I politici al microscopio: Carlo Giovanardi.

IN FONDO AL POST, TROVERETE LA REPLICA DEL SENATORE GIOVANARDI

Nato a Modena, il 15 gennaio 1950. Laureato in Giurisprudenza, si iscrive alla DC nel 1969. L’iscrizione al partito della balena bianca, preannuncia la sua “discesa in campo”. Riesce ad entrare in poco tempo nel consiglio comunale della sua Modena e poi alla Regione Emilia-Romagna, sia come semplice consigliere che come consigliere capogruppo della DC.

Varca la soglia di Montecitorio nel lontano 1992 e da allora non ha più lasciato la poltrona. Appena eletto deputato, in piena Tangentopoli, Giovanardi – come tutti – esterna la sua ammirazione per Di Pietro e per il pool di Mani Pulite. E’ il 20 maggio ’92 e, in una lettera diffusa tramite l’agenzia <<Centralità – Area Forlani>>, Giovanardi scrive:

Caro Di Pietro, sento il dovere di ringraziarLa per la professionalità ed il senso della misura con il quale conduce la difficile inchiesta a Lei affidata. Voglio esprimerLe la piena solidarietà per la coraggiosa azione Sua e dei Suoi colleghi, perché sappia che all’interno del cosiddetto Palazzo, ai piani alti come ai piani bassi, c’è chi fa il tifo per Lei. Perché, come giustamente Lei ha affermato in una intervista, il problema non è quello di criminalizzare entità astratte come i partiti: qui si tratta di aiutare gli onesti e le persone per bene, che sono in tutti i partiti, a difendersi dall’aggressione dei disonesti che con il malaffare lucrano ingenti risorse, parti delle quali vengono investite per comprare consenso politico e via così in una spirale perversa. Ed inevitabilmente, come insegnano gli economisti, la moneta cattiva scaccia quella buona. Finché qualcuno, provvidenzialmente, non toglie dalla circolazione i falsari. Grazie dunque per il Suo impegno da un deputato DC che assieme a tanti colleghi crede sia ancora possibile dimostrare che non è da ingenui avere fiducia nelle istituzioni. Cordiali saluti, on. Carlo Giovanardi .

Solo cinque anni dopo, sarà lo stesso Giovanardi a pubblicare per Mondadori: “Storie di straordinaria ingiustizia”, arrivando a sostenere che – durante Mani Pulite – nessun democristiano indagato tra il ’92 e il ’94 è stato mai condannato. Tutti innocenti e tutti assolti, alé!

Rieletto alla Camera nel 1994, lascia la Democrazia Cristiana e aderisce al Centro Cristiano Democratico (CCD) – guidato da Pier Ferdinando Casini – sostenendo anche il primo governo Berlusconi. Nel 1996 diventa Presidente del gruppo parlamentare del CCD e viene eletto Vice Presidente della Camera.

Nel 2001, ritorna di nuovo nell’emiciclo (questa volta per la Casa delle Libertà) e si iscrive, insieme al CCD che intanto si era definitivamente sciolto, nell’Udc. In questa legislatura, ricopre l’incarico di Ministro per i Rapporti con il Parlamento.

Si distingue, in questo periodo, per un episodio molto particolare. I fatti: nel 2004, Carlo fa affiggere migliaia di manifesti con la foto di una parata nazista guidata da Adolf Hitler e una frase molto tosta contro la raccolta di firme per il referendum sulla procreazione assistita: “Anche loro avrebbero firmato”. 

Alle elezioni politiche del 2006, che porteranno a Palazzo Chigi il secondo governo di Romano Prodi, Giovanardi rientra alla Camera, divenendo presidente della Giunta per le autorizzazioni e presidente del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa.

Sul Corriere della Sera del 18 marzo 2006, Gian Antonio Stella riporta una dichiarazione di Giovanardi su quel manifesto, scatenando molte reazioni da parte dell’Olanda. In un paio di interviste infatti, l’onorevole rincara la dose su quanto accaduto anni prima:

Scioccante il manifesto? Scioccante è ciò che sta accadendo. E’ aberrante che in Olanda permettano l’eutanasia dei bambini […] la selezione genetica fa parte del folle progetto nazista, secondo cui tutto ciò che è imperfetto dev’essere eliminato

Nel febbraio dello stesso anno, riesce ad inserire la famosa Legge Fini-Giovanardi sull’equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti (e che punisce penalmente anche la detenzione di pochi spinelli). Con l’avvento di questa nuova legge, vengono anche reintrodotte le sanzioni penali per i consumatori, che erano state abolite dal referendum del 1993. 

Ad aprile del 2007, Giovanardi presenta una mozione al terzo congresso dell’Udc, sfidando la maggioranza di Pier Ferdinando Casini e di Lorenzo Cesa. Ciò che lui vuole, è che i centristi riaprano un dibattito con la Cdl e che non chiudano le porte al partito di Berlusconi, intraprendendo azioni autonome all’opposizione. Candidandosi alla segreteria dell’Udc, Giovanardi ottiene il 14% dei consensi.

Arriviamo quasi ai giorni nostri. E’ novembre 2007 quando Berlusconi fonda il Popolo della Libertà e Giovanardi si mostra molto interessato al progetto e l’area del partito che lo sostiene, nel congresso successivo dell’Udc, vota a favore dell’adesione al nuovo partito. Il 4 febbraio del 2008, Giovanardi decide di lasciare definitivamente l’Udc e fonda il movimento dei Popolari Liberali, seguendo il Cavaliere nella sua nuova avventura. Giustificherà così la sua scelta:

Con la nostra storia vogliamo essere una componente della costola del Partito Popolare Europeo (PPE) che nascerà in Italia

La XVI legislatura, lo vede questa volta eletto senatore del Pdl. Dal 7 maggio 2008 al 16 novembre 2011, è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile.

Frasi degne di nota:

«Vogliamo dire basta alla cultura della droga. E per farlo vogliamo introdurre nell’ordinamento una norma che impedisca di fare propaganda, anche indiretta, a tutte le droghe, comprese quelle cosiddette leggere […] Oltre a insistere su prevenzione e formazione, e ad avere invitato prefetti e questori a vigilare e attivarsi con determinazione per contrastare queste irresponsabili iniziative, ci impegneremo a trovare gli strumenti normativi più idonei per non permettere più che manifestazioni propagandistiche come la tre giorni sulla canapa a Bologna possano svolgersi liberamente» (intervista al sito dei Circoli della Libertà, maggio 2008)

«Stefano Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale. Poveretto, è morto, e la verità verrà fuori, soprattutto perchè pesava 42 chili […] La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente… E poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato… Certo, bisogna vedere come i medici l’hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così». (Radio24, 9 novembre 2009)

Due giorni dopo, le scuse: 

«Quando ci sono dei fraintendimenti, soprattutto se offendono le sensibilità familiari, è giusto chiedere scusa […] Ci tengo a ribadire che è un fatto gravissimo, intollerabile, che per cinque giorni Stefano non sia stato curato: è entrato in ospedale che pesava 43 chili ed è uscito che ne pesava 35: a quanto pare non è stato nutrito, non gli hanno dato né da mangiare né da bere. E la famiglia ha ragione a chiedere il motivo per cui non è stata coinvolta […] Per il resto, percosse o altri interventi, abbiamo già detto che, come Dipartimento e come Presidenza del Consiglio siamo disposti a costituirci parte civile nel processo se dovessero emergere responsabilità di qualche pubblico ufficiale che abbia compiuto atti intollerabili e indegni nel corso della vicenda».

«Là dove le adozioni da parte di coppie gay sono consentite, come negli Usa, ma anche in Brasile è esplosa la compravendita di bambini e bambine. E’ una cosa che almeno con questo Governo non consentiremo mai e che voglio qui denunciare». (KlausCondicio , 20 settembre 2010)

Il 23 aprile 2011, Giovanardi si scaglia contro una pubblicità “gay-friendly” dell’Ikea: «Il termine famiglia usato dalla multinazionale è lesivo della Costituzione italiana, perché per essa si deve intendere solo quella formata dal matrimonio tra uomo e donna». 

«Il vero problema è rilanciare e potenziare le nostre eccellenze, ma il settore zootecnico rischia di andare in crisi per una martellante campagna animalista che contesta alla radice, ad esempio, la possibilità di utilizzare le pelli di animali per il made in Italy. Di qui l’aggressione agli allevamenti, la presentazione di un ddl al Senato per proibire in Italia l’allevamento di animali da pelliccia e altre iniziative. Pur nel pieno rispetto della sanità degli animali non bisogna privilegiare gli animali rispetto agli uomini perché da ciò può dipendere la possibilità o meno di uno sviluppo economico». (Convegno organizzato da lui stesso a Montecitorio, 1 febbraio 2012).

«Due donne che si baciano in strada? Sono come chi fa la pipì in pubblico […] Ci sono organi costruiti per ricevere e organi costruiti per espellere […] Ci sono anche faccende delicate. Ci sono problemi di batteri, che richiedono una grande attenzione nel momento in cui si fanno certe pratiche. Onde evitare malattie, ecc. Quindi nel momento dell’educazione sessuale nelle scuole, è normale, corretto e fisiologico dare un modello: gli organi dell’uomo e della donna sono stati creati per certe determinate funzioni. E non è altrettanto naturale il rapporto tra due uomini o due donne». (Radio24, 12 febbraio 2012 )

LA REPLICA DEL SENATORE GIOVANARDI:

Dopo la pubblicazione di questo post, Giovanardi in persona mi ha contattato tramite mail lasciandomi un suo recapito telefonico per alcuni chiarimenti. Mentre vi scrivo (sono le 16 e 42 del 27 luglio) ho da poco chiuso la telefonata con lui. Il senatore:

– dopo aver evidenziato una svista relativa alla casa editrice del suo libro (la Mondadori invece della Koinè) e al fatto che nella pubblicazione lui non dice che tutti i democristiani sono stati assolti, ma che solo il 90% di essi ne è uscito con assoluzioni e archiviazioni;

– dopo aver sottolineato come l’Olanda l’avesse tirata in ballo non sul referendum per la procreazione assistita ma nella dichiarazione riportata da Stella e che comunque – in seguito ad una denuncia dei Radicali – è stata dichiarata la sua estraneità ai fatti (in quanto opinioni insindacabili) dalla giunta per le autorizzazioni a procedere;

– dopo avermi detto che non ha svolto la professione di avvocato per un periodo (come avevo erroneamente riportato);

– dopo aver precisato che la legge Fini-Giovanardi non punisce la detenzione di spinelli o il consumo personale di sostanze, ma solo lo spaccio, ha tenuto a puntualizzare un paio di cose:

1) La frase: «Là dove le adozioni da parte di coppie gay sono consentite, come negli Usa, ma anche in Brasile è esplosa la compravendita di bambini e bambine. E’ una cosa che almeno con questo Governo non consentiremo mai e che voglio qui denunciare», non corrisponde a quanto pienamente affermato dal senatore. Giovanardi non ha mai pronunciato le parole “compravendita di bambini”, come erroneamente riportato anche da un articolo del quotidiano La Repubblica. Ha parlato solo di “fattori di produzione”, che sono ben altra cosa.

2) La frase: «Due donne che si baciano in strada? Sono come chi fa la pipì in pubblico […] Ci sono organi costruiti per ricevere e organi costruiti per espellere […] Ci sono anche faccende delicate. Ci sono problemi di batteri, che richiedono una grande attenzione nel momento in cui si fanno certe pratiche […] » , è stata mal riportata solo nella prima parte. La domanda ” due donne che si baciano in strada? “, non era stata pronunciata dal senatore, ma dalla giornalista che lo stava intervistando. Qui, l’audio della registrazione: http://www.youtube.com/watch?v=rMlH3KxehHU

Restiamo comunque a disposizione del senatore per qualunque altro tipo di chiarimento e lo ringraziamo, visto che, bisogna dargliene atto, ci ha chiamato – come nessun politico fa – per spiegarci per filo e per segno le sue ragioni. Wild Italy è la piazza di tutti, nessuno escluso.

 


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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