I politici al microscopio: Nicola Zingaretti.

Nasce a Roma l’11 ottobre 1965.

Inizia ad occuparsi di associazionismo all’età di 17 anni, nel 1982, entrando nel Movimento per la Pace e fondando l’associazione di volontariato antirazzista “Nero e non solo”.

Nicola-Zingaretti-587x365Nel 1991 viene indicato ed eletto segretario nazionale della Sinistra Giovanile e nel 1992 entra nel consiglio comunale di Roma.

Tre anni dopo diventa presidente dell’Unione Internazionale della Gioventù Socialista (IUSY) e vice presidente dell’Internazionale Socialista (SI). Entrambi gli incarichi li manterrà fino al 1997.

Nel 1996, in occasione dell’Anno mondiale della Gioventù, viene scelto e nominato rappresentante viene nominato rappresentante nel Comitato delle Nazioni Unite e prende la parola all’Assemblea Generale dell’ONU.

A soli 33 anni, nel 1998, entra nella commissione incaricata di elaborare la piattaforma politica dei socialisti per il nuovo secolo “Progresso Globale”, presieduta da Felipe Gonzales.

Sempre dal ’98 diviene responsabile per due anni delle relazioni internazionali dei Democratici di Sinistra.

Nel 2000 viene eletto segretario dei Democratici di Sinistra della città di Roma.

È il marzo del 2004 quando viene candidato al Parlamento Europeo per la lista “Uniti nell’Ulivo” e riesce ad essere eletto con 213 mila preferenze. Visto il grande risultato, accetta di essere il capo delegazione dei deputati del suo gruppo.

Il 18 novembre 2006 vince al primo turno la competizione per la guida della segreteria dell’Unione regionale del Lazio dei Democratici di Sinistra, incarico che gli verrà riconfermato nell’aprile dell’anno successivo.

A seguito allo scioglimento dei DS e alla nascita del Pd, il 14 ottobre 2007 si candida alle primarie e viene eletto con 282 milaroma-presidente-della-provincia voti (85,31%) segretario del Pd nel Lazio.

Pochi mesi dopo (febbraio 2008) accetta la candidatura alla presidenza della Provincia di Roma per la coalizione di centrosinistra e il 28 aprile, dopo un turno di ballottaggio, diventa presidente con 1.001.490 voti di preferenza (51,48%) battendo lo sfidante Alfredo Antoniozzi (Pdl).

Il 28 giugno 2012, in una conferenza stampa presso la Casina Valadier, annuncia di volersi candidare alle primarie per la scelta dello sfidante da contrapporre al sindaco uscente Gianni Alemanno. Il 16 luglio, nel corso di una manifestazione da lui organizzata a Piazza San Cosimato, ufficializza la sua discesa in campo.

A settembre però cade il governo regionale di Renata Polverini, colpito dagli scandali di Fiorito & company. Zingaretti allora decide di fare dietrofront. Il 4 ottobre 2012 convoca una conferenza stampa (l’ennesima) e dichiara di volersi candidare definitivamente alla Presidenza della Regione Lazio. “C’è un’emergenza democratica che sarebbe un crimine sottovalutare e questa è una priorità assoluta”, sono le prime parole che usa per motivare la sua scelta.

A ridosso di Capodanno, il 29 dicembre, diventano effettive le sue dimissioni da Presidente della Provincia di Roma (presentate agli inizi del mese) e comincia così la sua campagna elettorale in vista del voto del 24 e 25 febbraio 2013 (coincidente con quello per il rinnovo del Parlamento nazionale e per il consiglio comunale capitolino).

Il motto della campagna sarà: “Immagina. Un nuovo inizio”.

Il 26 febbraio vince la competizione e viene eletto Presidente della Regione Lazio con 1.329.643 voti (40,65%), battendo il candidato della coalizione di centrodestra, Francesco Storace.

Nicola-Zingaretti-e-slogan.Il 20 marzo viene presentata la squadra di governo ed è qui che cominciano i primi problemi.

Ad inizio aprile, l’assessore alle Politiche sociali Paola Varvazzo si dimette perché il marito è stato indagato per concussione. A ruota segue il caso di Sonia Ricci , assessore all’Agricoltura rinviata a giudizio a causa di un incendio di rifiuti (anche plastici) scoppiato in un’azienda agricola. Al momento dell’incendio era l’unica presente. Zingaretti però, a differenza della Varvazzo, “perdona” l’assessore Ricci, definendo il reato imputatole “neanche lontanamente ipotizzabile contro la pubblica amministrazione”.

Maurizio Venafro, capo di gabinetto di Zingaretti prima alla Provincia e adesso alla Pisana, ha invece ben altri problemi. Come ci racconta il settimanale l’Espresso“ è accusato di concorso in bancarotta fraudolenta. L’inchiesta è incentrata sul fallimento della cooperativa Planet Work, al tempo socio privato della società pubblica All Clean creata dalla municipalizzata Ama (con il compito di cancellare le scritte dei writers sparse per la città) e di cui Venafro è stato presidente. Secondo il pm Giorgio Orano i dirigenti della cooperativa (tra cui il fratello di Sabrina Ferilli) avrebbero distratto risorse dalla Planet Work girandole ad altre srl e Venafro avrebbe coperto le attività illecite. Zingaretti fa spallucce: pur se indagato, al suo capo di gabinetto non sembra voler rinunciare (anche se gli ha tagliato lo stipendio a 170 mila euro, 10 per cento in meno rispetto alla precedente amministrazione) ”.

Altra questione, quella riguardante Michele Baldi (nella foto a destra), capogruppo della Lista Civica Zingaretti alla Pisana. Baldi è stato consigliere comunale a Roma per Alleanza nazionale, consigliere nel cda della As Roma Calcio per 9 anni, capogruppo di Forza Italia al Campidoglio nel 2005. Nel 2008 lascia Berlusconi e fonda Forza Roma-Avanti Lazio, per poi cambiare nome in Movimento79903 per Roma e per il Lazio. Nel 2013 accetta la candidatura alla Regione Lazio.

Il primo quotidiano che ne ha parlato è stato “La Notizia Giornale”, attraverso la penna di Clemente Pistilli: Baldi è accusato dalla procura di Perugia di aver falsificato le firme degli elenchi del suo ultimo Movimento con cui si candidò a Presidente per le regionali del 2010. Tra le firme contraffatte, anche quella di un magistrato del tribunale di Latina, che si è accorto del tutto e ha denunciato il fatto ai colleghi. Il rinvio a giudizio di Baldi è arrivato qualche giorno fa, deciso dal giudice Lidia Brutti del Tribunale di Perugia. Il capo d’accusa è falsità in scrittura privata. Il processo partirà il 5 marzo prossimo.

Altro nome non proprio spendibile è quello di Luca Fegatelli – ex capo della direzione regionale Energia e rifiuti, ex capo del dipartimento del Territorio – nominato oggi Presidente dell’Abecol, l’agenzia per i beni confiscati alle organizzazioni criminali nel Lazio. Il fatto grave è che sia stato arrestato il 9 gennaio scorso per associazione a delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti. Insieme a lui sono finiti in manette il patron di Malagrotta, Manlio Cerroni; Raniero de Filippis, altro dirigente della Regione e Bruno Landi, ex Presidente della giunta laziale.

L’accusa sostiene che gli arrestati avrebbero armonizzato «le scelte politiche e amministrative della Regione Lazio alle esigenze di profitto delle aziende di Cerroni», operando per «evitare la chiusura dell’impianto» e rimuovendo «i funzionari non allineati», mentre «ostacolavano imprenditori concorrenti» e «agevolavano l’accoglimento delle tariffe proposte dal Cerroni».

De Filippis , ex direttore per le Politiche sociali durante l’era Polverini, è stato indicato da Zingaretti come capo delle Infrastrutture, anche se la Corte dei conti gli ha recentemente imposto di risarcire la Regione per un danno erariale di 750 mila euro.

img-1303221801-img_1303221600_civitaTorniamo alla giunta regionale, con un altro “accusato”: l’assessore ai Rifiuti Michele Civita.

Citiamo di nuovo da “l’Espresso”:  “ Nell’informativa che i carabinieri del Noe inoltrarono ai giudici di Velletri […] spuntano alcune intercettazioni tra il solito Cerroni e l’attuale assessore ai Rifiuti Michele Civita (che però non risulta essere mai stato indagato). Telefonate del 2010 che “L’Espresso” ha letto e che secondo i militari comprovano «l’influenza e la illimitata persuasione di cui è capace l’avvocato Cerroni». Civita, al tempo assessore provinciale all’Ambiente, viene definito «il diretto referente di tutte le vicissitudini e problematiche prospettate da Cerroni», in quel momento assai preoccupato dal fatto che i carabinieri, durante un controllo, avevano scoperto che un importante impianto (quello di Roccacencia) lavorava con un’autorizzazione scaduta da dieci anni, «nonché privo dei requisiti tecnici previsti dalla normativa di settore» ”.

L’elenco si chiude con Manuela Manetti, dirigente della Provincia di Roma scelta per sostituire Fegatelli alla direzione Rifiuti, che è stata rinviata a giudizio per truffa e turbativa d’asta a causa di presunte irregolarità su un appalto pubblico (relativo al servizio bus per disabili organizzato dalla stessa Provincia). Il 24 dicembre 2013, però, è stata prosciolta dalle accuse.

E’ questa la nuova regione che immaginiamo?


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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