I paraocchi del paragnosta

Brunettolo è tornato con la sua spada di luce contro i fannulloni.

Questa volta ce l’ha con i conduttori dei programmi delle emittenti di Stato; secondo il Ministro, bisognerebbe rendere pubblici i compensi dei conduttori televisivi nei titoli di testa e di coda dei programmi che trasmettono, così che il telespettatore, possa farsi un idea e giudicare la professionalità del presentatore anche in relazione al compenso che gli è stato attribuito.

L’idea non sarebbe neanche male, visto che, chi guarda i programmi del servizio pubblico, contribuisce sensibilmente al pagamento dei cachet di: ospiti, conduttori vallette e opinionisti sotto contratto pubblico Rai.

Anche le altre puntate del paladino della produttività riguardavano trasparenza e lotta agli sprechi dei lavoratori del settore pubblico, dalle faccine soddisfatte o meno per il servizio reso, ai tornelli, alla campagna (peraltro finita) contro le facili assenze dal lavoro per motivi sanitari, fino ai finanziamenti pubblici alle produzioni cinematografiche (chissà cosa pensa il Ministro del kolossal Barbarossa!).

Il problema sorge, nel momento in cui, ascoltando tutte queste proposte, ci si domanda, ma qual è la categoria di lavoratori pubblici che più di ogni altra rende l’idea del fannullonismo assenteista e strapagato??

Appunto la categoria alla quale il Ministro Brunettolo appartiene con pieno merito, cioè la classe politica attuale, senza alcuna distinzione di sesso, razza, religione o partito di appartenenza.

Sono tutti, a vario titolo, campioni di: assenteismo (e il Ministro ne sa qualcosa dai tempi del Parlamento Europeo), richieste di rimborsi, privilegi (basti pensare al ministro aviotrasportato Scajola), benefici, concessioni e vantaggi, ed hanno, oltretutto, gli stipendi più alti del panorama politico Mondiale.

Perché, da quando è stato nominato, il Ministro scaccia sprechi non ha mai pronunciato una parola una, sugli enormi sprechi della classe politica alla quale appartiene?

Ministri capigruppo e portavoce vari, non intascano il loro stipendio grazie alle tasse che i lavoratori italiani pagano?

Non dovrebbero, gli italiani, poter giudicare la professionalità e la competenza dei politici, anche in relazione a quanto portano a casa? Sarebbe interessante, per esempio, sapere quanto denaro pubblico porta a casa ogni mese un Capezzone, per essere l’opinionista di Emilio Fede, o avere delle informazioni, unitamente ai dati anagrafici e alla carica ricoperta, su quanto ci costa uno come Gasparri.

Tutto questo potrebbe essere magari discusso insieme al discorso sulla pubblicazione dei compensi milionari dei conduttori televisivi Rai in una puntata del programma di Vespa… chissà cosa ne pensa lui di questo e cosa pensano gli italiani dello stipendio pubblico del conduttore.

VINCENZO PACILE’



'I paraocchi del paragnosta' have 1 comment

  1. 19 settembre 2010 @ 8:21 pm Andera Beeks

    Questo è la mia nona visita al vostro sito! Siamo un gruppo di volontari e stiamo ragionando di aprire una nuova comunità. Il tuo blog è per noi da campione. Avete fatto un meraviglioso e incredibile lavoro!


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