I politici al microscopio: Lorenzo Cesa.

Nato ad Arcinazzo Romano (Provincia di Roma) nell’agosto del 1951, si laurea giovanissimo nella Capitale all’Università Luiss (facoltà di Giurisprudenza). Dopo la laurea, svolge il ruolo di direttore delle pubbliche relazioni per la Efimpianti s.p.a. , società romana di costruzioni meccaniche, diventa consigliere d’amministrazione di diversi istituti di credito ed anche consigliere dell’Anas, passando per un temporaneo incarico di direttore marketing per conto di una società di comunicazione.

Ex consigliere comunale di Roma per la Dc, ex braccio destro del Ministro dei Lavori Pubblici, Gianni Prandini; capo della segreteria politica prima del Ccd di Mastella e Casini e poi della neonata Udc (siamo nel 2005 ndr) per la quale ricopre tutt’ora l’incarico di segretario nazionale. Entra a Montecitorio come deputato nel 2004, nel 2006 viene eletto al Parlamento Europeo e poi nuovamente deputato nella XVI legislatura dal 22 aprile 2008, eletto nella circoscrizione XXI (Puglia).

Sul suo groppone, pesano almeno due episodi significativi. Cesa infatti viene arrestato nel ‘93 dopo un periodo di latitanza e condannato nel 2001 con l’ex ministro Gianni Prandini (il quale aveva già ricevuto una pena di 6 anni e 4 mesi) a 3 anni e 3 mesi per corruzione poiché ha ammesso tangenti da centinaia di milioni per appalti Anas. Nel 2003, la Corte d’appello di Roma annulla la condanna per un vizio tecnico: il Tribunale dei ministri che aveva rinviato a giudizio i protagonisti di questa vicenda, non poteva svolgere le funzioni di gup. Così il processo è ritornato ai nastri di partenza ed è scattata la prescrizione.

L’altra grana è l’indagine per truffa e associazione a delinquere. Nel 2006, nell’ambito dell’inchiesta “Poseidone”, l’ex pm di Catanzaro Luigi De Magitris, iscrive nel registro degli indagati Cesa, il consigliere ANAS Giovanbattista Papello e Fabio Schettini, ex capo segreteria di Franco Frattini. L’accusa riguarda cinque miliardi di lire truffati all’Unione Europea tramite una società fantasma, la Spb Optical Disk Srl, di cui erano proprietari i tre indagati.

La posizione di Cesa viene subito stralciata. Nel novembre 2010 il GIP dell’inchiesta dispone il sequestro di beni di Cesa per un valore di un milione di euro. Il 3 febbraio 2011 il Gip di Roma Rosalba Liso archivia definitivamente la posizione di Cesa, perché “gli elementi a carico, pur rivestendo la qualità di indizi, non assurgono al rango della gravità, precisione e concordanza tali da provare il di lui possibile coinvolgimento nei fatti di cui all’imputazione e rendendo in tal modo infausta la prognosi di condanna in un’eventuale sede dibattimentale”.

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Frase memorabile: <<La solitudine è una cosa molto seria e la vita del parlamentare è dura. Altro che costi della politica: al parlamentare bisognerebbe dare di più per consentirgli il ricongiungimento familiare a Roma. (commentando il caso di Cosimo Mele, Udc, sorpreso in un sexy-coca-party in un hotel di Roma, Ansa, 30 luglio 2007 ).


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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