Il bel paese della Banda Bassotti

I clandestini che non hanno un lavoro regolare, normalmente delinquono.” Letizia Moratti, 10 maggio 2010

Da questo dobbiamo dedurre che i clandestini che non hanno un lavoro regolare abbiano in cambio un’abilità innata ad integrarsi agli usi e costumi italiani.

E’ seccante essere derubati da un clandestino disoccupato: un portafoglio sfilato in tram, un cellulare rubato mentre ci si distrae al bar, la radio rubata dall’auto e immaginatevi tutte le altre possibili situazioni che magari avete vissuto in prima persona. E’ strano come questi piccoli furti, da qualche centinaio di euro, diano così fastidio ad un popolo che quotidianamente viene derubato e deruba senza fiatare. Razzismo? Macchè! Gli italiani non sono certo razzisti! Sono solamente invidiosi di quanto i clandestini che non hanno un lavoro regolare, siano integrati nelle usanze del bel paese, tanto da confondersi con gli italiani stessi.

In Italia la corruzione costa ai cittadini circa 50 miliardi di euro all’anno in base alle stime di Transparency International Italia. Se ogni cittadino italiano (a fine Novembre 2009 erano 60.325.805) pagasse per risarcire questo danno, dovrebbe versare 829 euro allo Stato annualmente. Considerando i giovani che studiano, i disoccupati e i cittadini in pensione, capite che la cifra che effettivamente ogni lavoratore versa allo stato è praticamente doppia.

Ogni anno, ogni lavoratore, è vittima di un consistente furto effettuato da italiani nei confronti di altri italiani, altro che i clandestini tanto cari a Moratti & C. Eppure pochi sembrano lamentarsi, forse perché il furto subito è compensato con il furto attuato ai danni dello Stato. L’evasione fiscale che nel 2007 ammontava a 270 miliardi di euro, in controtendenza con tutti gli altri indici economici, è salita nel 2009 a 369 miliardi di euro. Almeno in questo siamo primi in Europa, davanti anche a Romania, Bulgaria, Estonia e Slovacchia (secondo la ricerca condotta nel 2009 da KRLS Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani). Seguendo il calcolo precedente, è come se in media un cittadino rubasse dalle casse statali 6.116 euro all’anno. Certo, ci sono gli onesti (pochi a vedere i numeri) ma è dura pretendere che gli altri vivano nella pulizia quando noi stessi viviamo nell’immondizia.

Un clandestino colto in flagranza non può essere espulso se ha altri processi in corso. Per rendere efficace il reato di clandestinità occorre assorbirlo in altre fattispecie di reato”. Letizia Moratti, 10 maggio 2010

Perché mai dovremmo espellere un clandestino colto in flagranza di reato quando il bel paese ha come presidente del consiglio un plurindagato e corruttore per sillogismo?

Perché mai dovremmo espellere il povero clandestino che tanto si prodiga per l’integrazione quando non siamo nemmeno in grado di espellere dalla Camera dei Deputati Nicola Cosentino sul quale pendeva una richiesta di arresto per concorso esterno in associazione camorristica?

Cara Moratti e cari italiani, se anche fosse vero che “i clandestini che non hanno un lavoro regolare, normalmente delinquono” , questo fatto non ci deve rendere gelosi delle nostre tradizioni che vengono adottate con estrema velocità e facilità dai nuovi arrivati nè tantomeno dobbiamo essere sorpresi. Uno Stato che si basa sulla corruzione, sull’evasione fiscale e sulla mafia cosa può pretendere? Siamo per naturale vocazione importatori di illegalità, eppure ci meravigliamo quando non siamo noi a commetterla.

SCRITTO DA FABIO PER Voglio Resistere



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