I politici al microscopio: Mario Borghezio.

Nasce a Torino il 3 dicembre 1947. Laureato in Giurisprudenza, avvocato, è stato più volte deputato ed è eurodeputato della Lega.

Nel suo curriculum troviamo una condanna definitiva della Cassazione, il 5 settembre 2005,  a 2 mesi e 20 giorni di reclusione (commutati in 3.040 euro di multa) per incendio aggravato da “finalità di discriminazione” ai danni di due rumeni che dormivano sotto il ponte della Dora, a Torino.

La difesa di Borghezio riuscì solo a dire che quel processo era un complotto anti leghista. I fatti illustrano come il 1° luglio 2000, i “Volontari Verdi” – capitanati da cotanto personaggio – perquisirono i meandri sotto il ponte e, secondo quanto affermò l’europarlamentare, la torcia di un militante (sì, erano armati di torce, avete capito bene) cadde accidentalmente sul giaciglio dei due extra comunitari.

Nel 1993 è stato condannato a pagare 750 mila lire di multa (387 euro) per un episodio di violenza privata su un minore, risalente a due anni prima. Aveva in sostanza trattenuto per un braccio un venditore ambulante marocchino di 12 anni per consegnarlo ai carabinieri.

Era imputato, come Maroni e Bossi, nei processi alla “Guardia Padana” e nella perquisizione alla sede leghista ma si è salvato con depenalizzazioni e una prescrizione.

Le tv estere ancora si ricordano di quando montò sul treno Torino-Milano e andò a disinfettare i sedili occupati poco prima da alcune prostitute extracomunitarie.

Alcune frasi memorabili:

<<Non ho visto le prove, i patrioti sono patrioti e per me Mladić è un patriota. Quelle che gli rivolgono sono accuse politiche>> (commentando l’arresto del generale serbo Ratko Mladić, accusato di genocidio e responsabile del massacro di Srebrenica in cui persero la vita oltre 8.000 civili, 27 maggio 2011)

<<Italia, Italia vaffanculo!>> (urlato durante il discorso del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al Parlamento Europeo, 5 luglio 2005)

<<La Lega non cambia linea vogliono l’8 per mille? Noi ai clandestini bastardi gli diamo il mille per mille di calci in culo con la legge Bossi-Fini>> (citato ne la Repubblica, 23-06-2002)

<<Pensate se ai nostri nonni avessero raccontato che noi ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda!>> (Tratto da YouTube)


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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