Ignazio Marino

Ignazio Marino, Virginia Raggi: altro che “accanimento mediatico”

C’è una parola, anzi due, che vanno particolarmente in voga negli ultimi anni. Sono cominciate ad aleggiare durante la crisi della giunta Marino e riecheggiano prepotentemente oggi, unite a un “lasciamoli lavorare”. Le due parole sono: “ accanimento mediatico ”.

Un’accusa che, se fossimo un paese serio dove la stampa viene tenuta realmente in considerazione (e dove non ci siano mele marce che non svolgono onestamente il proprio lavoro), farebbe abbastanza ridere.

Ogni uomo, donna, gatto, cane e canarino che decide di fare politica è cosciente – se non lo è allora è fuori dal mondo – che la propria vita privata e il proprio lavoro amministrativo verrà messo sotto esame da tutti, giornalisti inclusi.

Parlare – generalizzando – di una stampa collusa, venduta, partigiana e che si accanisce mediaticamente contro qualcuno non sta quindi in piedi. Serve unicamente a sedare le critiche, a tacciare le opposizioni e a concepire la vita democratica di una città o di un paese con una visione altamente distorta.

Su e di Virginia Raggi dalle colonne di questo giornale sottolineiamo punti critici e positivi da quando è in carica.

Con Ignazio Marino non siamo stati da meno. Anche durante la sua consiliatura piovevano frasi come quelle sopracitate ma oggi su di lui registriamo però un dato: la Procura di Roma ha chiesto una condanna a tre anni, un mese e dieci giorni di reclusione per l’imputazione di peculato e falso in relazione all’utilizzo della carta di credito del Comune e per concorso in truffa per i compensi destinati a collaboratori “finti” quando Marino era il rappresentante legale della sua onlus “Imagine”.

Sulla vicenda della Onlus ne abbiamo già parlato qui.

Lo “scontrino-gate”, è ancora più impressionante: l’accusa parla di 56 cene per una spesa di 12mila euro (solo tra il 2013 e il 2015). A onor del vero bisogna dire che questa cifra è stata successivamente restituita dall’interessato e che l’ex inquilino del Campidoglio, da parte sua, ha solo richiesto il rito abbreviato, ponendo come condizione l’acquisizione di una perizia grafologica, per capire chi ha firmato le ricevute di quelle spese, e di una nota del suo ex capo di gabinetto che spiega cosa si intendesse per spese di rappresentanza.

Nonostante tutto ciò, l’Avvocatura del Comune di Roma, rappresentata da Enrico Maggiore, su questo faldone di indagine ha avanzato però la richiesta di risarcimento: 100mila per il danno funzionale e altri 500 mila per il danno di immagine.

Proprio per via della restituzione dei 12mila euro, l’avvocato Maggiore ha sottolineato come sia venuto meno il presupposto per un danno patrimoniale.

Cosa rimane alla fine? Rimane tanta amarezza per le accuse piovute quando cercammo di parlare di questi casi. L’amarezza è per una politica che, dall’ambito locale a quello nazionale, viene sempre più vista come uno scontro tra tifoserie, tra i pro e i contro, tra i “gufi” e i progressisti, tra i “piddini” e i “grullini”, tra i “berlusconiani” e i “renziani”, tra chi si “accanisce” e chi “lascia lavorare”.

Siamo questo ormai. Siamo un nomignolo, siamo uno slogan preconfezionato da vomitare sull’avversario.

Altro che accanimento mediatico…qui c’è un paese, un senso di comunità e di democrazia da ricostruire.

La stampa, in questo marasma, ha un solo compito: tenere la barra dritta e non perdere la rotta. Perlomeno ci deve provare, in questi che sembrano essere tempi sempre più difficili.


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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