorità ecclesiastiche che hanno deliberatamente deciso che la questione andasse insabbiata, a discapito delle sue vittime. Non tutti sono mele marce, si intende. Ma uno dei vescovi che mantenne l’omertà fu l’attuale papa Benedetto XVI, che coprì il caso di un prete pedofilo.  Da sempre l’atteggiamento de “i panni sporchi si lavano in famiglia” ha impedito di far luce su questo argomento. Ora che la chiesa ha dovuto fare i conti con la necessità di far venire del tutto a galla, si è dimostrata totalmente incapace di dare una risposta forte. Le prime ammissioni erano quasi negazioni del problema. Si è preso poi a cercare di salvare il salvabile mostrando dei casi la chiesa è intervenuta: ma, dopo che ne sono comparsi molti altri in cui la chiesa aveva mantenuto l’omertà, si è cercato di fare di più. È di alcuni giorni fa la pubblicazione sul sito del vaticano delle linee che adotterà la chiesa per risolvere il problema pedofilia. Vedo in questo un comportamento profondamente ipocrita: infatti, se la chiesa volesse risolvere il problema, perché solo ora si emanano questi regolamenti? Io credo questo: ora che l’attenzione mediatica è massima, la chiesa cercherà di mostrare di essere intenzionata a muoversi veramente, ma, quando i riflettori si saranno spenti, si ritornerà come era prima.

Una ulteriore forma di strumentalizzazione usata dalla chiesa è quella dell’equazione pedofilo = omosessuale. Questo non è assolutamente vero: lo dimostrano i dati e non c’è alcun fattore dell’omosessualità che comporti la pedofilia. Il subdolo sta in questo, nel fatto che la chiesa usa un suo problema (è la chiesa ad avere il problema pedofilia) per accusare una categoria di persone da sempre da lei condannate (gli omosessuali).

Valutate voi.

GIORGIO MANTOAN



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