Il consumatore.

Il mercato italiano deve fare i conti con il mercato europeo, nonchè con la globalizzazione. Il continuo sviluppo tecnologico e l’espansione del diritto comune hanno comportato l’evolversi di un quadro complesso e ostico, soprattutto per il consumatore medio. Il consumatore è l’utilizzatore di beni e servizi prodotti dall’economia e si trova in una posizione di soggezione psicologica riguardo  le scelte, le informazioni e il potere contrattuale. Un confronto non alla pari quello tra consumatore e imprese, che reggono, insieme alle banche, alle assicurazioni e alle società finanziarie, il mercato finanziario. C’è un grosso ritardo culturale che ha negativamente pesato sulle politiche dei consumi: la difesa della salute e della sicurezza dei prodotti di consumo, rispetto alla difesa degli interessi del consumatore.

Oggi, a livello europeo, si è accentuata la promozione del diritto all’informazione e la tutela del consumatore si delinea in due diritti da salvaguardare accuratamente: i diritti che implicano una considerazione collettiva: l’educazione, l’organizzazione e l’informazione e, i diritti soggettivi perfetti: la salute e la sicurezza che sono riconosciuti e garantiti ad ogni individuo come persona. Le informazioni per il consumatore sono assolutamente necessarie in una realtà giuridica costellata da continue innovazioni contrattuali; il contratto a distanza ne è un esempio.

Qual è il modo per tutelare e informare il consumatore? Prima della conclusione di un contratto a distanza, il consumatore deve essere informato sulle caratteristiche e il prezzo del bene e del servizio, le spese di consegna e le modalità di pagamento, l’esistenza o meno del diritto di recesso, il costo e l’utilizzo della tecnica di comunicazione a distanza. Difatti, essendo il contratto a distanza un contratto avente ad oggetto beni o servizi, stipulato tra un professionalista e un consumatore, il consumatore deve essere a conoscenza di ogni piccola questione in modo preventivo. La conoscenza dei costi e delle spese permette al consumatore di considerare il rapporto contrattuale che si vuole istaurare con limpidezza e chiarezza. Tutelare il consumatore significa basare qualsivoglia rapporto sinallagmatico sulla correttezza e trasparenza. Il professionista è la controparte forte: colui che agisce nell’attività imprenditoriale e commerciale; spesso la posizione di preminenza del professionista ha comportato un assoggettamento a clausole abusive, che il consumatore ha accettato senza colpo ferire. La cultura giuridica ha voluto salvaguardare il consumatore; l’accertamento della vessatorietà delle clausole è una risposta intaccabile: nel caso di contratti dove le clausole sono proposte al consumatore per iscritto, tali clausole devono essere sempre redatte in modo chiaro e comprensibile; e, soprattutto, in caso di dubbio nel senso di una clausola, prevale l’interpretazione più favorevole al consumatore. La sensibilizzazione alle questioni del consumatore trovano, poi, nelle associazioni dei consumatori  tutela e assistenza. Un consumatore attento e aggiornato può sentirsi protagonista,  non soggetto passivo, di un mercato sempre più caotico ed effervescente.

GLORIA PAOLONI

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