Il boomerang contro i pm e la carenza di pensiero

“L’inchiesta sarà un boomerang per i pm”. Così Silvio Berlusconi risponde ai giornalisti che gli chiedono se si dimetterà o meno. Parliamoci francamente: questa frase non è affatto lesiva nei confronti dei pubblici ministeri, perchè al suo interno può contenere una realtà da non sottovalutare. È per questo innegabile che ogni inchiesta, in qualche modo, può rivelarsi un boomerang per i pm, perchè, in caso di assoluzione e quindi di innocenza da parte dell’indagato, in qualche modo potrebbe venir meno la credibilità degli accusatori. Ecco perchè non è una frase da strumentalizzare ma anzi, in qualche modo, da auspicare. Se ci dovesse essere una assoluzione piena, ne saremmo tutti più felici, sapendo che il nostro Presidente del Consiglio non si tromba minorenni e non va a puttane.

E allora dov’è il problema? Ebbene, il problema nasce quando, a quella affermazione, seguono queste: “Presto in aula porteremo le modifiche sulla legge per le intercettazioni”, “Non è possibile accettare che un cittadino italiano, sottoposto a processo, una volta assolto, possa essere richiamato per lo stesso reato in Cassazione”. O quando si leggono queste notizie: “Pressing del Pdl sul processo breve”.
Ecco che allora la cosa cambia e ne nasce, appunto, un problema. Il boomerang non è quello del far sentire le proprie ragioni in tribunale e farsi assolvere perchè, realmente, quel reato non lo si è commesso. No, assolutamente. La “legnata di rinculo” (scusate il francesismo!) arriverà distruggendo il lavoro dei magistrati, impedendogli di indagare sui reati e distribuendo ostacoli imponenti e invalicabili sulla strada della legalità.
NO! Questo non è accettabile. Non è legale. Non è costituzionalmente possibile. “La magistratura costituisce un ordine autonomo ed indipendente da ogni altro potere” (art. 104 Cost.). Ergo, l’intromissione di altri poteri all’interno di questa “istituzione” non può avvenire e non deve succedere. Eppure i tg e i giornali ne parlano come se fosse una cosa da nulla. Sì, è vero, si tratta della solita minestra riscaldata che, come ogni minestra riscaldata, ha pure rotto un pò le balle. Questa volta, però, in uno scenario sempre più privo di etica, si fa tutto alla luce del sole. Se prima B. non diceva di voler affrontare i pm facendogli delle leggi contro, ma se le faceva fare dai suoi avvocati – sbandierando poi il solito “io non l’ho mai chiesta questa legge” – ora è spudoratamente proclamato.

Eppure, forse per abitudine (o forse per mancanza di ragionamento) la gente non ci arriva. Non siamo più abituati a pensare con la nostra testa. Se leggo un giornale, qualunque giornale, questo mi dice già cosa devo pensare riguardo un determinato argomento. Mi suggerisce, in modo subdolo, chi è il buono e chi è il cattivo.
Questa non è informazione ma è propaganda. Non ragionare con la propria testa porta all’elettroencefalogramma piatto, che, di conseguenza, porta alla morte. Non una morte fisica ma ad una morte intellettuale.

Stanno facendo franare in modo plateale e inesorabile quella massima di Cartesio che faceva dell’essere umano un vivente perchè pensante: “Cogito ergo sum“(Penso dunque sono). Cadendo il cogito (penso), cade di conseguenza la certezza di esistere. E vi ricordo, per di più, che Cartesio redasse il suo pensiero rifacendosi, probabilmente, alla filosofia di Agostino che, mille anni prima, in modo opposto ma non per forza incomparabile, si rifaceva alla affermazione “Si fallor sum” (se sbaglio esisto), ponendo alla base del pensiero il dubbio, e il dubbio è esistente in quanto esiste una verità.

Tornando ad oggi, il dubbio è più che lecito e, per di più, ci rende maggiormente colti; perchè il dubitare, è sicuro, stimola la nostra voglia di conoscenza e di approfondimento. Ci risveglia da un torpore in cui cercano di avvolgerci. Ci fa riprendere da quella linea piatta dell’encefalogramma descritta prima, per portarci alla consapevolezza di essere parte viva di una società che non merita di morire. E dissolvendo i nostri dubbi solo con la consapevolezza della verità che oggi, pur non collegandosi in nessun modo ad Agostino o Cartesio, una sentenza processuale può portare, la nostra mente si fa spazio per far entrare altri dubbi, altre curiosità ed altre conoscenze delle quali, ogni essere umano, non dovrebbe mai sentirsi sazio.

E allora, in tutta franchezza, vi chiedo: è giusto che, per affrontare i pm, Silvio Berlusconi, accusato di concussione e favoreggiamento alla prostituzione minorile, in quanto Presidente del Consiglio, possa permettersi di fare delle leggi che impediscano, o per lo meno ostacolino, l’iter processuale rendendo vano tutto quello che è stato scoperto e rendendo vana la possibilità a lui stesso di smentire quelle cose?
Tu, cittadino comune, avresti questa possibilità? Se ti accusano di un furto che, veramente, non hai commesso, puoi fare delle leggi che impediscano alle indagini di svelare la verità? No, non puoi e vai in tribunale a dimostrare che si sbagliano. Perchè lui deve essere – come ha detto più volte : “Più uguale degli altri” ?

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


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