Il 2016 sarà l’anno dei diritti per gay, lesbiche e trans?

Dal 1989 l’Europa si muove incessantemente verso il riconoscimento dei diritti per le persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisex e Trans). Fu la Danimarca ad inaugurare il cammino dei diritti, con il riconoscimento delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. A ricordarcelo è una gif animata, divenuta virale, che ha messo in risalto l’evidente ritardo italiano.

Il tempo dei diritti LGBT in Europa non ha ancora toccato l’Italia. Ultimi con la necessità di un’immediata svolta

Posted by Gay Center on Martedì 29 dicembre 2015

Il 2015 si chiude con la Grecia, l’altro grande ritardatario, che ha finalmente messo riparo a questa mancanza. Il 2015, però, è stato anche l’anno degli Stati Uniti, che hanno riconosciuto il matrimonio tra persone dello stesso sesso, inserendosi anche loro in un percorso ancor più grande di quello europeo, che aveva già toccato Stati importanti come l’Argentina o il Brasile. Oggi l’Italia resta sempre più sola, con l’ammissione dello stesso Matteo Renzi di essere in ritardo. Il 26 gennaio approderà in aula, al Senato, per la prima volta un testo che tende a regolamentare le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Ed è proprio per questo importante capire la cronistoria europea dei diritti LGBT, per meglio intendere l’enorme necessità che ormai gli altri paesi hanno già colmato.

diritti

La mappa dei Paesi europei che hanno legalizzato matrimoni e unioni civili tra omosessuali (111mm x 100mm)

1989. Danimarca. Unioni Civili. Parte da Copenaghen il percorso di riconoscimento dei diritti LGBT. E’ infatti la Danimarca a divenire il primo paese nel mondo a riconoscere le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

1993. Norvegia. Unioni Civili. La Norvegia, paese extra UE, era stato già il primo paese a dotarsi nel 1981 di una legge contro l’omofobia.

1995. Svezia. Unioni Civili.

1996. Islanda. Unioni Civili. L’Islanda sarà il primo paese al mondo, nel 2006 ad eleggere un capo di governo dichiaratamente omosessuale, in tal caso la lesbica  Jóhanna Sigurðardóttir.

1998. Paesi Bassi. Unioni Civili. L’Olanda ha il primato di aver inaugurato il primo monumento alla memoria delle vittime omosessuali del nazismo. Inoltre quest’anno Amsterdam ospiterà il 23° Europride, in cui mancava dal 1994.

1999. Francia. Unioni Civili. La Francia è il primo dei grandi paesi europei a riconoscere diritti same-sex, con l’istituzione dei PACS. Ad essere Presidente della Repubblica, in quel periodo, Jacques Chirac, di centro destra.

2000. Belgio. Unioni Civili.

2001. Germania e Portogallo. Unioni Civili. La sinistra di Schroder porta la Germania a divenire il secondo paese europeo, dopo la Francia, a regolamentare le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Intanto il Portogallo apre la strada per i paesi del sud europa.

2001. Paesi Bassi. Matrimonio. L’Olanda è il primo paese al mondo a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso, comprensivo di adozione.

2002. Finlandia. Unioni Civili.

2003. Belgio. Matrimonio. Il Belgio diviene il terzo paese a riconoscere il matrimonio same-sex dopo Olanda e Sudafrica.

2004. Spagna e Lussemburgo. Unioni Civili. La Spagna, altro grande Stato europeo, riconosce le unioni civili. Intanto il Lussemburgo completa il quadro del Benelux.

2005. Spagna. Matrimonio. In Spagna Zapatero istituzionalizza matrimonio e adozioni tra persone dello stesso sesso. E’ il primo paese del sud europa, e uno dei primi al mondo.

2005. Regno Unito e Andorra. Unioni Civili. Gordon Brown, Primo Ministro del Partito Laburista, istituisce la Civil Partnership. Il piccolo principato di Andorra fa lo stesso e riconosce le unioni civili. In tutti e due i casi viene introdotta anche l’adozione.

2006. Repubblica Ceca e Slovenia. Unioni Civili. Passaggio storico: due paesi dell’ex blocco comunista, riconoscono i diritti per le coppie gay e lesbiche.

2007. Svizzera. Unioni Civili. Anche la Svizzera, paese extra UE, di confine con l’Italia, apre alle unioni civili tra persone dello stesso sesso.

2009. Norvegia e Svezia. Matrimonio.

2009. Ungheria. Unioni Civili. Un altro paese ex sovietico che segue il cammino dei diritti LGBT.

2010. Portogallo. Matrimonio.

2011. Austria. Unioni Civili. Anche l’Austria riconosce le coppie same-sex. A questo punto l’Italia è circondata. Tutti i paesi confinanti hanno approvato le unioni civili.

2011. Irlanda, Lussemburgo e Liechtenstein. Unioni civili. La cattolicissima Irlanda approva le unioni civili. Fa lo stesso il piccolo stato del Lussemburgo, che attualmente conta un Primo Ministro dichiaratamente omosessuale.

2012. Danimarca e Islanda. Matrimonio.

2013. Francia. Matrimonio.

2014. Inghilterra, Scozia e Galles; Lussemburgo; Finlandia. Matrimonio. Il governo di centro destra di David Cameron approva il matrimonio egualitario, resta esclusa l’Irlanda del Nord.

2014. Malta e Croazia. Unioni Civili. Malta, che solo nel 2011 aveva introdotto il divorzio, riconosce unioni civili e adozione same-sex. Una Croazia fresca di UE, legalizza le unioni same-sex.

2015. Irlanda. Matrimonio. Tramite istituto referendario l’Irlanda vota “sì” al matrimonio per tutti.

2015. Grecia e Cipro. Unioni civili. La Grecia di Tsipras supera l’Italia nella classifica degli ultimi, e pone fine ad un imbarazzante ritardo. Cipro aveva fatto lo stesso nel corso del 2015.

2016. E il tempo dell’Italia?


About

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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