Il drago invisibile, una fiaba ecologista e formativa per la Disney

Le storie di bambini cresciuti nella natura selvaggia “vanno un casino quest’anno” (cit.). Dopo Mowgli de Il libro della giungla e l’iconico protagonista di The Legend of Tarzan, è ora il turno del piccolo Pete in un film che più disneyano e per famiglie non si può: Il drago invisibile. Come il titolo suggerisce, siamo di fronte al remake della pellicola del 1977 Elliott il drago invisibile, già allora prodotto dalla casa di Topolino e adattamento di un racconto breve di S. S. Field e Seton I. Miller.

La sceneggiatura del regista David Lowery e di Toby Halbrooks per Il drago invisibile sceglie tuttavia di sganciarsi dall’ambientazione nel Maine di inizio Novecento della pellicola del ’77, per raccontare invece una storia dei nostri giorni, per quanto con uno spirito favolistico che la distacca da una connotazione temporale troppo precisa.

 

 

Sinossi.

Il drago invisibile 3Tutto inizia con un racconto apparentemente di fantasia, quello dell’anziano Mr. Meacham (Robert Redford) che narra ai bambini della sua città le storie di un drago che abita nella foresta del Pacific Northwest.

Nient’altro che leggende per sua figlia Grace (Bryce Dallas Howard), che lavora come guardia forestale. Ma pura realtà per Pete (Oakes Fegley), un bambino che dopo essere rimasto orfano nel mezzo della foresta, viene “adottato” da un misterioso drago verde che appare di fronte al piccino, e che quest’ultimo ribattezza Elliott.

Insieme i due vivranno per alcuni anni liberi nella natura, fino a quando Pete non incapperà nell’undicenne Natalie (Oona Laurence) e in Grace, che si prenderà a cuore il misterioso ragazzino e cercherà di venire a capo di chi sia questo Elliott a cui fa continuo riferimento.

Un drago per amico.

Il drago invisibile dà forma di celluloide a un sogno infantile ricorrente: quello di avere come amico un drago (qui meno palesemente cartoon grazie alla CGI, rispetto a quello del ’77 che era animato a mano). Se poi questo è di buon cuore e addirittura capace di diventare invisibile a piacimento come Elliott, la gioia è doppia. Un sogno fanciullesco che va a intersecarsi al mito del “buon selvaggio” Il drago invisibile 2nella delineazione di un mondo, quello forestale in cui abita Pete, dove la libertà è totale e la civiltà solo un lontanissimo ricordo fatto più che altro di oggetti feticcio, come il libro che Pete conserva gelosamente.

Reale (Elliott non è infatti come si potrebbe pensare il classico amico immaginario) ma simbolico nel ruolo che si trova a rivestire, il drago di Pete protegge e accompagna dolcemente il ragazzino nel difficile tragitto della crescita, che deve scontrarsi con un trauma importante prima e l’intrusione della civiltà nel loro idillio pastorale poi. Il tutto, in nome del coraggio e dell’avventura.

Il drago funge quasi da genitore adottivo per il bambino, e al tempo stesso la sua esistenza ci ricorda che “spingendosi oltre l’evidenza” e “guardando oltre il proprio naso”, un mondo di draghi verdi e volanti è possibile.

Le controparti umane in questo percorso sono al tempo stesso amiche quanto nemiche. Tutto dipende da quel che i loro occhi vogliono vedere: la “magia” è a portata di mano per tutti, basta saperla cogliere senza paura o pregiudizio. L’invito è ad accettare Elliott come essere vivente e non come creatura mostruosa da temere o peggio sfruttare, in una morale nemmeno troppo velatamente ecologista.

Un tenero ma limitato film per famiglie.

Il drago invisibile 4Condito da una fotografia patinata e musiche d’atmosfera di Howard Shore, l’effetto videoclip è spesso dietro l’angolo. Con una trama semplice semplice, che si concede veri guizzi solo un paio di volte (come nel bel prologo), Il drago invisibile si dimostra un discreto film per famiglie, ma (quasi) unicamente per loro.

I buoni sentimenti sono tanti, l’effetto lacrimuccia sentimentale palesemente ricercato per quasi tutta la durata del film. Un prodotto tenero, ma che va preso per quello che è senza sperare nell’avventura di Dragon Trainer o in quell’umorismo che oggi va tanto di moda. Pete e il suo drago invisibile si affidano a un mood più drammatico. Col proprio ritmo, quello della placida foresta in cui la fretta moderna non esiste, ci raccontano la propria favola. E noi, non possiamo che adeguarci.

Il drago invisibile sarà al cinema dal 10 agosto con la distribuzione di Walt Disney Pictures.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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