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Il corriere – The Mule, l’ultima commovente corsa di Clint Eastwood

Ispirandosi a un’incredibile storia vera, Clint Eastwood dirige e interpreta Il corriere – The Mule, ritrovando nel cast Bradley Cooper

 

il corriere the mule clint eastwoodNon aveva più intenzione di tornare davanti la macchina da presa. Ma poi non ha resistito alla tentazione di interpretare un personaggio della sua età. Ecco quindi che per la sua ultima fatica cinematografica Clint Eastwood si è dato ancora una volta allo stacanovismo coproducendo, dirigendo e interpretando Il corriere – The Mule. Per la sceneggiatura, Nick Schenk (già alla scrittura di Gran Torino) si è ispirato all’articolo del New York Times Magazine “The Sinaloa Cartel’s 90-Year-Old Drug Mule” di Sam Dolnick, che intervistava l’agente della DEA Jeff Moore circa l’arresto del più anziano e prolifico corriere della droga mai esistito, Leo Sharp. Una storia vera dunque, che Eastwood ha saputo tramutare in film in tempo record.

Sinossi

Al centro de Il corriere – The Mule troviamo Earl Stone (Clint Eastwood, Sully, la Trilogia del dollaro), uomo anziano che dopo aver dedicato l’esistenza alla sua impresa e agli amici trascurando per contro moglie (Dianne Wiest) e figlia (Alison Eastwood), si ritrova solo e al verde. Spinto dal desiderio di aiutare la nipote Ginny (Taissa Farmiga) in procinto di sposarsi, Earl accetta un lavoro per il quale gli viene richiesta una sola abilità: saper guidare. Ecco quindi che Earl diventa un corriere della droga per un cartello messicano. Tutto fila apparentemente liscio. Peccato che Earl sia finito nel mirino dell’agente della DEA Colin Bates (Bradley Cooper, American Sniper, A star is born) che, desideroso di fare buona impressione sui suoi superiori, si mette tenacemente sulle sue tracce. Il tempo per rimediare agli errori passati per Earl si farà sempre più corto.

Sensi di colpa e seconde possibilità

il corriere the mule clint eastwoodDroga, forze dell’ordine, un furgone perennemente in movimento. Sembrerebbe un classico film d’azione Il corriere – The Mule, e invece è altro. A Clint Eastwood non interessa tanto l’attività illecita del suo protagonista, i pericoli, il possibile dilemma morale. Quello che mette a fuoco – con la macchina da presa e la sua recitazione – è piuttosto la storia di un uomo al tramonto della sua esistenza, che deve una volta per tutte fare i conti con le scelte compiute in vita e le loro conseguenze, interrogandosi sulla possibilità o meno delle seconde chance.

Tanto Earl nella vita si è prodigato per la cura dei suoi preziosi fiori, tanto per contro ha lasciato appassire i suoi rapporti familiari. Tanto è stato brioso fuori casa, tanto è stato una figura assente per i suoi cari. “Sono stato un pessimo padre, un pessimo marito. Pensavo fosse più importante essere ‘qualcuno’ da un’altra parte invece del fallimento che ero a casa mia” dice a un certo punto. Tramite una regia come sempre essenziale ma mai sciatta, e una recitazione minimalista che però racchiude in sé tutto, Eastwood ci regala la figura di un uomo amabile quanto detestabile, un personaggio a tutto tondo che nasce dalla vita stessa e non dalla piatta carta.

Clint ci mostra il suo Earl senza vergogna in tutta la sua splendida anzianità, fatta sì di bilanci, rimpianti, sensi di colpa, ma anche di vitalità nonostante tutto, di brio, di voglia di sperimentare e soprattutto rimediare agli errori passati. Veterano di guerra come il Walt Kowalski di Gran Torino, a differenza di quest’ultimo Earl ha scelto di covare un temperamento scanzonato invece che uno rabbioso, di fuggire invece che difendere con i denti quanto gli appartiene.

Divertimento e commozione

il corriere the mule clint eastwoodVediamo Earl affrontare con apparente nonchalance la sua nuova carriera criminale, circa la quale non si pone troppi interrogativi perché un uomo che ha già perso tutto, poco altro ha da perdere. Ciò che lo muove è la necessità di riparare attraverso il denaro, e tanto basta per metterlo al volante e guidare senza pensieri verso la meta. Eastwood regista, con quella perfetta semplicità da grande maestro che lo contraddistingue, riesce a farci empatizzare, divertire e commuovere, senza bisogno di ricorrere a grandi scene madre o a una recitazione sopra le righe.

Eastwood ha dichiarato di essersi per certi aspetti ispirato al nonno per costruire il ritratto di Earl, ma viene inevitabile domandarsi quanto del vero Clint si celi nel protagonista, che gli aderisce completamente. Personaggio dalla battuta sempre pronta in canna, da scagliare contro una gioventù da mettere simpaticamente e un po’ burberamente alla berlina. E che si connette al suo “cacciatore” Bradley Cooper proprio attraverso il tema degli errori commessi, offrendogli una preziosa lezione che arriva dritta al cuore dello spettatore.

È in un certo senso un atipico road movie Il corriere – The Mule. Ricordando per alcuni aspetti l’ultimo recente film di un altro simpatico anziano criminale, Robert Redford in Old Man & the Gun, i chilometri percorsi da Earl si fanno strade dell’anima, in cui annullare i pensieri, schiacciare l’acceleratore e fare ciò che comanda la propria (in)coscienza, in barba a tutto. Un po’ come continua fare il vecchio Clint, che a 88 anni suonati se ne frega di mode e premi e ci regala un ottimo film, che con poco riesce a dire molto.

Il corriere – The Mule sarà al cinema dal 7 febbraio con Warner Bros. Pictures

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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