I politici al microscopio: Pierferdinando Casini

Nasce a Bologna, il 3 dicembre 1955. Laureato in Giurisprudenza, dopo essere stato per diversi anni un semplice dirigente d’azienda, nel 1980 diventa consigliere comunale per la Dc nella sua città. Braccio destro prima di Antonio Bisaglia e poi di Arnaldo Forlani, Casini entra in parlamento nel lontano 1983. Dopo la stagione di Tangentopoli, nel 1994 fonda il Centro Cristiano Democratico (CCD) insieme a Mastella e si allea con Berlusconi.

Nel 2001 – con la nuova vittoria di Berlusconi – Casini diventa Presidente della Camera. Nel 2002, il Ccd si fonde con i Cristiani Democratici Uniti (Cdu) di Buttiglione e confluiscono entrambi nell’odierna Udc, di cui Casini diventa leader nazionale. Nel 2008, Berlusconi fonda il Popolo della Libertà e, una volta entrato Fini con la sua Alleanza Nazionale, chiede a Casini di sciogliere la sua Unione di Centro. Pierferdinando declina l’offerta e corre da solo alle elezioni, portando in Parlamento 36 deputati e 5 senatori.

Nel dicembre del 2010 fonda – insieme a Gianfranco Fini (Futuro e Libertà), Francesco Rutelli (Alleanza per l’Italia) e Raffaele Lombardo (Movimento per le autonomie) – il Nuovo Polo per l’Italia, detto volgarmente Terzo Polo.

Sempre pronto ad allearsi con il Pd, dal novembre scorso è tra i leader che compongono la maggioranza del Governo Monti. Molto critico verso tutti quei partiti che fanno “anti politica”, ha sempre ripreso l’Idv e il suo leader Di Pietro, affermando senza indugio che non fanno politica, che urlano solamente e che se il Pd si alleerà con loro nel 2013, il Terzo Polo correrà in solitaria.

Queste critiche però, cozzano con le affermazioni dello stesso Casini il quale, quando era portavoce di Forlani (1995, in piena Tangentopoli ndr), si sperticava le mani a forza di applaudire l’operato di Tonino e invitandolo ad entrare in politica con il centrodestra: <<Caro Di Pietro, i tuoi articoli (…) rivelano passione civile e senso dell’opinione pubblica e mi inducono a darti un caloroso e rispettoso “benvenuto” (…) Ho trovato nelle tue parole qualche assonanza con lo sforzo che anche noi stiamo facendo per moderare i toni della contesa e per superare le derive ideologiche che costituiscono il retaggio di un tempo andato>> (Lettera aperta a Di Pietro, “La Stampa”, 24 marzo 1995)

<<Spero che Di Pietro in politica contribuisca a saldare il rapporto incrinato tra l’opinione pubblica e i suoi rappresentanti>> ( “La Stampa”, 4 aprile 1995).

<<Per Di Pietro ci vuole un ruolo di primo piano nell’alleanza di centro-destra, la sua collocazione più naturale. Dovrebbe essere uno dei leader della coalizione>> (14 aprile 1995).

Sposato in prime nozze con Roberta Lubich (due figlie: Maria Carolina e Benedetta) nel 1998 divorzia, chiede l’annullamento alla Sacra Rota e si fidanza con Azzurra Caltagirone, figlia del potentissimo Francesco Gaetano, che nel 2004 gli darà la terza figlia. Pierferdinando e Azzurra si sposeranno nel 2007, in municipio. Naturalmente, con un divorzio alle spalle e con la sua netta contrarietà all’equiparazione giuridica tra coppie di fatto e coppie sposate, Casini è sempre in prima fila ad ogni Family Day.

Caso Totò Cuffaro. Nel 2005, l’ex senatore e Presidente della regione Sicilia – attualmente detenuto a Rebibbia – viene rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. Attraverso Antonio Borzacchelli, deputato regionale; Domenico Miceli (ex assessore alla sanità del comune di Palermo in quota Udc, molto amico di Cuffaro) e grazie alle talpe presenti nella DDA di Palermo, Totò raccontò a Michele Aiello, medico indagato per associazione mafiosa (perché ritenuto, dalla Procura di Palermo, il prestanome di Bernardo Provenzano) e a Giuseppe Guttadauro, boss mafioso, notizie riservate legate a indagini sul loro conto.

L’anno successivo (2006 ndr), Cuffaro verrà ricandidato dall’Udc a senatore e dal centrodestra per un secondo mandato alla presidenza della regione. Vincerà di misura contro Rita Borsellino. Casini, in quel periodo andava in giro per le televisioni, a dire che sull’innocenza di Cuffaro: <<metto non una, ma due mani sul fuoco>>.

Nel 2008, dopo la condanna in primo grado a 5 anni per favoreggiamento semplice di stampo mafioso e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, Casini lo ricandida senatore. Il 31 marzo, negli studi di Michele Santoro, il genero di Caltagirone dichiara che, sul caso Cuffaro: <<mi assumo la responsabilità politica davanti al paese>>.

Due anni dopo, il 23 gennaio 2010, la Corte d’Appello di Palermo condanna l’ex senatore a 7 anni per favoreggiamento aggravato alla mafia, pena che verrà confermata un anno dopo in Cassazione e che porterà Cuffaro, dopo l’autorizzazione del Senato, a consegnarsi – con il pigiamino a righe – al carcere di Rebibbia.

Quel che mi chiedo, a questo punto, è: perché Casini non si scusa, invece di dire che Cuffaro ha accettato la pena, non è scappato (!!!) e sta scontando con dignità la sua detenzione?

Caso Enav. Nell’agosto 2011, Marco Lillo, ci racconta dalle colonne de Il Fatto Quotidiano come l’imprenditore Tommaso Di Lernia, abbia accusato il leader dell’Udc di aver ricevuto, tramite il tesoriere Giuseppe Naro (condannato in Cassazione a 6 mesi per abuso d’ufficio e indagato per finanziamento illecito in quest’inchiesta Enav) 200.000 euro da destinare allo stesso partito. L’imprenditore, indagato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Finmeccanica, afferma di averli consegnati all’on. Naro, poiché Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa (segretario dell’Unione di Centro) non sarebbero stati presenti a causa di impegni elettorali.


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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