I risparmi di Renzi. Che fine hanno fatto i consiglieri provinciali?

“Avanti come rullo compressore” disse Matteo Renzi per l’abolizione “schiacciante” delle province. Ma che fine hanno fatto i tanti consiglieri provinciali? Perché così tante persone, dirigenti di partito e non, e super-consiglieri con diversi mandati alle proprie spalle non hanno protestato per il loro esproprio?

Il disegno di legge, quello del sottosegretario Graziano Delrio, finge di modificare la Costituzione – tramite l’abolizione delle province – ma in realtà stravolge semplicemente la struttura di quest’ultime… un po’ come fece Alemanno accorpando i municipi romani e portandoli da 19 a 15, tagliando così le tante poltrone dei consiglieri municipali, assessori e presidenti. Peccato che Alemanno dopo la riduzione dei municipi aumentò gli assessori in tutte le vecchie circoscrizioni da 4 a 6. Alemanno docet.

provinciaroma1001Basta spese pazze! Arrivano le città metropolitane che faranno risparmiare i cittadini; dentro (con elezioni di secondo livello) i consiglieri comunali e sindaci dei comuni dell’ex provincia, perché sono finiti i tempi d’oro. “Ma beato a te”, a Roma i 40 nuovi consiglieri metropolitani hanno già capito tutto tanto da inviare al commissario della provincia molte richieste per computer, segreterie, telefoni ed uffici per un totale di 1,4 milioni di euro. E pensare che si sono appena insediati.

La questione non finisce qui perché il testo di Delrio, ex amministratore comunale de La Margherita, prevede – furbescamente, a detta di alcuni – un reintegro dei consiglieri provinciali nei vari comuni. Come? Innanzitutto deputati e senatori in carica potranno occupare, oltre all’incarico parlamentare, quello di sindaco, assessore e consigliere in comuni con una popolazione fino a 15.000 abitanti. Poi, sempre per risparmiare, i comuni fino a 1.000 abitanti passano da 6 a 10 consiglieri comunali. Ed i comuni fino a 3.000 abitanti? Tranquilli, anche loro passano da 6 consiglieri a 10, più un regalo della Presidenza del Consiglio di  2 assessori. Il meglio arriva però con le “mega città” composte da 5.000 abitanti: a loro spetteranno 12 consiglieri, anziché 7, e ben 4 assessori.

Tiriamo le somme? Per risparmiare su 1.774 amministratori provinciali ci troviamo ad avere oltre 31.000 consiglieri ed assessori. Ecco dove sono finiti i deputati provinciali. Vogliamo contare le annesse segreterie dei gruppi e degli assessorati? In media un assessore di un piccolo centro abitato ha a propria disposizione uno o due segretari, moltiplicate per 5.000 assessori. Per fortuna che Renzi ha abolito le province.


About

Nato a Roma nel 1996, studente di Scienze Politiche (La Sapienza). Coordinatore di circolo per la federazione di Roma di Sinistra ecologia libertà (Sel) e componente il Comitato nazionale de L'Altra Europa con Tsipras; impegnato nell'associazionismo studentesco, membro per la Federazione degli studenti dell'esecutivo romano, consigliere di Giunta d'Istituto e membro della Consulta provinciale degli studenti di Roma. BLOGGER DI WILD ITALY.


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