L’Italia, se ritiene di essere uno stato all’avanguardia, rispettoso dei diritti umani e civili, sostenitore delle libertà civili ed esempio di cultura e civiltà, non può accogliere un dittatore sanguinario e criminale.
E’ già la seconda volta da qualche mese a questa parte. La nostra nazione, in nome di alcuni accordi industriali e commerciali, abbassa il capo dinnanzi ad un leader politico di indiscussa malvagità che mantiene la Libia in uno
stato di oblio civile e sociale. Sembra che dinnanzi al soldo, nessun ideale abbia più valore.
Ciò che più stupisce è il fatto che non solo l’élite politica è disposta a prestarsi a questa vergogna. Mi piacerebbe, infatti, conoscere e sentire le ragioni di quelle duecento ragazze ben vestite che hanno accolto, ascoltato ed accontentato Gheddafi.
Qualsiasi cosa è concessa. Le visite del tiranno nel nostro paese sono essenzialmente degli spot alla sua persona che ostentano la potenza del suo carisma e della sua dittatura. Tacere, in casi come questo, significa essere complici. Abbassare il capo significa approvare una situazione che per anni abbiamo imparato a rifiutare e respingere. Forse, noi nati in democrazia, non ne abbiamo capito a fondo il valore: non siamo coinvolti in quest’idea di libertà. E, allo stesso modo, non ci rendiamo conto dell’arretratezza e dei rischi che arreca con sè una dittatura.
Chi dorme nella democrazia si sveglia nella dittatura
EMANUELE MAZZUCA















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