Il coraggio della vergogna

Forse è inutile lottare. Forse è inutile sporcarsi le mani, scendere in campo per cambiare questo paese. In fondo, a chi importa? Al popolo dell’ “embè” che davanti qualsiasi fatto risponde facendo spallucce dicendo: “embè? che me frega? io basta che porto i soldi a casa”…basta che lo Stato non mi toglie ciò che ho in superficie. Per il resto può anche fare come gli pare. Distruggere l’essenza stessa dell’essere italiano, dell’essere un cittadino fiero del proprio paese, distruggere ogni senso di giustizia, di indignazione che fa parte di noi, nel più profondo di noi stessi. Sono riusciti a spingerci ad avere il coraggio di vergognarci della nostra patria, di scappare all’estero per fare fortuna, per trovare lavoro.

Davanti all’indifferenza come è possibile spuntarla? Di fronte al menefreghismo dei nostri stessi concittadini come possiamo far sì che i sacrifici delle persone che ci hanno preceduto, non siano stati vani? Sacrifici di persone che hanno dato la loro vita per vedere cambiare questo paese, speranzosi che riuscisse ad alzarsi.

Chi glielo racconta a Paolo Borsellino o a Giovanni Falcone, che sono morti per niente? Che, a 18 anni di distanza dalla morte di quest’ultimo, l’Italia è precipitata ancora di più nella merda, in un regime mediatico che ci sta rendendo servi di un solo padrone? Chi glielo racconta che i mandanti dei loro omicidi, siedono in Parlamento a decidere delle sorti della nostra Repubblica?

Glielo potrei raccontare io, un semplice ragazzo di 18 anni. Ma sono una persona, contro migliaia e migliaia che remano contro. L’unica possibilità che avevo di reagire era di mettere su questa piccola oasi di libertà, questa piccola area di ossigeno per chi si sente oppresso e vuole urlare al mondo che sa ancora indignarsi per ciò che accade intorno a lui. Sono felice che in questi anni 25 persone abbiano condiviso e continuino a portare avanti questo progetto ma, come ripeto, siamo noi contro tutto il popolo italiano. Fette di società civile più qualche cane sparso del mondo del giornalismo e dell’informazione in generale, contro lo Stato, il potere costituito.

Fin quando la gente non capirà che si sta sfociando sempre più in una vera e propria guerra ideologica e mediatica, non riuscirà mai a riacquistare quel briciolo di senso critico che possa aiutare a disarcionare completamente questa dittatura. Fin quando la gente non salirà questo step, non riuscirà a vedere al di là del vetro la verità per quella che è. Sta a voi sporgervi e vedere cosa c’è dietro a quell’alone opaco che decenni di disinformazione vi ha creato davanti. Noi continueremo a pulirvela questa vetrata, che voi vi affacciate o meno. Non per chissà quale ideologia…semplicemente perché E’ GIUSTO FARLO….

MATTEO MARINI

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics – Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'Il coraggio della vergogna' have 2 comments

  1. 20 settembre 2010 @ 8:01 pm Marco Bevilacqua

    Bravo Matteo! Bell’articolo. Ma per caso ti ha ispirato la chiacchierata del caffè di sabato pomeriggio? :p

  2. 21 settembre 2010 @ 6:38 pm ale

    Fame, miseria, morte muoveranno i culi della gente e forse solo se concomitanti. Oppure un personaggio carismatico e violento con tutto ciò che è riconoscibilmente marcio. Praticamente un matto con grandi palle che non abbia paura di perdere la vita, in senso lato, lottando per la sua libertà e dignità, sperando che le pecore cambino pastore.


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