Nel 1990 la Corte d’Appello di Venezia, ritiene falsa la sua testimonianza a proposito della sua iscrizione alla Loggia P2, ma dichiarò il reato coperto dall’amnistia appena varata dal Parlamento.
- All Iberian 2: per i falsi in bilancio relativi a 1200 miliardi di fondi neri su conti esteri , assoluzione “perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato”, nel senso che lo stesso imputato Berlusconi l’ha depenalizzato per legge.
- Medusa Cinema : condanna in primo grado a 1 anno e 4 mesi per 10 miliardi di fondi neri accantonati, nell’ambito della compravendita della casa cinematografica, su alcuni libretti al portatore del Cavaliere; il quale però, in appello, viene assolto con formula dubitativa (art. 530 comma 2) perchè è così ricco che potrebbe non essersi accorto del versamento da parte del manager Carlo Bernasconi (condannato).
- Terreni di Macherio : assoluzione in primo grado dall’appropriazione indebita e dalla frode fiscale (4,4 miliardi di lire pagati in nero all’ex proprietario dei terreni che circondano Villa Belvedere, dove vive Veronica con i figli di secondo letto) e prescrizione dei falsi in bilancio di due società immobiliari; in appello sentenza confermata e assoluzione anche da uno dei due falsi in bilancio, mentre il secondo rimane coperto da amnistia.
- Caso Lentini : per i 10 miliardi di lire versati in nero dal Milan al Torino in cambio dell’acquisto del calciatore Gianluigi Lentini, il reato di falso in bilancio viene dichiarato prescritto grazie alle attenuanti generiche e alla riduzione dei termini di prescrizione prevista dalla riforma del reato voluta dal Governo Berlusconi.
- Bilanci Fininvest 1988-92 : archiviazione per prescrizione dei reati di falso in bilancio e appropriazione indebita nell’acquisto di diritti televisivi da parte di alcune società off-shore del gruppo Fininvest, sempre a causa delle attenuanti generiche e dei termini abbreviati dalla legge Berlusconi.
- Consolidato Fininvest : ancora prescrizione, grazie alle generiche e ai nuovi termini della legge Berlusconi, anche per il processo relativo ai falsi in bilancio su 1500 miliardi di fondi neri accantonati su 64 società off-shore del “comparto B” della Fininvest.
- Mondadori : il reato di corruzione giudiziaria per la compravendita della sentenza Mondadori (tangente Fininvest da Previti al giudice Metta) viene dichiarato prescritto grazie alle attenuanti generiche, almeno per Berlusconi; Previti invece viene condannato definitivamente a 1 anno e 6 mesi “in continuazione” con la condanna a 6 anni per la sentenza comprata Imi-Sir.
- Sme / Ariosto : assoluzione dall’accusa di corruzione giudiziaria nella compravendita della causa Sme; prescrizione in primo grado per la tangente Fininvest di 434.404 dollari al giudice Squillante nel 1991, reato dal quale Berlusconi viene poi assolto in appello e in Cassazione. Per i falsi in bilancio connessi con i pagamenti ai giudici, il Tribunale di Milano assolve il Cavaliere “perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato” , in quanto lo stesso imputato Berlusconi lo ha di fatto depenalizzato.
- Telecinco : processo ancora in corso, a Madrid, per presunti falsi in bilancio e violazioni dell’antitrust spagnola relativi all’emittente Telecinco (altri imputati, tra cui il dirigente Fininvest Alfredo Messina, sono stati nel frattempo giudicati in quanto privi di immunità e assolti). SOSPESO DAL LODO ALFANO.
- Mafia e riciclaggio di denaro sporco : sei inchieste archiviate per decorrenza dei termini d’indagine dal pool antimafia di Palermo.
- Concorso in strage : due indagini archiviate, rispettivamente a Caltanissetta per gli eccidi di Capaci e via d’Amelio e a Firenze per le bombe del ’93 a Milano, Firenze e Roma, sempre per decorrenza dei termini massimi per investigare.
- Diritti Mediaset : è uno dei tre processi ancora aperti a carico del Cavaliere. Le accuse vanno dal falso in bilancio alla frode fiscale all’appropriazione indebita, e si riferiscono a un vorticoso giro di miliardi che sarebbero stati accumulati in nero acquistando diritti televisivi e cinematografici dalle major americane e intermediati da alcune società-schermo nei paradisi fiscali, occultamente controllate dal gruppo del Piscione (come Century One e Universal One), per farne lievitare il prezzo. Fittiziamente, sempre secondo l’accusa. Una cresta oggi, una cresta domani: così la differenza fra il valore reale e quello gonfiato avrebbe alimentato il polmone delle risorse extra-bilancio. Il dibattimento è in corso, praticamente agli sgoccioli, davanti al tribunale di Milano. SOSPESO DAL LODO ALFANO.
- Corruzione di Mills : altro processo aperto al Tribunale di Milano, dove Berlusconi è imputato per corruzione giudiziaria del testimone David Mills, avvocato inglese e consulente per la finanza estera del gruppo Fininvest, che avrebbe ricevuto 600 mila dollari nel 1998 dal Cavaliere in cambio dei suoi silenzi e delle sue bugie in occasione degli interrogatori nel 1997 nei processi Guardia di Finanza e All Iberian. SOSPESO DAL LODO ALFANO.
- Compravendita di senatori : una tranche dell’inchiesta Berlusconi – Saccà in corso a Napoli, è stata trasmessa a Roma per competenza e ipotizza, a carico del solo Berlusconi, l’istigazione alla corruzione di senatori del centro-sinistra per il loro passaggio al centro-destra e dunque per la caduta del Governo Prodi II. Dalle telefonate intercettate tra il Cavaliere e Saccà e dalle deposizioni di alcuni testimoni, si evince che Berlusconi li avrebbe avvicinati o fatti avvicinare da terze persone tra novembre e dicembre 2007, cioè in pieno dibattito parlamentare sulla legge finanziaria, promettendo ricompense anche in denaro in cambio del “ribaltone” a Palazzo Madama. Un senatore dell’Unione – secondo le parole intercettate del Cavaliere – si sarebbe reso disponibile a saltare la barricata in cambio della raccomandazione a Rai fiction di una delle “cinque attrici”. Le avances più stringenti sarebbero state rivolte al senatore Nino Randazzo, eletto in Australia. La Procura di Roma, successivamente, ha archiviato il caso.
ALDO BRANCHER (Forza Italia ora PDL)
Condannato in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Psi, si salva in Cassazione grazie alla prescrizione (per il secondo reato) e alla depenalizzazione del reato (il primo) da parte del suo stesso governo.
Viene indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sulla scalata di Fiorani all’Antonveneta: la Procura trova un conto alla Banca Popolare di Lodi intestato alla moglie di Brancher con un affidamento e una plusvalenza (aumento di valore entro un determinato periodo di tempo di beni immobili - ad esempio abitazioni – e di valori mobiliari - ad esempio azioni) sicura di 300mila euro in due anni.
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica)
GIANFRANCO MICCICHÈ (Forza Italia ora PDL)
Non risulta essere mai stato indagato dalla Procura di Palermo per vicende di mafia: solo un’indagine, nel ’96, per le fughe di notizie sull’inchiesta a carico di Dell’Utri (l’accusa di favoreggiamento è stata poi archiviata). È vero però che, nel 1998, i magistrati avevano delegato alla Dia (Direzione Investigativa Antimafia) una serie di accertamenti su di lui, su suo fratello Guglielmo (attuale vicepresidente del Palermo Calcio) e su suo padre Gerlando, ex direttore generale del Banco di Sicilia. Alla base di tutto, le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia: Lorenzo Rossano e Gioacchino Pennino. Il primo sostiene che Gianfranco Miccichè, per le elezioni del 1994, aveva goduto dell’appoggio di personaggi legati a Cosa Nostra. Il secondo invece illustra il ruolo di favoreggiatori dei fratelli Graviano (i boss del Brancaccio condannati per le stragi *) ricoperto da alcuni esponenti della borghesia palermitana, abituali frequentatori di Guglielmo Miccichè sulle piste dell’ippodromo di Palermo (Guglielmo è un driver di trotto dilettante). Dall’inchiesta risulta che questi personaggi avevano cambiato, in un’agenzia bancaria diretta da Guglielmo Miccichè, 25 milioni di lire in contanti in assegni circolari. E che i titoli erano poi stati utilizzati dai favoreggiatori dei Graviano per affittare una villetta in Versilia nell’estate del 1993. L’indagine è stata poi archiviata.
*http://archiviostorico.corriere.it/1993/ottobre/01/catturato_boss_del_Brancaccio_svolta_co_0_9310013079.shtml
Ministro dei Rapporti con le Regioni
RAFFAELE FITTO (Forza Italia ora PDL)
Indagato a Bari per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti, una richiesta di cattura (a domicilio) inoltrata dal giudice il 20 giugno 2006 e respinta da Montecitorio.
Ministro dell’Interno
ROBERTO MARONI (Lega Nord) Condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Nel 1996 la Procura di Verona invia la polizia a perquisire la sede leghista di via Bellerio a Milano, nell’ambito dell’inchiesta sulla Guardia padana, ma alcuni dirigenti, fra cui Maroni, ingaggiano un parapiglia con gli agenti per impedire loro di compiere il proprio dovere. Maroni, prima di finire in ospedale con il naso rotto, avrebbe tentato di mordere la caviglia di una agente di polizia.
Maroni è anche imputato nell’inchiesta del procuratore veronese Guido Papalia come ex capo delle camicie verdi, insieme a una quarantina di dirigenti leghisti, con le accuse di attentato contro la Costituzione e l’integrità dello Stato e creazione di strutture paramilitari fuorilegge.
Sottosegretario al Ministero dell’Interno
FRANCESCO NITTO PALMA (Forza Italia ora PDL)
Legatissimo a Cesare Previti, nel 2002 è promotore di una legge per restituire l’immunità ai parlamentari: secondo la sua proposta, i processi a carico dei parlamentari andrebbero sospesi fino al termine del mandato.
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
ALTERO MATTEOLI (Alleanza Nazionale ora PDL)
Indagato a Livorno per rivelazione di segreti di ufficio, abuso edilizio e favoreggiamento verso l’ex prefetto di Livorno. Il Parlamento non ha mai autorizzato il suo arresto.
Ministro per gli Affari Esteri
FRANCO FRATTINI (Forza Italia ora PDL)
Censurato dal Parlamento Europeo per le sue esternazioni contro la libertà di movimento delle persone nella Unione Europea.
Ministro delle Riforme per il Federalismo
UMBERTO BOSSI (Lega Nord)
Condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont; condannato in vi definitiva per istigazione a delinquere e per oltraggio alla bandiera; indagato e imputato in altri procedimenti penali. Il 16 dicembre 1999 la Cassazione l’ha condannato a 1 anno per istigazione a delinquere, per aver incitato i suoi, in due comizi a Bergamo nel 1995, a “individuare i fascisti casa per casa per cacciarli dal Nord anche con la violenza. Altra condanna definitiva nel 2007 a 1 anno e 4 mesi (poi commutati in 3000 euro di multa, interamente coperti da indulto) per vilipendio alla bandiera italiana, per aver dichiarato nel 1997: “Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo.”
Ministro della Semplificazione Normativa
ROBERTO CALDEROLI (Lega Nord)
E’ indagato a Milano per ricettazione nell’ambito delle inchieste sulla Banca Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani. Contro Calderoli, all’epoca dei fatti ministro per le Riforme Istituzionali, ci sono le dichiarazioni dello stesso Fiorani e una serie di riscontri documentali. Fiorani ha sostenuto di aver foraggiato Calderoli per garantirsi l’appoggio politico della Lega Nord durante il suo tentativo di scalata alla Banca Antonveneta. Prescritto il reato che gli veniva contestato (appropriazione indebita).
Ministro di Grazia e Giustizia
ANGELINO ALFANO (Forza Italia ora PDL). In un video del 2002 (poi acquisito dalla Procura di Palermo) Alfano è ripreso mentre bacia Croce Napoli, boss mafioso di Palma di Montechiaro morto poco tempo dopo, alle nozze della figlia. Alfano ha sostenuto di non sapere chi fosse la persona che stava baciando e di essere stato invitato dallo sposo. E’ stato segretario di Berlusconi fino a un anno e mezzo fa.
Ministro dello Sviluppo Economico
CLAUDIO SCAJOLA (Forza Italia ora PDL)
Arrestato dai carabinieri il 12 dicembre 1983, per ordien dei giudici milanesi (pm Davigo, Di Maggio e Carnevali, giudici istruttori Arbasino e Riva Crugnola) che indagano sullo scandalo dei casinò: una brutta storia di clan mafiosi siciliani che han messo le mani sulle case da gioco di Sanremo e Campione d’Italia, accordandosi con i politici locali.
Scajola è accusato di essersi incontrato in Svizzera con il sindaco di Sanremo e il conte Borletti – che aspirava al controllo del casinò sanremese – e di avergli chiesto alcune decine di milioni (una cinquantina, pare, dell’epoca), a titolo di “rimborso spese” per l’impegno profuso dai politici di Imperia e Sanremo. L’accusa è di tentata concussione: 70 giorni a San Vittore. Ma alla fine, dopo un lungo e accidentato processo, nel 1990 viene assolto. Non perchè i fatti non siano realmente accaduti. “Ma perchè – spiegherà il fratello Alessandro, anche lui deputato forzista – Claudio fece quel viaggio su incarico del partito”. L’accusa, insomma, non riesce a dimostrare che quel denaro l’avesse chiesto per sé, anziché per il collega sanremese.
Ministro dell’Economia e delle Finanze
GIULIO TREMONTI (Forza Italia ora PDL)
Fiscalista di Berlusconi. Nel 2003 Fini chiese la sua testa dato che aveva presentato conti falsi nella legge finanziaria. In seguito si dimise dal suo incarico di ministro. Ha “sbraitato” contro i condoni fiscali prima di praticarli nel Governo Berlusconi II°(11 giugno 2001 – 23 aprile 2005) e III°(23 aprile 2005 – 17 maggio 2006).
Sottosegretario all’Economia e alle Finanze
NICOLA COSENTINO (Forza Italia ora PDL)
Nel settembre 2008 viene pubblicamente accusato di aver un ruolo di primo piano nel riciclaggio abusivo di rifiuti tossici, da Gaetano Vassallo, il boss che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari. Di seguito parte della confessione di Gaetano Vassallo ai pm della direzione distrettuale antimafia napoletana :
“Confesso che ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco4 gestita dai fratelli Orsi. Ai fratelli Orsi era stata fissata una tangente mensile di 50 mila euro… Posso dire che la società Eco4 era controllata dall’onorevole Nicola Cosentino e anche l’onorevole Mario Landolfi (An) vi aveva svariati interessi. Presenziai personalmente alla consegna di 50 mila euro in contanti da parte di Sergio Orsi a Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest’ultimo a Casal di Principe. Ricordo che Cosentino ebbe a ricevere la somma in una busta gialla e Sergio mi informò del suo contenuto”.
MATTEO MARINI
FONTI:
“Se li conosci li eviti” di Peter Gomez e Marco Travaglio.
Wikipedia.org
“l’Espresso”












Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d\'autore, lo si comunichi all\'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. Responsabile Matteo Marini.