Il discorso di Fini e quel piccolo neo

Il gran giorno è arrivato e il Presidente della Camera Gianfranco Fini appena espulso dal Popolo della libertà che ha contribuito a fondare, ha pronunciato il discorso a margine dell’incontro di Mirabello in conclusione del raduno del neonato movimento Futuro e libertà.

Ascoltandolo, sembrava la descrizione del programma politico di un leader di un paese del nord Europa, dove la politica è qualcosa fatta in nome e per conto dei cittadini elettori, un discorso condivisibilissimo nel quale il Presidente della Camera ha sciorinato tutti quei punti che dovrebbero essere alla base del progetto di un Governo fatto per guidare un paese in crisi sociale e politica e contemporaneamente ha smontato pezzo per pezzo tutto quello che fino ad oggi ha combinato l’attuale maggioranza di Governo (alla quale non bisogna scordarlo, il Presidente e i suoi dissidenti, fanno parte e hanno contribuito a costruire).

Ha detto che in un parlamento democratico bisogna discutere di leggi e riforme, anche con l’opposizione, per confrontarsi e non obbedire ciecamente agli ordini del padre padrone nel suo esclusivo interesse.

Ha parlato di attuazione del federalismo, di federalismo sostenibile, di federalismo che avrà una ragion d’essere solo se sarà attuato in un’ottica nazionalistica e non solo con la presunzione di avvantaggiare le regioni d’Italia attualmente più avanti in materia economica (il nord per intenderci).

Ha parlato di riforma della giustizia, l’argomento tanto caro al premier, ha benedetto il processo breve, ma solo nella forma, cioè della necessità di rendere più ragionevoli i tempi processuali, ma ha bocciato totalmente la bozza attualmente approvata in Senato che darebbe un colpo di spugna a moltissimi procedimenti a vantaggio solo di una persona (uno a caso…).

Ha parlato soprattutto della questione giovanile, di come sia deprimente constatare che un giovane italiano su quattro sia disoccupato e di come la scala sociale si sia invertita: oggi è grazie ai risparmi di nonni e genitori che i giovani riescono a condurre una vita dignitosa senza un lavoro, al contrario di quando in passato era il primo stipendio del giovane a levare qualche sfizio in più ai nonni pensionati.

Ha chiarito che lavorare come servitore dello stato deve essere motivo d’orgoglio, non un ripiego, servire lo Stato, deve essere un lavoro svolto al servizio dei cittadini nell’interesse e per la sicurezza di tutti.

Ha dato dell’infame a Feltri e ai suoi pari (il che non guasta mai..) e dello stalinista a Berlusconi per il modo in cui ha epurato lui e i suoi fedelissimi rei di avere idee diverse dalle sue.

E poi punto per punto ha demolito tutti i Ministri preferiti del Cavaliere a partire da Frattini con lo squallido teatrino di Gheddafi, passando alla Gelmini per la disastrosa riforma dell’istruzione fino a Bondi e Brunetta per i tagli alla cultura e gli attacchi alla pubblica amministrazione, per finire al ministero lasciato vacante da Scajola, in quale paese civile, ha detto, nel pieno di una crisi economica si può fare a meno del ministro dello sviluppo economico? ha salvato il solo Tremonti e la sua politica economica rigorosa (che guarda caso è considerato uno dei papabili a premier di un eventuale governo alternativo) ne ha avuto anche per i vari colonnelli che hanno cambiato generale e che sono sempre pronti a cambiare bandiera a seconda di dove tira il vento.

Insomma, il miglior discorso di opposizione ad un Governo degli ultimi 150 anni…

Un solo unico enorme neo, avvolge il discorso e la figura del Presidente della Camera e leader di Futuro e Libertà: ci sono voluti la bellezza di quindici anni di Governo insieme per rendersi conto di con chi aveva a che fare? Quindici anni di convivenza e di compromessi che hanno contribuito a seppellire il vecchio partito di An e a consegnare il nostro paese delle mani del piccolo sultano di Arcore…..e adesso??

VINCENZO PACILE’

P.S. ho seguito il dibattito post discorso di Fini sul telegiornale di Mentana su la 7 che ospitava tra gli altri Travaglio, Feltri, Casini, Bocchino e Urso mentre sul Tg1 passava la sensazionale notizia della comparsa dei primi porcini sulle montagne….



'Il discorso di Fini e quel piccolo neo' have 2 comments

  1. 6 settembre 2010 @ 12:01 pm Onorio Recchia

    signori miei, ma questo signore che oggi si erge a moralizzatore della politica, del governo, del parlamento, insomma della cosa pubblica, cosa ha fatto fino a ieri, a partire da circa un ventennio? s’è turato il naso a oltranza! ha firmato fior di leggi porcellum e peggio! Da quale pulpito viene la predica!

  2. 6 settembre 2010 @ 1:20 pm Giampaolo Rossi

    come si suol dire, meglio tardi che mai…. Preferisco Fini che se ne accorge ora e prende le distanza, ammettendo le comple. piuttosto che la Lega che una volta dava del mafioso al “Berluscaz” e che ora ci va a braccetto solo per fare il federalismo e avere potere….


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