Il Berlusconi anziano e le prime (timide) domande di Fazio

Per commentare la performance di Berlusconi da Fazio è necessario dimostrare il tatto che si ha – solitamente – per le mummie: non c’è stata apparizione, come quella di domenica scorsa a Rai 3, dove l’ex Cavaliere non sia apparso come un uomo fuori dal tempo. Non solo per le sue rughe, ma per la sua retorica e la sua stanchezza, venuta fuori con tutta la sua forza. Ha espresso idee che sarebbero vecchie in ogni Paese normale, ma sono ancora attuali, visto che le vediamo reincarnate nei nuovi politici che dovevano sostituirlo.

E’ anche un giorno buono però, visto che Fazio (per la prima volta in 12 anni), ha punzecchiato un suo ospite. Anche se lo ha fatto in maniera irrispettosa: è facile, ora, incalzare un morto o uno che non conta più nulla. Oppure quello che per antonomasia era il “cattivo”, mentre i pessimi erano gli altri. Non ci dimentichiamo di certo che da lui nessun personaggio esce distrutto. Memorabili le serate in cui aveva ospite Pierferdinando Casini, trattato al pari di un De Gasperi solo perché, sui giornali, criticava l’allora premier di Arcore e si avvicinava all’ineffabile Bersani. Il tutto condito con degli applausi caldi e ampiamente studiati.

Oggettivamente le domande – parola da prendere con la massima delicatezza – c’erano: dal perché insistere con la politica, al quesito che affolla i bar secondo il Corriere e la Repubblica «chi sarà a sostituirla in Forza Italia?», «ce l’ha con i comunisti, ma vende il Milan ad un comunista», «come, Lei ha detto che con le tv non si vincono le elezioni», «se la prende con i governi tecnici, ma due di questi – Monti e Letta – li ha votati»

Il siparietto, almeno a nostro modo di vedere, è riuscito: Fazio ha fatto la parte del cattivello e Berlusconi ha recitato la sua parte, logora, senza alcuna novità. L’ex premier dimostra di essere ancora un pubblicitario fenomenale, toccando temi che stanno ancora a cuore agli italiani come il peso fiscale, la disoccupazione e l’inutilità di un dibattito sulla legge elettorale. Soprattutto ha parlato al suo pubblico: quello over 60. Vista la platea d’ascolto di Che tempo che fa.


About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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