Il governo non è la Champions League

Si parla da più parti dell’attuale crisi di governo e delle possibili alternative.

La maggioranza in particolare, si scaglia contro chiunque (compreso il Presidente della Repubblica) parli o pensi alla possibilità di un esecutivo tecnico che fronteggi i problemi urgenti della crisi economica e che allo stesso tempo provveda a riformare l’attuale legge elettorale.

La scusa principale è che in questo modo verrebbe sovvertito il risultato delle ultime elezioni o che si tratterebbe di un esecutivo abusivo formato da sconfitti.

Ma a guardar bene, la situazione non è proprio come ce la descrivono.

L’Italia è (o almeno dovrebbe essere) una Repubblica democratica parlamentare, cioè il popolo italiano, attraverso le elezioni, sceglie a chi affidare la guida del paese, all’interno dei due rami del parlamento insieme all’opposizione.

Il partito o la coalizione che ottiene più voti, porta in parlamento la maggioranza dei propri uomini in modo da potere, secondo le proprie idee e propri programmi, discutere di leggi e provvedimenti nell’interesse dei cittadini (pare fantascienza!!).

Allo Stesso tempo, l’opposizione, non è la squadra sconfitta di una partita di calcio; in una Repubblica parlamentare (nella quale non venga posta la questione di fiducia su ogni provvedimento), anche chi non ottiene la maggioranza dei voti, siede sui banchi del governo per esaminare i provvedimenti proposti da chi è stato scelto per governare.

Quindi alla fine delle elezioni, non esistono vincitori e vinti, ma soltanto persone che, dialogando, dovrebbero prendere una serie di decisioni nel nostro interesse.

Se chi ha ottenuto la fiducia da parte degli italiani non riesce più ad essere d’accordo sui provvedimenti che erano all’origine del programma di governo, la colpa non è di sicuro di chi siede sui banchi dell’opposizione (soprattutto se quei banchi sono occupati dal Pd), ergo, chi tradisce gli italiani in questo particolare momento, è proprio la strampalata squadra che ha vinto le ultime elezioni.

Essendo il governo formato dall’insieme di maggioranza e opposizione, venendo meno la prima, rimangono, all’interno del parlamento, forze politiche democraticamente elette e scelte dal popolo italiano.

Quindi parlare di governo di sconfitti, di sovvertimento del volere del popolo italiano è quanto mai fuorviante e falso.

Un governo tecnico in questo periodo di crisi, sarebbe formato, su mandato del Presidente della Repubblica, sempre da membri del parlamento democraticamente eletti, per far fronte ai provvedimenti più urgenti in materia di crisi o di riforma della legge elettorale.

Quando due anno e mezzo fa il Pdl e i suoi hanno vinto le elezioni, il Presidente Berlusconi non ha alzato in cielo la Champions League mentre l’opposizione “sconfitta” stava sotto il palco dei vincitori; se, come oggi ci troviamo in un particolare momento, il Presidente della Repubblica può sempre valutare la possibilità di affidare ad un governo tecnico la guida del paese per un periodo ben definito.

Fin qui la realtà dei fatti (secondo me..) e la teoria; la pratica consiste nell’impossibilità di avere un governo tecnico che davvero prenda dei provvedimenti urgenti nell’interesse del popolo italiano, figuriamoci se questa gente sarebbe pronta a votare, ad esempio, una legge elettorale che di fatto li farebbe sparire all’istante…

All’ultima sagra padana, il ministro Calderoli ha affermato che i governi tecnici, sono tecnici solo all’apparenza, mentre in realtà sono governi politici a tutti gli effetti che servono all’opposizione per arraffare poltrone e potere….il Ministro ha pienamente ragione, ma ha dimenticato di concludere la frase: servono per arraffare potere e poltrone, come già facciamo noi attualmente in maniera più che egregia….



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